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INFORMAZIONI TECNICHE |
L'alimentatore
AT-ATX
Il peso |
Il peso
Per gli alimentatori, un fattore che
permette una valutazione, sia pure molto approssimativa, è ... il peso !
Questa osservazione è comune nelle fiere specializzate, dove il "compradore"
verifica gli alimentatori soppesandoli, se non addirittura usando un
dinamometro.
Alcuni "opinion makers" che gestiscono siti (in lingua inglese) che si
autocertificano come riferimento per test e simili, sostengono l'
insensatezza di questo concetto, arrivando a dire che determinare la
qualità di un alimentatore dal suo peso è come valutare un' auto dal suo
colore. Ovvero infilano un' altra di occasioni in cui sarebbe stato meglio
tacere.
Vediamo perchè.
E' immediatamente ovvia l' affermazione che il peso dell' alimentatore è direttamente correlato con quello delle
singole parti che lo compongono e quindi con la quantità e qualità del
materiale e le sue dimensioni.
Queste parti sono :
- la scatola
- il sistema di raffreddamento
- cavi e connettori
- i trasformatori e bobine
- i dissipatori
- il circuito stampato
Vediamoli nei particolari.
La scatola : dando per scontato che la scatola ha dimensioni standard e
deve essere di metallo, va ricordato che il "metallo" nella
pratica non è concetto astratto, ma corrisponde a leghe diverse, laminate
in diversi spessori. Solitamente si tratta di lamiera di ferro; il ferro
tende ad arrugginirsi con facilità, per cui è necessario trattarlo
superficialmente in qualche modo. Quello più semplice è la zincatura. Ma
c'è zincatura e zincatura : solitamente la deposizione di zinco
o altri metalli inossidabili è fatta a caldo o per via elettrolitica e,
a seconda della serietà del produttore (e del costo dell' operazione), si
passa da lamierini neanche adatti ad una grondaia a superfici
perfettamente trattate. Ancora, si possono usare altri processi, magari
dando un colore alla superficie metallica che ha più che altro
funzione estetica. Quello che importa per il peso, è lo spessore della
lamiera e questo si nota immediatamente al solo prendere in mano l'
alimentatore da 450W per 18 € !
Certamente la scatola non ha che una funzione di contenitore e non
influisce se non in modo estremamente marginale sulla qualità del
contenuto, ma ci sarebbe da chiedersi perchè l' alimentatore di cui sopra
usa lamiera tipo carta velina, finitura grondaia economica, mentre il prodotto da 50 € usa uno spessore doppio
ed una superficie perfettamente trattata, se non colorata (e non è mai capitato di vedere l' opposto).
In particolare, dalla robustezza della lamiera dipende il tipo di
grigliatura attraverso cui l' aria viene fatta circolare; sostanzialmente,
in una lamiera di bassa qualità sarà impossibile tagliare ampi passaggi
per l' aria perchè si indebolirebbe troppo la struttura meccanica
(oltre al fatto che ogni lavorazione ha un costo, per cui meno se ne
fanno, maggiore è il margine di guadagno). Questo si può notare bene
comparando un alimentatore basso costo-basso peso con uno dei più recenti
sistemi di lavorazione della lamiera, ovvero quello detto honey combe,
nido d' ape, dove diventa obbligatorio un buon spessore ed una eccellente
qualità del materiale per poterlo sagomare con la fittissima trama ad
esagoni da cui prende il nome.
Il sistema di raffreddamento : una particolare nota deve essere fatta a riguardo degli alimentatori
fanless. In questi alimentatori il raffreddamento avviene per
irraggiamento-convezione naturale, spesso incrementata da massicce alette
esterne. Anche all' interno i radiatori dei vari semiconduttori assumono
forme e dimensioni inusuali e vengono implementate soluzioni tecnologiche
altrettanto inusuali. Ne consegue che il peso complessivo può risultare
anche molto superiore (+100% e oltre) rispetto ad un modello di potenza analoga
realizzato con il raffreddamento classico (aria forzata da una o più
ventole). Pertanto non è possibile una valutazione "a peso" di
questo genere di alimentatori, neppure comparativa tra loro, perchè ogni
costruttore adotta soluzioni proprie, che richiedono uno studio più
approfondito che riguarda altre componenti (stabilità, riscaldamento,
ecc) per essere valutate correttamente.
Per tutti gli altri, il raffreddamento avviene per circolazione di aria
forzata da una o più ventole. Chi ha occasione di maneggiare
componentistica per PC si è senz' altro accorto che anche un
"umile" elemento come la ventola può avere un "peso",
sia per la qualità, ma anche proprio per quello espresso in grammi. E non
capita mai che ad una ventola di qualità si associ un peso molto più
basso di quello di un prodotto di indiscussa qualità (ed alto costo).
