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I terminatori

Terminators in inglese, in italiano terminatori, (da non confondere con gli androidi dei film di Schwarzenegger...) sono uno dei componenti fondamentali del bus SCSI , anche se , forse , il meno capito .
Un terminatore , in generale, é un componente elettronico che ha la funzione di "terminare", ovvero chiudere, una linea elettrica ; lo scopo preciso é quello di fornire l'impedenza corretta della linea di trasmissione, fattore fondamentale nella trasmissione di segnali a frequenza elevata.
La corretta impedenza é indispensabile per avere una trasmissione priva di disturbi e quindi poter far superare al segnale tratti di conduttore di lunghezza considerevole senza perdere il contenuto dell'informazione trasmessa.
Questa degradazione del segnale é dovuta al sovrapporsi di onde riflesse dovute alla propagazione del segnale in un mezzo non perfettamente adatto; esse vanno a sommarsi o sottrarsi al segnale e ne possono rendere indecifrabile il contenuto all'estremitá di ricezione. Maggiore é la frequenza di trasmissione, maggiore é l'importanza del giusto accordo (impedenza) tra l'unitá di trasmissione, la linea di trasmissione e l'unitá di ricezione.
Nella catena SCSI, la terminazione é indispensabile, sia con le interfacce single-ended che con quelle differenziali.

Di grande importanza é la posizione dei terminatori sulla linea del bus. Come dice il nome "terminatore", esso deve stare al termine fisico della linea di trasmissione.
Inoltre, i conduttori fisici dei segnali vanno terminati ad entrambe le estremitá ed esclusivamente li; questo é molto importante , in quanto la mancanza (o l'eccesso) di terminatori provoca sicuramente gravi problemi di funzionamento della catena SCSI , spesso difficili da diagnosticare .

L'immagine seguente riporta la configurazione corretta : un terminatore é posto sull'estremitá del cavo del controller e l'altro terminatore é posto sul connettore all'estremitá fisica del cavo .

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in alternativa , se l'unitá n collegata all'ultimo connettore del cavo dispone di terminatore interno , esso va abilitato . nessun'altra unitá ha il terminatore abilitato .

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Se la catena ha una situazione fissa, la scelta di impiegare il terminatore interno dell'ultima unitá fisica é quella piú semplice ed economica.
Se si presume di agire scambiandole di posizione le unitá sulla catena SCSI, é preferibile dotare il cavo di un terminatore ed escludere tutti quelli delle unitá; questo evita il problema di capire quale unitá deve stare al termine della catena, in quanto qualunque unitá puó assumere qualunque posizione ed il terminatore esterno assicurerà sempre la giusta condizione.
Cosí pure se si deve aggiungere o togliere qualche unitá.
Da notare che non tutti i dispositivi SCSI sono dotati di terminatore interno.

Come esempio di connessioni sbagliate possiamo riportare qualche esempio : provate a spiegare perché non sono corrette .

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Tutto chiaro ? Per chi non avesse capito dove stanno i problemi, ecco le risposte :

  1. nella prima figura il terminatore non é posto sull'estremitá fisica della catena, quindi non "termina"un bel niente e le unitá poste dopo potranno avere problemi
  2. nella seconda figura l'unitá n é terminata , ma essa non occupa l'ultimo connettore della catena. É un errore comune, ma va tenuto presente che il tratto di cavo oltre l'ultima unitá é comunque percorso dai segnali del bus e quindi, non essendo correttamente terminato, aggiunge alla linea di trasmissione un tratto sbilanciato, che puó creare problemi
  3. nella terza immagine , un solo terminatore (posto , peró , in modo corretto) é presente nella catena. Il conduttore deve avere un carico simmetrico ad entrambe le estremitá, in quanto le linee del bus SCSI sono bidirezionali; terminare una sola estremitá vuol dire perdere il controllo di meta del bus.
  4. Anche se i latini dicevano "melius abundare quam deficere", é sbagliata anche la configurazione numero 4, in quanto sono inseriti piú di due terminatori, creando un sovraccarico sulle linee del bus.

Solitamente ad una estremitá della catena SCSI ci sta il controller, ma puó capitare che non sia cosí. In questo caso, va posto un particolare riguardo alla situazione dei terminatori.

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Il caso riportato é una situazione che si puó verificare realmente : il controller é integrato sulla scheda madre , le unitá 2 e 3 sono interne e l'unitá 1 é esterna al PC . Il cavo connette le unitá interne con il controller on-board e prosegue verso il retro del PC dove termina con un connettore-bracket a cui , con un cavo adatto , andranno collegate le unitá esterne . I terminatori vanno posti ALLE ESTREMITÀ FISICHE DELLA CATENA , quindi il terminatore del controller va disabilitato .
Se le unitá esterne non sono collegate , il connettore esterno va terminato .

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Alcuni controller con terminatore a bordo dispongono della possibilitá di impostare una modalitá automatica che attiva o disattiva il terminatore a bordo senza l'intervento dell'utente ; altri richiedono la movimentazione di jumper o un setup software .
Se avete impostato la modalitá automatica ed avete problemi, provate comunque per prima cosa a forzare manualmente il terminatore nella condizione voluta, perché é possibile che, in particolari condizioni, il sistema di riconoscimento automatico non funzioni correttamente.

Ultime note .
SCSI é una catena lineare e non ammette derivazioni , per cui una configurazione come questa non é possibile

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Non é possibile derivare a Y (o a T) rami secondari , anche se terminati "correttamente" , sia per l'impossibilita dei driver di pilotare le capacita addizionali dovute alla derivazione , sia perché, come giá detto, non é possibile inserire piú di due terminazioni per ogni bus .

Analogamente succede nei controller dotati di tre porte : di solito non esiste la possibilità di collegare dispositivi a tutte e tre le porte contemporaneamente in quanto , avendo segnali in comune , si tratterebbe della situazione di cui sopra .

[continua]


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Aggiornato il 06/07/00.