techbtn.gif (2150 byte) SCSI

Terminatore "on-board"

Alcuni controller dispongono della possibilitá di impostare una modalitá automatica che attiva o disattiva il terminatore a bordo senza l'intervento dell'utente . Questo automatismo rende superfluo il terminatore esterno quando si prevede la prosecuzione della catena all'esterno : quando non ci sono carichi collegati , il circuito sul controller verificherà la mancanza di un terminatore e provvederà ad inserire il proprio ; nel momento in cui al connettore esterno vengono collegati altri dispositivi (di cui l'ultimo regolarmente terminato) il controller isolerà il proprio .
Comodo , vero ?  Peccato che non funzioni sempre (dipende dalla bontà dei dispositivi collegati e dalla correttezza dei collegamenti) e che , comunque , non possa far fronte a errori evidenti , come la mancanza dell'altro terminatore , il posizionamento fisico errato dei terminatori , piú di due terminatori inseriti o un errore sul tipo dei terminatori scelti o della configurazione dei cavi e dei dispositivi .
In molti casi l'abilitazione del terminatore "on-board" é possibile solo con ponticelli o é gestibile via software . Sia in questi casi che negli altri , vale comunque la massima di Confucio : " Plima di collegale la spina di alimentazione del PC , collegate quella di alimentazione del celvello..." . 

Attivi, passivi o cosí-cosí ?

I terminatori possono essere realizzati con soluzioni tecnologiche diverse .
La piú semplice é costituita da una una resistenza, detta pull up; all'atto pratico questo sistema si rivela adeguato solo in certe condizioni e si preferisce una coppia di resistenze, di cui una collegata tra il segnale e l'alimentazione (pull up) a cui se ne aggiunge una tra la massa comune ed i segnali stessi (pull down). In questi casi si parla di terminatore passivo. É il tipo di terminatore piú "anziano" e piú semplice ; é adatto per le configurazioni single-ended e non consente l'adattamento di linee di lunghezza superiore a qualche metro . Terminatori passivi sono usati comunemente in SCSI-1 e -2 .

scsi_10t.JPG (5476 byte) Per chi é interessato o ha conoscenze di elettronica proponiamo lo schema tipico di un terminatore passivo . Si tratta di due resistenze per ogni linea di segnale , collegate rispettivamente alla tensione positiva (+V) ed al comune(COM) . Le resistenze Rh sono tipicamente da 220 ohm mentre le Rl sono da 330 ohm .  

Alcuni dispositivi SE hanno il terminatore costituito da uno o piú zoccoli che possono ospitare queste resistenze; inserendole , la terminazione é abilitata , estraendole é disabilitata .
Altri dispositivi dispongono di switch o jumper per abilitare la terminazione a bordo oppure hanno terminatori "intelligenti" che commutano in modo automatico o controllati dal software .
Altri dispositivi sono privi di terminatori (spesso solo per economia ...) . In questo caso non possono occupare l'ultimo posto fisico della catena , che deve essere terminata con un altro dispositivo dotato di terminatore oppure con un terminatore esterno, come giá indicato precedentemente.

Con l'aumentare delle richieste di lunghezza e velocitá delle linnee, sono sempre piú diffusi i terminatori di tipo attivo. In questo caso le linee sono stabilizzate iniettando una corrente controllata da una resistenza e da un generatore di tensione; il nome "attivo" deriva proprio dal fatto che il dispositivo terminante partecipa "attivamente" alla stabilizzazione della linea..
Questo sistema é in grado di fornire una notevole corrente alle linee e permette di mantenere costante la qualitá del segnale anche su tratti di discreta lunghezza, con una maggiore reiezione dei disturbi ; inoltre é poco sensibile alle variazioni di tensione dell'alimentazione dell'interfaccia .
Attualmente diversi produttori di semiconduttori, ad esempio Dallas, realizzano circuiti integrati che hanno questa esplicita funzione.

scsi_11t.JPG (4047 byte) Sempre per chi é interessato al lato "elettronico" , nell'immagine a lato é rappresentato lo schema di principio del terminatore attivo .
Un generatore di tensione/corrente ricava , dalla tensione +V di alimentazione dell'interfaccia , una tensione +Vt = 2.85 volt che   viene iniettata nella linea di segnale attraverso una resistenza di precisione Rs (tipicamente 110 ohm) .