La tabella seguente raccoglie i pesi di alcuni modelli; le ventole del
produttore # 4 sono notoriamente di qualità superiore.
| brand |
dimensione |
peso |
| # 1 |
80 |
65 |
| # 2 |
80 |
69 |
| # 3 |
80 |
70 |
| # 4 |
80 |
92 |
| # 5 |
80 |
85 |
| # 3 |
92 |
70 |
| # 4 |
92 |
107 |
| # 3 |
120 |
157 |
| # 4 |
120 |
173 |
| # 6 |
120 |
313 * |
| * ventola in Al, non utilizzata negli
alimentatori |
Dato che la struttura interna del motore è uguale per
tutte, cosa determina il peso ? Essenzialmente due cose :
- il materiale magnetico del rotore; meno se ne mette, meno peso, però
meno potenza
- il materiale plastico con cui è realizzato il corpo della ventola
(questo si nota bene dal confronto con l' ultima ventola in tabella che è
costruita in alluminio invece che in plastica).
Risparmiando su questi due punti, scendono costo e peso. E scende la
qualità.
Certamente non è significativo comparare in base al peso alimentatori con
ventola da 80 o da 120 o 140, oppure con due o tre o quattro ventole.
Quello che si può dire con certezza è che un alimentatore low cost non
usa sistemi di ventole particolarmente raffinati (e da questo deriva il
maggior rumore e la possibilità che questo aumenti sensibilmente con il
passare del tempo per l' effetto dell' usura sui supporti della parte
rotante che, nelle ventole economiche, sono parimente
"economici").
Cavi e connettori : certamente se tolgo cavi e connettori il peso dell'
alimentatore scende di parecchio e parrebbe a prima vista di ritenere che
cavi e connettori non siano direttamente legati alla bontà del circuito
contenuto nella scatola. Vanno, però, fatte alcune semplici
considerazioni :
- Quanto maggiore è la sezione dei cavi, tanto maggiore è il loro peso,
perchè il rame non è un metallo molto leggero.
- Ma quanto maggiore è la
sezione, quanto minore sarà la resistenza che introducono tra
alimentatore e carico.
E' tipico del produttore "economico" il
risparmio sulla sezione dei cavi, perchè il rame è metallo costoso. (Per
inciso, il costo del Rame, negli ultimi anni, è quadruplicato...).
Non
ci è mai capitato di vedere un alimentatore low cost con un fascio di
cavi abbondante, anzi, la scarsa sezione dei cavi e il loro numero ridotto
si accompagna sempre a prodotti non certo al top.
La quantità dei cavi e la loro lunghezza determina il peso; cavi di buona
sezione, lunghezza e qualità hanno un costo; il produttore "economico" economizza sul numero dei cavi, sulla
lunghezza, sul numero dei connettori.
- Anche particolari come l' uso di guaine, per quanto praticamente inutili
possano essere, ha un costo (e un peso)
Ovviamente dai cavi non dipende certo la qualità del circuito interno,
ma è ragionevole pensare che in un prodotto in cui si risparmia su
questi, si sia risparmiato anche su altre parti.
Per contro, è possibile che costruttori "low cost-low quality" infilino
guaine e connettori pseudo dorati a specchietto per allodole su prodotti poco
validi, ma è cosa abbastanza sporadica e limitata.
Trasformatori e bobine : le dimensioni di un avvolgimento
sono proporzionali alla potenza, per cui un elemento da 250W sarà più
piccolo di uno da 500W. Però non di moltissimo : sul peso complessivo dei
trasformatori e delle bobine influisce molto la sezione del rame con cui
sono avvolti ed, economizzando su rame e nuclei, modo di avvolgimento e
schemi applicativi, il produttore "economico" può fare una
discreta economia.
Per contro, va ricordato che le dimensioni degli avvolgimenti sono
inversamente proporzionali alla frequenza di lavoro e che un alimentatore
che lavora a 60kHz necessiterà di bobine e trasformatori maggior di uno
che lavora a 120kHz. E' probabile, quindi, che un alimentatore recente
abbia dimensioni delle parti magnetiche minori di un equivalente di
qualche anno prima, proprio per la differenza della frequenza di lavoro;
però certamente nel contempo avrà anche un diverso circuito, per cui su
questo lato le comparazioni sul peso, senza altri dati, possono essere poco significative.
I dissipatori : l' alluminio di cui sono fatti
(esclusi i pochi casi in cui è usato rame), non è un metallo pesante, ma
neanche leggero come carta ! Se il circuito può sviluppare tot watt, le
perdite in calore saranno proporzionali, per cui, a parte un aumento di
velocità delle ventole, sarà necessaria una superficie tanto maggiore
quanto maggiore è la potenza da trattare. Se aumenta la superficie, si
potrebbe pensare contemporaneamente di ridurre lo spessore del metallo, ma
questo non è possibile oltre una certa misura : riducendo lo spessore, si
riduce la sezione dove deve transitare l' energia termica e si abbassa l'
efficienza. Per cui un radiatore di grande superficie avrà un peso
sicuramente maggiore di uno con superficie minore.
