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L'alimentatore
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Dimensionamento |
Come dimensionare l' alimentatore
Chi desidera realizzare il proprio personal selezionando
dal mercato i vari componenti, si trova di fronte al problema della scelta
dell' alimentatore. Se per CPU, dischi, schede video esistono benchmark
comparativi che dovrebbero permettere una valutazione, trovare una analoga
situazione per gli alimentatori non è semplice. Questo dipende dal fatto
che le unità logiche si prestano bene ad eseguire da se stesse programmi
di valutazione, mentre un alimentatore non contiene nessuna
"intelligenza" e va valutato con misurazioni effettuate in modo diverso.
A questo si sovrappone la corsa alla potenza : potenza di
calcolo, velocità del clock, quantità di memoria, tutte cose che si
riflettono su un maggior consumo di potenza. Se ancora 3 anni fa l'
alimentatore tipico del PC era nella fascia 180-250W, le proposte
commerciali attuali la spostano dai 450W in su.
Per completare il quadro, il mercato è l' arena degli
imbonitori che, con oculate campagne pubblicitarie, cercano di portare al
top delle vendite il loro prodotti; e se aggiungiamo il vasto spettro dei
costi, che vanno da meno di 20 a più di 200 euro, la confusione dell' acquirente
è massima.
Ci si pone una serie di domande apparentemente semplici, la prima delle
quali è : ma quanto deve essere potente l' alimentatore che mi serve
?
La conclusione ideale sarebbe quella di determinare con precisione quale
potenza è necessaria all' hardware scelto, in modo da non trovarsi con
meno watt del necessario e non spendere troppo per un extra di potenza non
richiesta.
Sul WEB sono disponibili molti siti che presentano soluzioni più o meno
valide a questo quesito, ma, sfortunatamente, si tratta di un problema
più facile ad enunciare che a risolvere. Questo dipende da due elementi :
- la difficoltà di disporre dei dati precisi di consumo di ciascun
elemento
- e la variabilità del consumo di molte componenti, a seconda che
siano "idle" (in attesa) o lavorino al 100%.
Altro fattore di cui tenere conto è la possibilità delle famose
"future expansions" , ovvero di poter aggiungere o upgradare il
computer senza far collassare l' alimentatore. Ovviamente questo è un
fattore di cui si può non tenere conto nel caso non lo si ritenga
applicabile, dato che il 99,99% dei PC resta nelle stesse condizioni di
quando è nato e il momento di un upgrade viene condizionato dal trovarsi ad uno step
successivo della tecnologia, per cui si finisce per cambiare tutto. Va
comunque considerato che anche upgrade che sembrano limitati, come il
cambio della scheda video con una più performante, nascondo richieste se
non di potenza, magari di speciali connettori che possono non essere
immediati da reperire e simili.
Comunque, determinare quanto è il consumo approssimativo del PC è relativamente
semplice; difficile è una stima precisa. Esistono molti metodi di
approccio al problema. Vediamone alcuni.
- Melius abundare : non voglio avere problemi con l'
alimentatore, per cui se il valore top al momento è 650W, vada per
quello, così sto tranquillo. Acquistando un alimentatore al top, sicuramente le probabilità che
sia adeguato alle caratteristiche del sistema sono elevate,
future expansions comprese. Però, se in realtà il sistema consuma 150W, gli
altri 500W resteranno inutilizzati; questo non vuol dire che il
consumo dalla rete sarà 650W per solo 150W utilizzati. Semplicemente
l' alimentatore trae dalla rete la potenza che eroga (a meno del suo
rendimento), per cui, se la potenza richiesta è solo un terzo di
quella di targa, questo sarà il consumo reale, mentre gli altri due
terzi resteranno in attesa di futuro uso. A favore c'è il fatto che
l' alimentatore non è un componente che subisce modifiche mensili
come i cataloghi dei produttori di schede video e un buon alimentatore, come
un buon chassis, può sopravvivere al resto dei
componenti ed essere riutilizzato per un futuro computer ed un upgrade
consistente.
Un altro lato che parrebbe a favore di questa scelta è il fatto che
un alimentatore potente è dimensionato, come componenti e
raffreddamento, per trattare questa potenza; se se ne impiega una
percentuale minore, ci sarà più margine di sicurezza (e quindi di
affidabilità), oltre ad una minore necessità di aria per il
raffreddamento con una corrispondente diminuzione del rumore.
Per contro, ovviamente, non devo avere troppi
problemi di denaro ad acquistare un prodotto ben oltre le
richieste del sistema e che sarà molto sotto utilizzato. Comunque
sul problema del "grosso è bello" potete consultare la pagina
relativa.
