techbtn.gif (2150 byte) SCSI

Il Controller

É il dispositivo che "controlla" il funzionamento del bus SCSI . Si tratta di circuiti integrati specifici , veri e propri processori ,  attorniati da un certo numero di altri componenti necessari all'interfaccia con il cavo . Solitamente sono posizionati su una scheda , ma esistono soluzioni in cui il controller é integrato nella scheda madre (on board) .

Ci si puó chiedere se la posizione del controller sul cavo abbia importanza . La risposta é no , a patto che siano rispettate le corrette terminazioni e impostazioni del bus . Quindi il controller puó essere all'estremo della catena , come spesso succede , ma anche in una qualunque altra posizione : il controller é , fisicamente , solo una delle n periferiche collegate al bus e se questo é impostato correttamente , non ci sono problemi di posizione . Qualora si verificasse un problema simile , la causa andrà cercata in una qualche incorretta situazione del bus (cavi non adeguati , terminazioni non corrette , ecc).
Ovviamente , a seconda della posizione del controller sulla catena SCSI , sará necessario , per prima cosa , verificare la situazione delle terminazioni . (vedi piú avanti) . Se il controller é all'estremo del bus , sará dotato di terminazione ; se si trova in una altra posizione intermedia , la terminazione a bordo del controller dovrà essere disabilitata .

Una nota tipica del controller é il suo identificatore sul bus (ID) : solitamente esso é il numero 7  di default . Ovviamente puó essere posto diversamente , ma , in genere , non esiste alcuna ragione pratica per assegnarli un ID diverso . Quindi sará utile;e ricordare che l'ID 7non va assegnato ad altre periferiche .

L'informazione relativa all'ID ed anche una serie di parametri variabili per il controllo del bus possono essere impostati dall'utente attraverso un setup del controller . Non esiste un metodo standard per questa operazione ed ogni costruttore ricorre a sistemi differenti ; i piú comuni sono jumper o via software . Consultate le documentazioni del controller per i dettagli del caso .

Un particolare non molto noto del bus SCSI é quello di poter essere accessibile da   piú sistemi , ovvero sulla catena possono trovare posto piú controller . Questo é possibile in quanto il controller , a differenza di quello che capita , ad esempio , con il bus IDE , é solo una delle n periferiche collegate al bus e se questo é impostato correttamente , non ci sono problemi ad installarne piú di uno . Ovviamente vanno sempre rispettate le corrette terminazioni ed impostazioni (ad esempio , se un controller occupa giá ID 7 non possono esserci altri dispositivi con lo stesso indicatore) .
La questione , quindi , non sta tanto nella possibilitá fisico-elettrica , ma , principalmente nella possibilitá di gestione della situazione da parte dei sistemi operativi . La soluzione piú fattibili é quella di evitare un accesso contemporaneo alle risorse oppure formare partizioni sui dischi in modo tale che ogni controller acceda solo alla propria area .

Il controller richiede l'installazione di un driver software , solitamente fornito con il prodotto , se non addirittura giá disponibile nel set di driver del sistema operativo ; in questo ultimo caso , peró , puó essere comunque opportuno impiegare la piú recente versione del driver fornito dal costruttore del controller , solitamente disponibile sul suo sito Internet .
Se nel passato l'installazione riuscita di un controller SCSI aveva qualcosa di magico ed andava festeggiata opportunamente , oggi si puó dire con tranquillità che questo tipo di espansioni é ne piú ne meno problematica di ogni altra : sono decisamente migliorati i prodotti , i driver ed i metodi di installazione , soprattutto se si ha a che fare con dispositivi PnP .
I problemi derivavano dalla necessitá del controller SCSI di avere a disposizione un certo quantitativo di risorse del sistema , tipicamente un canale DMA , una linea IRQ e una certa area di memoria per il BIOS . Era sicuramente difficoltoso avere a che fare , fino a un paio di anni fa , con schede  irte di ponticelli (anche piú di quindici !) la cui impostazione errata poteva bloccare tutto il sistema  , a cui andavano sommati manuali per lo meno criptici e driver con installazione complessa e semi-manuale .  I controller attuali hanno configurazione da software , beneficiano del PnP e di un supporto software e manualistico per lo meno decente .
Va ricordato anche che il controller SCSI é , tipicamente , un dispositivo bus master . Occorrerá , allora , prevedere che lo slot che lo riceve sia adatto allo scopo . Attualmente la stragrande maggioranza delle schede é PCI e PnP , in quanto altre tipologie di bus non sono piú supportate ; in questo caso non dovrebbero esserci  problemi di configurazione .
Piú problematico puó essere il caso in cui si voglia recuperare una scheda ISA : la configurazione può essere piú laboriosa e vale comunque il consiglio di scaricare dal sito WEB del costruttore la piú recente versione dei driver .Inoltre , il transfer rate massimo dal controller alla scheda madre puó essere limitato dalle caratteristiche di quest'ultima ; in caso di malfunzionamento vale la pena  , attraverso il setup del controller , di ridurre al minimo i parametri relativi e poi incrementarli passo dopo passo fino a raggiungere il limite possibile su quel particolare sistema .

