INFORMAZIONI TECNICHE RAID

SOMMARIO


I componenti del RAID
Per un RAID hardware occorrono al minimo i seguenti componenti :

Opzionalmente :

Châssis per RAID
Poiché un RAID é composto da piú dischi , puó esserci qualche problema nell' installarli nello châssis del sistema principale , ad esempio perché , banalmente , non c' é spazio (mini tower o desktop slim) o non c' é possibilitá di raffreddamento adeguato . In questi casi si puó ricorrere ad uno châssis esterno ; ne esistono di specifici per le soluzioni RAID , di solito dotati di 6 o piú finestre da 51/4" e con possibilitá di alimentazione ridondante . Esistono anche sistemi per il supporto di dischi con interfaccia SCA .
La scelta dipende dalle esigenze dell' Utente . Alcuni châssis per workstation e server di tipo professionale  hanno la possibilitá di installare molte unitá e sono dotati di alimentatori e sistemi di raffreddamento adeguati .
Uno châssis esterno puó essere la soluzione adeguata se l'array é composto da molte unitá ; in uno châssis anche di generose dimensioni difficilmente si puó consigliare l' installazione di piú di 6 drives . Per quantità maggiori si consigliano vivamente gli châssis per server , in grado di ospitare anche 25 unitá estraibili piú altre interne .
Non volendo , peró , sostituire il contenitore dell' unitá centrale o desiderando una maggiore flessibilità sia funzionale che di spazio , puó essere opportuno alloggiare l' array separatamente dall' unitá centrale stessa , con molti vantaggi , compresi quello della modularità dell' insieme e dell' aumento del fattore di sicurezza ; il collegamento avviene con un cavo SCSI sulla porta esterna dei controller . Data la struttura SCSI , piú unitá possono essere collegate in cascata ed é possibile collegare anche due controller alla stessa catena .
Si puó pensare di utilizzare come châssis per l'array non solo un prodotto specifico , ma anche uno destinato ad un uso piú generale ; ad esempio , ben si presta che é attrezzabile con un alimentatore ridondante da 300W .

Cassetti per le unitá SCSI
Livelli di RAID destinati alla sicurezza prevedono la possibilitá di un funzionamento regolare anche dopo il guasto ad una delle  unitá . La sistemazione dei dischi in cassetti rimovibili consente notevoli vantaggi rispetto alla collocazione usuale all'interno dello châssis :

Inoltre i cassetti di qualitá sono dotati di sistemi di raffreddamento ausiliari per il disco e/o di segnalazioni quali MTBF , temperatura , tensione , ecc . Quindi , in un array di dischi anche di poche unitá , la sistemazione in rimovibili e' consigliabile .
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I dischi
É indubbio che la scelta dei dischi é della massima importanza per le prestazioni generali dell' array ; unitá di una certa qualitá , con prestazioni singole alte e lunga vita prevista (MTBF) non potranno che trovare esaltate  queste loro caratteristiche . É chiaro anche che , dischi meno prestigiosi troveranno buona collocazione nel RAID con una spesa minore .
La scelta dipende da una giusta valutazione tra la richiesta di prestazioni , sicurezza e costi .

Come detto , RAID é quasi una esclusiva SCSI e la tendenza; é chiaramente verso il tipo Wide o Ultra Wide che, con una piccola differenza di prezzo, fornisce prestazioni assai superiori . In effetti tutti i controller dedicati a RAID prevedono la connessione con uno o piú canali UW . Per un array da cui sono richieste prestazioni , la scelta cade obbligatoriamente su dischi SCSI UW da 7200 o 10.000 giri ; in un array dove prevale la necessitá di grande capacita , dischi piú economici , tra i 5400 e i 7200 giri sono adeguati ; dove é richiesta essenzialmente la sicurezza sará opportuno verificare sulle specifiche dei costruttori i dati relativi  (MTDL , MTDA , MTTR , MTBF) .

I controller
Attualmente le soluzioni possibili sono due :

  1. schede con controller SCSI a bordo . É opportuno verificare che queste schede dispongano dell'estensione per il collegamento ad una scheda RAIDPort , standard realizzato da Adaptec ; in questo caso la soluzione é quasi obbligata , ma molto semplice ed economica . La struttura RAIDPort consiste in una scheda dotata di opportuno processore , cache e firmware che consentono di utilizzare il controller a bordo della scheda madre realizzando un array con il solo costo limitato della scheda RAIDPort .
  2. schede madri senza controller SCSI a bordo .

In questo caso la scelta non puó che cadere su un controller PCI . Ogni costruttore realizza soluzioni proprie , con caratteristiche diverse ; la scelta deve essere fatta in base alle necessitá in rapporto al costo . Esistono diversi livelli di prestazione , dipendenti ad esempio dal tipo di processore di controllo , dalla cache , dal numero dei canali , dalle possibilitá di implementazione dei vari livelli RAID , ecc. .
Ad esempio , alcune schede Mylex dispongono dei recenti processori Intel i960RP e RD , cache con ECC e fino a tre canali indipendenti , dotati di prestazioni elevatissime . É ovvio che se si prevede l' impiego di un controller di questo genere per esaltare al massimo le prestazioni dell' array , é del tutto inutile avere a bordo della scheda madre un controller SCSI , che resterebbe inutilizzato o sotto utilizzato .
A listino sono disponibili diversi prodotti .

Terminazioni e cavi
In un array di sicurezza é prevista la possibilitá che il guasto di una unitá non pregiudichi il funzionamento del sistema . Resta peró il fatto che sará necessario sostituire quanto prima il drive difettoso per ripristinare il regolare funzionamento del RAID .
É noto che una catena SCSI richiede un terminatore ad ognuna delle due estremità .

Facendo conto che una estremità é il controller , dotato di proprio sistema di terminazione , spesso automatico , solitamente viene attivato il terminatore interno all' ultima unitá fisica sulla catena , come nel caso rappresentato a lato . La soluzione é spontanea ed economica e non ci sono problemi se si deve sostituire una delle unitá intermedie, ma ... radco_1.JPG (9454 byte)

se si deve sostituire l'unitá con il terminatore ? Ovviamente non é possibile fare un hot swap a sistema acceso , in quando si asporterebbe il terminatore della catena SCSI , pregiudicandone il funzionamento . D' altronde , se si spegne il sistema , occorre reinserire una unitá terminata o attivare il terminatore di un' altra unitá prima di riavviare il tutto . Inoltre c'é da considerare che , a meno di segnalazioni cabalistiche poste in qualche modo dall'assemblatore , dall'esterno del sistema é ben difficile determinare quale unitá é terminata e quale no e quale é l'ultima fisica da terminare .
La soluzione corretta é un'altra :

Nessuna delle unitá sulla catena ha il terminatore attivato , che é posto , invece , al termine fisico del cavo , come componente esterno . Questo , portando tutte le unitá nella stessa condizione , ne permette la sostituzione senza problemi di posizione . radco_2.JPG (8586 byte)

Fatta questa precisazione sulla funzione del terminatore , bisogna dire che anche la qualitá dei cavi ha una importanza non secondaria , soprattutto se sono richieste lunghezze superiori al metro . Particolarmente importante é  la qualitá dei cavi esterni che collegano il controller interno al sistema a dispositivi SCSI esterni . Sono da evitare i cavi orientali a basso costo (e bassa qualitá ) dando la preferenza a cavi con adeguate schermature e connettori .
A listino sono disponibili diversi prodotti adeguati .

[continua]


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