Si potrà obbiettare che un
circuito ad alta efficienza avrà una minore potenza persa e quindi
dissiperà meno calore e richiederà minore superficie radiante e quindi
meno peso. Questo è perfettamente corretto, però, di
nuovo, è molto difficile attribuire al produttore non-name la capacità
di realizzare un circuito ad alta efficienza, meglio della grande marca :
il sospetto, piuttosto, si indirizzerà all' etichetta che, fuori, indica
350W mentre dentro ci sono componenti in grado al massimo di farne passare
180W.
Il circuito stampato e i componenti : la
superficie del circuito stampato è la stessa, perchè lo spazio all'
interno della scatola è lo stesso, e un transistor pesa
circa come un MOSFET nello stesso contenitore, ma il complesso
di quello che che il costruttore ha inserito nella scatola può essere ben
diverso. Come dovrebbe essere stato notato dalle foto sparse nella
descrizione generale, le possibilità realizzative sono moltissime e così
pure i punti dove si può applicare un "sano" concetto di
"risparmio". Ad esempio, il filtro EMI, il ponte raddrizzatore,
i condensatori elettrolitici iniziali, i diodi di raddrizzamento finali, i
gruppi LC di filtraggio, ecc. Se al posto di due elettrolitici
da 680 uF ne metto due da 330uF il peso un pochetto si riduce. E la qualità
un po' di più.
Anche una cosa banale come il supporto dato dal circuito stampato ha un
"peso": se è realizzato in materiale sintetico povero, il suo
peso è minore che se realizzato in fibra di vetro.
Inoltre, un costruttore attento userà sovra strati di stagnatura durante la saldatura
per aumentare la sezione delle piste che portano le correnti più intense,
il che ha peso e costo.
Va anche rilevato che alcuni costruttori utilizzano
schemi diversi da quello generale e ne conseguono strutture più
complesse, ad esempio realizzate con due o più circuiti stampati; a
fronte di questo, il peso non può che aumentare.
Il PFC ha la sua importanza : al di la delle
precedenti considerazioni, va immediatamente individuata la
presenza della bobina del PFC passivo, che ha un peso consistente, per cui
è difficile comparare il peso di un alimentatore PFC passivo con uno
senza. Nel caso di PFC attivo, come descritto nella sezione relativa a questo
circuito, le soluzioni PFC attuali, sopratutto se del tipo pre-regulator, non sono certo
leggere e, a volte, più pesanti della bobina del sistema passivo.
Last, but not least, va precisato che l' alimentatore non è un
uovo che, per una data specie, ha peso e dimensioni e contenuto
molto costanti, per cui posso classificarli proprio come le uova di
gallina al supermercato, ma è un
prodotto che può essere realizzato in mille modi e per di più soggetto a
continua evoluzione e revisione.
il fatto che la scatola esterna e i connettori principali siano comuni a
tutti è solamente dovuto all' obbligo di appartenere allo stesso
standard, ma non per questo è indice di come il costruttore ha realizzato
quello che ci sta dentro. Ma dall' aspetto esterno una prima impressione
se ne può trarre e un prodotto esternamente trasandato difficilmente
sarà perfetto al suo interno.
E' anche difficile pretendere di
comparare un modello di 5 anni fa con uno al top della tecnologia attuale, anche perchè se oggi si implementassero tutte le possibili innovazioni e
soluzioni tecnologiche, si potrebbero ottenere alimentatori nello stesso volume con il doppio
o il triplo della potenza e anche più; il problema è che questo non avviene
per ragioni di costo : stiamo parlando di alimentatori per PC e non per
satelliti e la tecnologia spaziale non è economicamente applicabile al
personal computer. Progressi nel senso dell' efficienza e della qualità
sono relativamente lenti e anche se raddrizzatori sincroni ed altre
soluzioni non sono certo recenti, passano al consumer con una certo
ritardo, quando il costo è diventato adeguato al mercato in cui deve
essere piazzato il prodotto.
Ancora adesso un costruttore "economico" utilizza di base il vecchio progetto
half-bridge ben collaudato, che non gli costa nulla perchè probabilmente copiato
mille volte e comunque ampiamente ammortizzato, in
cui economizza sulla scelta dei componenti, sulla qualità del montaggio,
sulla sezione del rame dei cavi, sulla qualità dei connettori, sul
metallo della scatola, ecc.
Ovviamente, nessun test e nessuna vera certificazione di qualità.
