techbtn.gif (2150 byte) SCSI

Decisi ormai a buttarsi , ignari dei pericoli in agguato , novelli SCSI Rider iniziamo ad aggirarci nel labirinto .
Stendiamo un filo di Arianna (e speriamo che non si spezzi...) .

Come mi costruisco lo SCSI

Come giá detto , SCSI é un poco piú complesso di IDE . Le periferiche IDE / ATAPI sono gestite dal BIOS della scheda madre e non richiedono speciali "cure" per diventare attive (anche , onestamente , si puó dire che  non é cosí immediato districarsi tra master , slave , UDMA , ATA/66 , cable select , ecc.) .
Per chi vuole attivare una catena SCSI sul suo PC , anche solo per gestire un masterizzatore o uno scanner , occorre avere le idee chiare su cosa si sta facendo (come , del resto , per tutte le attivitá da cui si vogliono soddisfazioni e non grane ...) .
Come giá detto , gli elementi tipici di una catena SCSI sono quattro :

  1. i dispositivi
  2. il controller
  3. il cavo e i connettori
  4. i terminatori 

Vediamoli nei dettagli .

I Dispositivi
In inglese device , plurale devices , possono essere di qualunque genere . La filosofia del bus SCSI prevede che ogni device abbia una certa "intelligenza" a bordo e sia in grado di comunicare i propri parametri hardware al sistema che controlla il bus . Sono la parte della catena SCSI su cui c'é meno da dire : ogni dispositivo ha caratteristiche proprie che sono descritte nei libretti di istruzione . Esistono dischi rigidi , masterizzatori , nastri , dispositivi a cartuccia rimovibile , magneto ottici , CDROM , WORM , scanner , ecc. : ognuno , ovviamente , ha caratteristiche proprie ed i costruttori si sono spesso sbizzarriti nell'applicare le norme basilari dell' UCAS , rendendo piú esotico il lavorare con SCSI .
Comunque si possono fornire delle generalizzazioni adatte per tutti i casi .
In sostanza chi installa un nuovo dispositivo non deve fare altro che collegarlo al cavo , assegnargli una posizione logica e nient'altro (o quasi...) . In alcuni casi puó essere necessario aggiungere driver specifici , come i Twain per gli scanner o utilities ad hoc , come per il salvataggio dati su streamer oppure i driver di interfaccia con il sistema operativo per i controller .
I dispositivi rispondono ad alcuni  comandi , previsti dallo standard SCSI , e colloquiano in modo trasparente per l'utente con un altro dispositivo , detto controller , che interfaccia il bus con il PC .

Questa struttura composta da dispositivi "intelligenti" ha ovvi vantaggi : in senso lato , é necessario caricare solo un driver software di interfaccia tra sistema operativo e controller ed esso si preoccuperà di tutto il resto . Questo vuol dire che , rispettando i limiti dello standard , sará possibile inserire nuovi dispositivi sul bus , o anche toglierli , senza particolari problemi .
A questo riguardo c'é da dire che ordinariamente SCSI non prevede un hot-swap dei dispositivi sul bus , che deve essere implementato con opportuni moduli ; se si deve aggiungere o togliere un dispositivo , questo va fatto a sistema spento , anche perché il riconoscimento della presenza del nuovo dispositivo Io della mancanza del vecchio é effettuato prima del boot del sistema .

In particolare SCSI si presta a gestire dispositivi con media rimovibile , piú complessi da integrare nel sistema operativo se posti su canali IDE e visti attraverso i BIOS standard del PC .

L'ID

Un elemento molto importante dei dispositivi SCSI é l'indirizzo , detto ID .
Poiché SCSI é un bus , deve esistere un sistema che permette di assegnare ad ogni dispositivo collegato una posizione ben specifica e riconoscibile dal sistema di controllo .
Si tratta di questo : ogni bus SCSI , a seconda della tipologia , puó connettere 8 o 16 dispositivi ; l'ID permette al controller di organizzare e riconoscere i dispositivi collegati , che posso essere installati in qualsiasi posizione e ordine sul cavo , ma devono avere ognuno un indirizzo diverso . Questo indirizzo é programmabile su ogni dispositivo con un set di jumper o dip switches o simili ; ogni dispositivo sul bus deve avere un proprio indirizzo e non devono esserci due dispositivi con lo stesso ID e questo é estremamente importante in quanto si creerebbe un forte conflitto quando il controller , interrogando un dispositivo con un certo ID , ricevesse risposta da due o piú contemporaneamente  .

Solitamente il dispositivo con ID piú alto ha la priorità maggiore , quindi il controller del bus , anch'esso un dispositivo , é posizionato di default all'ID 7 . Da notare che i primi 8 dispositivi (tipici di una catena SCSI narrow a 8 bit) hanno priorità maggiore dei successivi 8 (tipici della catena Wide a 16 bit) , per cui , salvo diverse configurazioni , la priorità é nell'ordine {7 ,6,5,4,3,2,1,0, 15, 14,13,12,11,10, 9, 8} .
Nota : la numerazione parte da 0 e va a 7 per i primi 8 dispositivi e da 9 a 15 per i successivi 8

Non esistono particolari limiti alle assegnazioni , anche se sono consigliati

Assieme a ID spesso é associato il LUN .
LUN (logical units number - numero logico di unitá) fa riferimento alla possibilitá dei dispositivi SCSI di essere composti da parti multiple ; ad esempio , un juke box ha , per il bus , un solo ID , ma é composto internamente da piú unitá logiche , ognuna con un identificatore (LUN) diverso . Questo consente di espandere ancora di piú il numero dei dispositivi collegabili alla catena SCSI .  Normalmente , peró , i dispositivi correnti sono singoli , per cui dispongono di un solo ID e non hanno LUN (o LUN=0) . Normalmente la gestione di LUN multipli richiede un controller adeguato .

