Allora, come abbiamo fatto per la resistenza variabile del
sistema lineare, sostituiamo l' interruttore con un transistor (in pratica
i semiconduttori più usati negli alimentatori switching possono essere
tanto transistor bipolari (BJT - Bipolar Junction Transistor) quanto IGBT
(Insulated Gate Bipolar Transistor) o GTO (Gate Turn On transistor) e transistor
MOSFET (Metal-Oxide-Semiconductor Field-Effect-Transistor), i quali permettono
rendimenti migliori. Un circuito simile prende, in inglese, la sigla SMPS (Switching Mode Power Supply), tradotto in italiano come Alimentatore a Commutazione. Lo schema qui sopra è una semplificazione estrema : i circuiti pwm reali possono essere parecchio complessi e fitti di componenti, perchè è necessario considerare molti altri fattori. Oltre a questo, le tipologie circuitali con cui è possibile ottenere un risultato analogo sono molteplici e la loro implementazione pratica diversissima . In generale chiamiamo switch mode tutti quei circuiti che funzionano su un principio analogo a quello ora spiegato. Ma che cosa è cambiato dal regolatore lineare a questo switching ?
Il vantaggio sta proprio nel fatto che lo switching "non lascia passare" l'
energia che non mi serve, aprendo l' interruttore al momento opportuno
(ricordiamo l' esempio della vasca fatto prima) e quindi non deve buttarne via in calore, come
invece deve fare il sistema lineare : sale
il rendimento e scende la temperatura. Ovvero si riduce la necessità dei
mastodontici dissipatori tipici degli alimentatori lineari, si riducono le
dimensioni dei circuiti ed il consumo di energia dalla rete. Gli alti rendimenti si ottengono con soluzioni circuitali e componenti particolarmente raffinati, più complessi di quelli lineari perchè le perdite dipendono principalmente dalla commutazione del semiconduttore che funge da interruttore e dal complesso degli altri componenti necessari per il funzionamento, come i diodi di raddrizzamento. Quindi anche l' alimentatore switching scalda e consuma inutilmente potenza, ma lo fa in modo molto minore dell' equivalente lineare, per cui gli è preferito ogni qual volta sia necessario un rapporto ingombro/potenza/rendimento elevato. Ma il lineare sopravvive ...
Si può anche rilevare che la complicazione circuitale dello switching rende meno sicuro l' intero complesso, a meno che si sia ricorso ad una progettazione e realizzazione perfette e pertanto costose, anche se attualmente si è resa disponibile una grande varietà di componenti specifici per la realizzazione di soluzioni switching e la qualità media di questi prodotti è decisamente buona. Comunque i vantaggi ottenuti con gli alimentatori a
commutazione,
anche i meno raffinati, sono evidenti, tanto che la maggioranza degli
alimentatori per elettronica sono basati su questo metodo; sta diventando
anche comune disporre di alimentatori da laboratorio in cui ci sono
componenti switch mode, situazione in cui fino ad ora i lineari erano
sovrani e, anche se principalmente la preferenza per lo switching va alle applicazioni di una
certa potenza, si stanno diffondendo soluzioni
"semplici" per piccolissimi switch mode da qualche watt o
decina di watt.
In effetti funzionano secondo questo principio tutti i wall plug di forma
parallelepipedale, tipo gli alimentatori dei notebook o degli LCD, per
intenderci, il che li rende leggeri e poco caldi.
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