Poi, sulla scatola, sarà posta una etichetta in funzione di quanto
richiesto dal mercato e lo stesso oggetto diventerà un 300 o un 350 o un
400W.
Con tutto questo, dovrebbe essere chiaro che non si deve
assolutamente ritenere il peso come un elemento essenziale di valutazione
positiva o meno dell' alimentatore, ma semplicemente che il peso non è
assolutamente come la vernice della carrozzeria : ha ancora un buon indice di validità,
assieme all' osservazione degli elementi sopra citati, nella comparazione
"a prima vista" tra due
alimentatori stesso-periodo, stessa-potenza.
Certamente chi non ha conoscenze tecniche adeguate o sufficiente esperienza non
potrà, a prima vista, valutare un prodotto come lo può fare un esperto;
però può, senza difficoltà, rendersi conto che se un alimentatore da 450W pesa grammi
1261 (senza alcun tipo di PFC ! e, nonostante questo, in vendita
normalmente - grammi 1536 per un tipo con PFC passivo) con costo di € 18 ed un' altro da 350W pesa 2170 (di cui
329 di bobina del PFC passivo) e costa € 36 , qualche
ragione ci dovrà pure essere, dato che i primi
difficilmente escono da una linea di produzione per la NASA, ma, molto più
probabilmente, da qualche "cantina" dello Shengtzen !!!
La tabella seguente riporta alcuni pesi rilevati in
relazione alla potenza, al costruttore e al costo.
Con la dicitura "noto" si identifica un produttore che dispone
di un sito internet di riferimento con il nome che appare sull' etichetta
del prodotto; il costo è indicativo, FOB
warehouse del costruttore o degli importatori.
| Potenza dichiarata |
PFC |
Peso |
Costo |
Produttore |
Note |
| 300W AT |
passivo |
2094 |
34$ |
noto |
in produzione attualmente |
| 150W |
no |
1175 |
nd |
noto |
obsoleto, per rack 1U |
| 180W |
no |
779 |
27$ |
noto |
formato NLX |
| 200W |
passivo |
1108 |
25$ |
noto |
formato SFX |
| 235W |
no |
1448 |
nd |
noto |
obsoleto, non P4 |
| 300W |
passivo |
1483 |
23$ |
noto |
formato PS/3 |
| 300W |
attivo |
1993 |
110$ |
noto |
modulo per alimentatore ridondante |
| 350W |
passivo |
3460 |
nd |
noto |
fanless |
| 350W |
no |
889 |
nd |
xx |
|
| 350W |
no |
1325 |
18$ |
noto |
|
| 400W |
no |
875 |
15$ |
xx |
in vendita attualmente ! |
| 420W |
passivo |
2106 |
43$ |
noto |
2 fan |
| 450W |
no |
1261 |
22$ |
noto |
in vendita attualmente ! |
| 450W |
no |
1024 |
18$ |
xx |
in vendita attualmente ! |
| 400W |
passivo |
1536 |
20$ |
noto |
|
| 360W |
passivo |
2170 |
28$ |
noto |
|
| 450W |
attivo |
2095 |
36$ |
noto |
fan 120mm |
| 550W |
passivo |
1570 |
nd |
noto |
2 fan |
Certamente di fronte ad alcuni modelli nell' elenco
qualche dubbio dovrebbe sorgere nell' acquirente !
Il confronto tra un alimentatore comune ed uno ridondante non è
certo possibile in base al peso e uguale distinzione va posta nell'
evitare confronto tra alimentatori rispondenti a standard diversi : è
evidente che il peso non può essere un elemento di paragone tra un ATX e
un SFX o NLX o tra un alimentatore per rack 1U e uno per 2U, mentre una
comparazione tra modelli dello stesso standard ha valore in conseguenza di
quanto abbiamo detto prima. Certamente se un alimentatore PS/2, a pari
watt dichiarati, pesa sensibilmente meno di uno in formato PS/3 o SFX,
qualche sospetto ne deve nascere : come si vede dalla tabella, un
alimentatore ATX formato PS/2, che dichiara in tabella 450W, non può
pesare poco più di un SFX che ne dichiara 200 !
Certamente non è possibile alcuna comparazione basata sul peso tra
modelli realizzati con tecnologie differenti. Ad esempio, un alimentatore
per rack 2U da 1500W sta in 127x82x280mm e pesa 3800 g (Lambda HWS-1500),
ovvero 0,5W per centimetro cubo e, con tecnologie ancora più recenti, si
arriva tranquillamente a superare gli 1,75W/cm³, contro
gli 0,3-0,4 W/cm³ dei
normali alimentatori PC . Solamente si deve osservare che i costi
di queste realizzazioni hi-tech, ovviamente, sono un po' (tanto) diversi
dalla media e lontani anni luce dai low-cost.
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