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INFORMAZIONI TECNICHE |
L'alimentatore
AT-ATX
Il PWM |
Vale ora la pena di fare qualche altra considerazione.
Parrebbe ragionevole immaginare l' alimentatore PWM come
nello schema qui sotto.
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Un trasformatore separa l' utente dalla rete e abbassa la tensione, poi lo
switching PWM effettua la regolazione e la stabilizzazione. |
In pratica è così solo nelle applicazioni di non grande
potenza. Nelle altre lo schema diventa il seguente :
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Lo switch viene posto PRIMA del trasformatore
, sul lato della corrente di rete !
Perchè questo, che a prima vista pare strano, dopo tutto
quello che abbiamo detto attorno alle basse tensioni dell' elettronica ? |
Innazitutto va precisato che il valore della tensione Vp
che alimenta lo switch PWM non ha particolare importanza in relazione al
rendimento del sistema. Se per il sistema lineare, per ottenere un
rendimento alto, occorreva che la differenza tra la tensione di ingresso e
uscita fosse la minima possibile, nello switch mode questo non è più
indispensabile; teoricamente si può partire da qualsiasi rapporto tra Vp
e Vout ed esistono perfino soluzioni switching che permettono di avere una
Vout maggiore della Vin.
In secondo luogo, se ricordiamo la formula della potenza, P
= V * I , vediamo che se, a parità di potenza, aumentiamo la tensione, la corrente
richiesta è minore.
Generalmente, il problema maggiore sta nella gestione
delle correnti piuttosto che in quella delle tensioni.
Facciamo un esempio : supponiamo di avere la necessità di realizzare
un alimentatore che eroghi 300W a 12V partendo dalla rete a 230V.
Se devo trattare 300W sul lato della tensione di rete, ovvero a 230V, ho a che
fare con una corrente piuttosto bassa, data da :
I = P / V = 300 / 230 = 1,3
A
Il che richiede, ad esempio, conduttori di piccola sezione,
contatti di superficie limitata, ecc.
Se agissi sul secondario a 12V avrei a che fare con :
I = P / V = 300 / 12 = 25 A
il che richiede cavi di parecchi millimetri quadrati di
sezione, contatti e connettori massicci; inoltre questa situazione, per i componenti elettronici,
è ben diversa dalla
precedente.
Infatti va precisato che l' equivalenza semiconduttori = bassa tensione è
valida essenzialmente per i circuiti integrati che funzionano a 5V, 3.3V,
1,5V o meno e si distruggono a tensioni appena maggiori.
Invece, realizzare transistor e diodi singoli in grado di sopportare 1000 volt
non è problematico. Quindi non c'è limite reale ad operare l'
apri-e-chiudi sul lato della rete, con tensioni raddrizzate attorno ai
325V o più. Mentre, per contro, è l' intensità della corrente a
creare problemi sia ai semiconduttori sia al dimensionamento delle varie
altre componenti del circuito.
(Per curiosità esistono semiconduttori in grado di trattare potenze di
kilowatt con correnti centinaia di ampere e tensioni di migliaia di volt,
come ad esempio per regolare la velocità delle motrici ferroviarie; non
c'è nulla di strano. Semplicemente si tratta di applicazioni nel campo
industriale con cui si viene ben raramente a contatto e che, comunque,
hanno costi assai diversi da quelli tipici del mercato consumer).
Quindi, per concludere, risulta più pratico effettuare la commutazione
sul lato della tensione di rete.
Vedremo poi che esistono altre considerazioni per operare scelte che a
prima vista parrebbero molto strane, ma è in base a queste che
comincia a prendere forma lo schema classico dell' alimentatore PC.
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