Importante é comprendere la funzione autonoma del controller SCSI rispetto al BIOS del sistema : le risorse IDE (dischi , CDROM , masterizzatori , LS-120 , ZIP ,ecc) sono visti dal PC attraverso la loro presenza nel setup del BIOS ed il sistema operativo vi accede attraverso le routines di interfaccia fornite da questo , sotto controllo della CPU .
Il bus SCSI é al di fuori del BIOS della scheda madre ed é interamente gestito dal controller SCSI e dal suo BIOS . Quindi i dispositivi sulla catena SCSI non risulteranno presenti al BIOS della scheda madre , ma sará quello del controller a fornire il supporto per quanto collegato al bus SCSI .Per cui , volendo ad esempio avarie il sistema con il boot dal disco SCSI , occorrere predisporre il BIOS della scheda madre per questa operazione ; come giá detto , anche se il disco SCSI é di boot , esso non risulterà nel setup del BIOS della scheda madre : se é il solo disco presente sará necessario impostare None nella scelta del disco C:  .
Piú complessa la situazione se sono presenti contemporaneamente dischi IDE e SCSI : per default il PC si avvia secondo la sequenza di ricerca del settore di boot su A: , C: ed un eventuale ROM . Essendoci un disco master collegato al canale IDE primario (C:) , il boot sará tentato da questa unitá , essendo il disco SCSI posizionato con un'altra lettera (se é il solo e senza partizioni , sará D: ; in relazione al sistema di numerazione logica delle unitá e del caos conseguente , ci sono alcune note nelle FAQ generali) .
Per risolvere  questo problema inizialmente una opzione di alcuni controller introduceva una patch nel BIOS del sistema , redirezionando il vettore di boot . In relazione a quanto detto , per chiarire (o confondere ... ) le idee , bisogna ricordare che la struttura di boot del PC prevede , dopo i test del POST , la ricerca di eventuali ROM contenti BIOS di dispositivi posti sul bus ; questi BIOS vengono avviati durante questa fase pre-boot e consentono ai dispositivi "intelligenti", come schede video , controller , schede di rete , ecc. , di introdurre i propri paramenti di funzionamento , linkandosi ed integrandosi in modo opportuno alla struttura base del BIOS della scheda madre . Spesso questi BIOS modificano alcuni vettori del BIOS principale in modo da redirigere le funzioni di controllo dell'hardware dai default a quelle specifiche del dispositivo .
Attualmente il problema é risolto in modo piú efficiente dai delle schede madri BIOS che prevedono la possibilitá di impostare il boot del sistema con sequenze differenti , ad esempio escludendo A: , oppure a partire dal CDROM , dalle unitá SCSI o diverse da C : .

Alcune domande comuni

Che cosa é il bus mastering ?
Bus mastering é una modalitá di funzionamento per le schede sul bus (IS, PCI , ecc) che impiega il DMA (Direct Memory Access-accesso diretto alla memoria) per trasferire i dati tra periferiche e sistema . Questa metodologia accelera le prestazioni , disimpegnando la CPU dal controllo diretto del trasferimento dei dati in memoria .
Ovviamente é necessario che lo slot su cui é installato il controller abbia questa possibilitá di gestione .

É possibile installare IDE e SCSI sullo stesso sistema ?
Si . Non ci sono problemi (a meno di conflitti tra i BIOS della scheda madre e del controller).

Sostituendo il controller , devo formattare il disco ?
In linea di massima no , ma é possibile che il controller installato utilizzi un sistema di traslazione della geometria dei dischi diverso da quello che si intende introdurre . In tal caso non sará possibile utilizzare i dischi a meno di una formattazione a basso livello con le utilities proprie del nuovo controller . 

Quanti controller SCSI posso installare ?
Generalmente il limite é 2 , ma é possibile installarne anche piú , in relazione alle possibilitá di bus master del sistema . Si possono anche usare contemporaneamente schede su ISA e su PCI , a patto di una esatta configurazione delle risorse .
Installando piú di un controller , assicurarsi che i modelli installato abbiano il supporto per questa possibilitá ; in linea di massima , il BIOS dei controller sará abilitato solo sul controller primario e disabilitato sugli altri .
Fate comunque riferimento alla manualistica delle schede .

All'avvio del sistema si presenta il messaggio "SCSI BIOS not installed"
Questo si verifica se il BIOS é disabilitato dal setup della scheda o , piú semplicemente , se non esistono periferiche SCSI di boot che richiedono quindi la presenza del BIOS . Nel primo caso verificare che la disabilitazione del BIOS sia voluta e non casuale ; nel secondo caso , questo é normale in quanto , non necessitando il supporto del BIOS del controller SCSI, esso non viene caricato in memoria per non occupare risorse .

Shadow del BIOS o no ?
Se viene attivata dal setup del BIOS della scheda madre la funzione di shadow (ed eventuale cache) dell'area di memoria in cui é posizionato il BIOS del controller SCSI , le sue subroutines vengono eseguite nella RAM (ed eventualmente con cache) invece che nella piú lenta ROM dove il BIOS é conservato sulla scheda ; le prestazioni vengono migliorate , anche sensibilemente .
Per contro , non é detto che l'abilitazione della shadow non sia fonte di conflitti e incompatibilitá ch eimpediscono l'uso corretto del bus SCSI ; va provato caso per caso .
Ovviamente , prima di abilitare shadow , che consumano risorse di siistema , e'opportuno verificare dove si trova in memoria il BIOS dello SCSI ed abilitare solo questa area .


[continua]


Copyright © elma srl. Tutti i diritti riservati.
Aggiornato il 28/06/00.