Nella maggior parte dei sistemi , durante il boot , il controller effettua la scansione dei dispositivi collegati e ne riporta un prompt a video dove viene indicato il tipo di dispositivo riconosciuto e il suo ID/LUN . Questa funzione é richiamabile anche dal setup del controller (se disponibile) e da utilities specifiche , come EZ-SCSI di Adaptec .

Poiché l'assegnazione dell'ID puó essere fonte di problemi per l'utente meno agguerrito , alcuni costruttori hanno introdotto una struttura detta SCAM (SCSI Configured AutoMatically - SCSI configurato automaticamente) in cui il controller assegna in modo dinamico l'ID ai dispositivi collegati ; ovviamente é necessario che questi dispositivi supportino pienamente il metodo .

Come impostare l'ID
Solitamente l'ID SCSI é fissato con jumper o con dip switches ; piú raramente via software o automaticamente . Sulla documentazione dei dispositivi sono riportate le posizioni dei ponticelli per le varie selezioni ; i costruttori piú sensibili alle necessitá dell'Utente riportano una tabella abbrevvaita anche sul corpo dell'apparecchio . Non esiste una generalizzazione che possa coprire tutte le soluzioni costruttive in quanto ogni produttore ne ha certamente adottata una propria . In genarale , peró , si puó fare riferimento alla tabella qui sotto :

ID

bin

Jumper
4 2 1
0 000 off off off
1 001 off off on
2 010 off on off
3 011 off on on
4 100 on off off
5 101 on off on
6 110 on on off
7 111 on on on
L'ID é un numero legato ai bit dell'interfaccia .
Ad esempio , per 8 bit , la tabella a fianco riporta la disposizione tipica dei jumper .
Sostanzialmente essa riproduce la sitauzione binaria che corrisponde al numero dell'ID che si desidera selezionare .
Nel caso di 16 dispositivi (16bit) la tabella sará estesa di conseguenza .
Avvertenza :
Nella maggior parte dei casi i jumper sono come indicato a fianco , ovvero estratti (off) per indicare un valore 0  , e viceversa (on) per l'1  , ma é possibile che un costruttore abbia scelto la situazione inversa .
In ogni caso , se manca la documentazione dei jumper puó risultare difficile impostare il dispositivo .

La Paritá
Un altro elemento spesso non considerato dei dispositivi SCSI é la possibilitá (similmente alla RAM) di adottare un controllo hardware di paritá , trasmettendo cioé una informazione addizionale che consente il rilevamento e la correzione di eventuali errori di trasmissione .
La maggior parte dei dispositivi supportano la paritá , ma ne esistono molti che hanno questa possibilitá ; quindi , configurando il bus SCSI é importante verificare che la paritá sia uniformemente abilitata o disabilitata . Infatti la presenza , ad esempio ,   di dispositivi che trasmettono senza paritá ad un controller che , invece , l'ha impostata , produce segnalazioni di errori e l'impossibilita di funzionamento del bus .
In generale , la partita puó essere abilitata se tutti i dispositivi sul bus hanno questa opzione ; il controllo di paritá , pur essendo previsto per dare un grado maggiore di affidabilità , non é affatto necessario ad una buona trasmissione , anche ad alta velocitá .

Nel configurare il nostro dispositivo occorrerá considerare anche un altro fattore spesso negletto : il terminatore .

Start on Delay
Un'altra impostazione interessante ed utile per i dispositivi é lo Start-on Delay , ovvero il ritardo all'avviamento .
Abilitando questa opzione , il dispositivo si avvia (principalmente il motore di rotazione) con un certo ritardo rispetto al comando relativo (o all'uscita della fase di reset) .
A cosa puó servire questa opzione che , a prima vista , sembrerebbe bizzarra ?
In realtá il suo scopo puó essere importante . Va ricordato che i dispositivi SCSI sono , solitamente , a d alte prestazioni (numero di giri , dimensioni) e , questo sopratutto nel passato , ma ancra oggi , sono abbastanza voraci ed assorbono ; in particolare il motore di rotazione (spindle motor) assorbe pichi di corrente molto intensi al momento di portarsi in rotazione . Se alla catena SCSI sono collegati piú dispositivi , il contemporaneo avviarsi dei motori potrebbe impressionare sfavorevolemete il sistema di protezione dell'alimentatore , che , impossibilitato a dare tanta corrente , entrerebbe in blocco , creando problemi a tutto il sistema ; per far fronte alla richiesta della corrente di spunto di tutti i motori potrebbe essere necessario avere un alimentatore molto sovradimensionato per quello che poi sará l'uso corrente (superta la fase di spunto , la corrente assorbita si riduce di molto) .
Lo Start on Delay , ritardando l'avviamento di alcuni dispositivi , riduce l'importanza di questo picco di corrente e rende possibile alimentare il sistema con alimenattori standard .
non tuti i dispositivi sono dotati di questa opzione , solitamente riservata ai piú "consumosi", ovvero ai dischi di grosse (anche fisiche) dimensioni o con numero di giri elevato .
Non é necessario attivarla se si hanno solo uno o due dischi , ma é utile sapere che c'é nelle situazioni piú complesse , ad esempio nelle configurazioni RAID  .
Da osservare che alcuni controller hanno la possibilitá di impostare un delay (ritardo) per le diverse unitá collegate .

[continua]


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Aggiornato il 22/11/99.