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INFORMAZIONI TECNICHE |
L'alimentatore
AT-ATX
Il PWM |
Il PWM
Lasciando l' idraulica per tornare agli elettroni,
possiamo dire che, elettricamente, la cosa è ancora più interessante, in
quanto, sfruttando l' inerzia di molti dispositivi, possiamo regolarli con
questo giochetto dell' apri-e-chiudi. In pratica, oltre alle lampade,
possiamo con semplicità variare la velocità di motori , come ad esempio
quello del trapano elettrico (qui l'inerzia termica è sostituita da
quella meccanica della massa in rotazione).
In sostanza si varia in un certo tempo la quantità di energia che si
trasmette dalla rete all' apparecchiatura, un po' come se si variasse la
tensione di alimentazione.
Perchè non utilizzare allora questo principio dell' interruttore proprio
per variare la tensione ?.
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Per ottenere una inerzia che compensi in qualche
modo momenti in cui l' interruttore è aperto posso utilizzare un
condensatore che immagazzina le cariche elettriche e le rende
quando la tensione è assente. |
Il principio non è male, ma ci si scontra con il problema
di necessitare di grossi condensatori, la cui corrente e tempo di carica
darebbe problemi, mentre sulla tensione di uscita sarebbe presente una
ondulazione inaccettabile. Si può allora aggiungere anche una bobina,
creando un circuito integratore..
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Il rapporto tra il tempo di chiusura e quello di
apertura dell' interruttore viene intergrato dalla
combinazione LC, che, se calcolata opportunamente, consente l'
eliminazione della componente impulsiva, ottenendo una corrente
continua ideale. |
Ora, se torniamo un momento all' esempio della lampada e
dell' interruttore vista in precedenza, abbiamo due vie per variare la
luminosità :
- mantenere uguale il tempo di apertura e chiusura dell' interruttore e
variare la frequenza della commutazione, ovvero quante volte al secondo apro
e chiudo l' interruttore
- mantenere costante la cadenza di aperture e chiusure al secondo e variare
la percentuale del tempo in cui chiudo e apro.
Normalmente viene scelta la seconda opzione in base ad una semplice
considerazione : il valore di L e C viene calcolato per ottenere una
corrente continua a partire dagli impulsi e dipende dalla frequenza di commutazione
; quindi, se vario la frequenza dovrei variare anche i valori di L e C per
adattarli alla nuova situazione. Questo non è praticamente fattibile, per cui
si ricorre al secondo metodo, che mantiene costante la frequenza
del ciclo di commutazione mentre ne varia le proporzioni tra tempo di
apertura e tempo di chiusura.
Questo approccio si chiama PWM ovvero Pulse Width Modulation, modulazione
ad ampiezza di impulso.
Nello schema qui sotto alcuni esempi di PWM, con tempi di
chiusura (Ton) e di apertura (Toff) diversi.

Il Tcyc, ovvero la cadenza di ripetizione della sequenza
on/off, è
mantenuto costante, ovvero ha sempre la stesa durata di tempo, mentre viene variato il rapporto tra
il tempo Ton e il tempo Toff;
quanto minore sarà il Ton rispetto al Toff, tanto minore sarà l' energia
trasmessa e quindi la tensione disponibile.
Essa è proporzionale al rapporto on/off e alla tensione di picco (Vp) in
ingresso al commutatore.
Il rapporto tra il tempo totale del ciclo Tcyc ed il tempo Ton si definisce
in inglese "duty cycle".
La tensione di uscita, dopo il gruppo L-C dipende dalla tensione di ingresso
Vp e dal duty cycle, in modo direttamente proporzionale.
Maggiore sarà il tempo Ton, maggiore sarà la tensione in uscita e
viceversa.
In modo sintetico si può scrivere che :
Vout = Vp * duty cycle
Nell' esempio, con una Vp = 24V e un tempo di on
pari al 25% (1/4) del ciclo, la tensione in uscita sarà 6V.
Quando il ciclo è composto al 50% (/1/2) di Ton e Toff, la tensione sarà pure
il 50% di quella di ingresso (12V), mentre quando il Ton occupa il 75%
(3/4) del
ciclo la tensione di uscita sarà 18V.
Ovviamente se il Toff è il 100%, la tensione è zero, se il Ton è il 100%
la tensione è il massimo.
Con questo (apparentemente) semplice sistema è possibile
teoricamente ottenere qualsiasi Vout da qualsiasi Vp, senza (sempre
teoricamente) nessuna energia persa per caduta di tensione, ovvero in
calore.
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