E' da discreto tempo che si è introdotta una diversa tipologia di regolatori e stabilizzatori : la modalità a commutazione (switching mode). Non si tratta di un argomento semplice da affrontare, ma ugualmente cerchiamo di dare un cenno del principio generale di funzionamento. Supponiamo di avere il circuito in figura.
Ora, sappiamo che il filamento della lampadina non si
raffredda istantaneamente, ma conserva per un minimo tempo una temperatura
elevata (inerzia termica), tanto che può essere alimentato in corrente
alternata (che si azzera ad ogni ciclo) senza che percepiamo alcuna
variazione di luminosità : basta che il passaggio per il valore zero
avvenga con una frequenza sufficientemente grande. Pensiamo ora di accendere la lampada, chiudendo l'
interruttore, poi subito riaprirlo e così via : la lampada sarà
alimentata per un breve tempo e non alimentata per un altro breve tempo.
Il filamento diventerà caldo e luminoso quando la lampada è alimentata e
si raffredderà quando no lo è ; variando la velocità con cui faccio
scattare l' interruttore, posso far si che il filamento mantenga una
temperatura media al di sotto di quella che avrebbe se fosse sempre
alimentato. Ad una temperatura minore corrisponde una luminosità minore;
così posso variare la luminosità della lampada sfruttandone l' inerzia
termica con una opportuna calibrazione dei tempi di on e di off. Ovviamente devo azionare l' interruttore con estrema precisione di tempi e numerose volte al secondo, cosa che certamente non posso fare a mano, ma anche qui posso farmi aiutare dall' elettronica. Per chi non avesse ancora afferrato il principio, possiamo
fare un altro esempio : immaginiamo di avere un rubinetto e di dover
riempire una vasca. A seconda di come apro il rubinetto, la quantità di
acqua che scorre varierà e ci vorrà più o meno tempo per riempire la
vasca. Supponiamo ora che la vasca abbia uno scarico che porta via una
certa quantità di acqua : devo regolare l' afflusso in modo che la vasca
sia sempre ad un livello costante. Allora basterà regolare il rubinetto
in modo che la quantità di acqua che entra sia uguale a quella che esce;
se esce più acqua, apro di più il rubinetto e se ne esce di meno, lo
chiudo maggiormente. Ovviamente ci sarà chi potrà protestare dicendo che, all' atto pratico, non è una cosa molto sensata da fare per riempire una vasca : non ci sarebbe vantaggio dallo stare li a chiudere e aprire il rubinetto a mano lo stesso rubinetto che, se regolato, fa da solo la giusta funzione. Però questo è solo un esempio e , a pensarci con cura, qualche vantaggio viene in mente, ad esempio il rubinetto viene grandemente semplificato in quanto serve solo che sia chiuso o aperto e non serve alcuna apertura intermedia; se poi pensiamo di demandare ad un automatismo il compito dell' apri-e-chiudi, la cosa non è poi tanto bizzarra.
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