Quando si abbia a che fare con il sistema differenziale , anche i terminatori si devono adeguare .
É opportuno verificare che il terminatore scelto sia adatto al bus su cui va applicato , in quanto  terminatori differenziali e SE possono essere incompatibili .

Nel caso in cui la linea debba lavorare in condizioni "disagiate"di disturbo elettrico o di lunghezza , si possono impiegare terminatori attivi speciali (in inglese FPT -Forced Perfect Terminator = terminatore perfetto forzato) , ad esempio quelli detti active negation .  Questo tipo di terminatori va usato nei casi in cui si desidera la massima sicurezza nella trasmissione o dove si rilevano errori dovuti alle connessioni ed altri tipi di terminatore non hanno risolto il problema .
I terminatori di queste famiglie dispongono di circuiti piú complessi , dotati di diodi e sorgenti di tensione/corrente in ad alta velocitá , che forniscono non uno , ma due livelli di tensione entro i quali la linea puó fluttuare ; questo mantiene costante l'impedenza delle linee di trasmissione entro una vasta gamma di variazione di carico , assorbendo corrente se l'impedenza di linea é alta e fornendone se é bassa  . Il consumo di questi dispositivi puó essere abbastanza elevato ; occorre verificare che l'unitá che alimenta il terminatore possa fornire corrente a sufficienza .

I terminatori attivi sono realizzati sotto forma di integrati da diversi costruttori (ad esempio DALLAS) , il che ne ha ridotto il costo e consentito un'ampia diffusione .
Nelle realizzazioni piú recenti questi circuiti integrati sono dei veri e propri microcontrollori in grado di adattarsi automaticamente alle condizioni del bus , dotati di EEPROM interna , protezioni termiche e contro i cortocircuiti ; sono compatibili con PnP e con i sistemi di risparmio energetico e possono essere abilitati e disabilitati anche da software .
Con questo tipo di prodotti é possibile implementare soluzioni auto-adattanti alla situazione del bus , dei cavi e delle periferiche collegate e scegliere la configurazione migliore senza l'intervento dell'utente .

É meglio attivo o passivo ?
Dipende da cosa ....
A parte le divagazioni , si puó dire quanto segue :

I terminatori passivi sono i piú economici . Costruttivamente molto semplici , sono adatti per limitate lunghezze di cavi (2-3 m) e topologie non complesse in quanto la stabilizzazione della linea é limitata dal fatto che la tensione di alimentazione del terminatore segue le variazioni di TERMPWR .
Da tener presente che gran parte dei dispositivi SCSI-1 e -2 dispone di terminatore integrato

I terminatori attivi sono piú costosi perché strutturalmente piú complessi , ma consentono lunghezze maggiori e topologie piú complesse in quanto la stabilizzazione della linea é indipendente entro ampi limiti dalla tensione di alimentazione del terminatore . Inoltre , il fatto che ormai  si tratti di specifici circuiti integrati permettere l'introduzione di segnali di controllo per disconnessione automatica , power down , riconoscimento della linea , ecc. .

I sistemi attivi speciali , piú costosi e complessi costruttivamente , sono da considerare dove si rilevano errori dovuti alle connessioni e dove altri tipi di terminatore non hanno risolto il problema .
Per concludere é inutile installare un terminatore attivo una catena semplice (CDROM e masterizzatore interni , ad esempio , mentre puó essere necessario applicarlo in casi piú complessi , ad esempio con apparecchi esterni .
Nelle periferiche piú recenti SCSI-2 e -3 , Ultra e LVD , sicuramente le terminazioni sono di tipo attivo , realizzate con circuiti integrati delle ultime generazioni .

Dal punto di vista dell'Utente , a parte le considerazioni fatte fino ad ora , i terminatori si presentano nello stesso modo fisico , sotto forma , cioé di "tappi" da applicare ai connettori della catena .
Solitamente sul corpo del terminatore una scritta incisa o a rilievo indica di quale tipo si tratti  .
Se non ci sono scritte , una prova puó essere fatta con un tester . Misurando la resistenza tra il pin TERMPWR ed una linea di segnale si rileveranno :

 

[continua]


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Aggiornato il 06/07/00.