- Poor man's solution : all' opposto, un altro metodo è quello di valutare il costo
scegliere quello più economico. Purtroppo questa scelta, riguardando il componente
principale per il funzionamento del sistema, è quanto meno azzardata, per
non dire totalmente insensata; il detto che per poco si riceve poco ha più valore di quello
che si pensi e un cattivo alimentatore, se non danni, può provocare
almeno notevoli problemi nel funzionamento, spesso difficili da diagnosticare correttamente.
Nel
catalogo dei costruttori, il costo di un alimentatore si aggira
su una certa cifra, praticamente analoga per tutti; un prodotto che
viene proposto a metà o meno di quel prezzo dovrebbe suscitare almeno
qualche minimo dubbio.
Certamente a favore della scelta sparagnina va detto che una buona parte degli alimentatori scadenti non da problemi
al sistema, semplicemente perchè le richieste di potenza e qualità
della tensione sono sufficientemente basse per rientrare nelle
prestazioni, per quanto scadenti siano.
Però altrettanto spesso l'
essere "furbi" spendendo "così poco" si trasforma
nel fatto dover acquistare quasi subito un altro alimentatore (se non
tutto il PC...). Parole al vento, è chiaro : il "furbo" è appunto furbo e
ben lieto di esserlo.
- Il metodo dell' allodola : altrimenti detto del
boccalone, è un altro criterio (purtroppo) tra i più usati in
assoluto; si tratta di affidarsi ciecamente alla
pubblicità, vuoi dei costruttori vuoi quella più o meno indiretta delle
riviste o dei siti di "test" (o meglio, di pseudo-test e delle
superstizioni tecnologiche propagandate dai newsgroup). Diciamo purtroppo perchè vale
quanto mai il detto che non è tutto oro quello che riluce e troppo spesso
il rilucere è solo dovuto ai riflettori puntati : l' acquisto di un
oggetto, qualsiasi oggetto, ma ancor più quelli che hanno una specifica
funzione, non dovrebbe essere mossa da impulsi irrazionali e tifoserie
come quelle calcistiche, non dalla simpatia o antipatia generata dalla
poca attenzione (e conoscenza), ma da considerazioni sulla reale utilità e funzionalità
di quello che si va ad acquistare.
Certamente a favore di questa scelta è il fatto che un prodotto di
marca è sicuramente meglio di un no name qualunque. però va
precisato che, sopratutto nel nostro paese, il mercato è orchestrato in base alla
efficienza della pubblicità, che guida i branchi di allodole, e
marche che nel resto d' Europa hanno una diffusione limitata, in
Italia sono al top.
Il succo del discorso che stiamo facendo è quello di invitare a provare a
valutare le scelte, ad esempio non confondere
credenze superstiziose con la realtà dei fatti e il modello Yyy della
premiata (e ben pubblicizzata) marca Xxxxx con la Salvezza Eterna, perchè
esso durerà solo i pochi mesi della sua vita commerciale, subito
sostituito da una altro "idolo" dello stesso valore. Non è che
sia per forza un cattivo acquisto, anzi; il problema non è acquistare
questo o quello, ma acquistare con la propria testa e non con quella presa
a prestito dagli altri. E se per il vostro PC probabilmente un 360W di
qualità è più che sufficiente, non ha senso nè acquistare uno da 650 W di
qualità, nè tanto meno uno da 480W scadente.
Poi,
ovviamente, ognuno è libero di scegliere come crede, a seconda delle
proprie valutazioni; il problema è che queste "valutazioni"
devo esserci, altrimenti si è in completa balia del consumismo più
dissennato.
- Einstein's way : è quella adottata da chi
pianifica ogni particolare e quindi calcola anche con precisione di
almeno tre decimali il previsto consumo del sistema. Sono disponibili
sul web diversi siti che trattano questo problema ed offrono anche
modelli per calcolare la potenza come somma delle singole parti
installate. Se i metodi di previsione del consumo possono essere utili
per fornire utili informazioni in più su quello che si sta facendo,
il loro lato negativo consiste nel fatto che poi, all' atto pratico,
ci si trova con un alimentatore da 2 kW dove bastavano 400W.
Dunque, che fare ?
La potenza va ad alimentare scheda
madre, processore, memorie, schede sul bus, dischi e periferiche varie : a
seconda della loro tipologia, il PC ultimato richiederà una diversa
disponibilità. In linea di massima si può certo valutarla considerandola come
somma delle singole componenti.
Ma questo ragionamento, perfettamente
valido se dobbiamo calcolare la potenza complessiva di un gruppo di
lampadine, non è adeguato nel caso del PC : una lampada, alimentata ad una tensione costante, presenta
un carico costante per cui la somma della potenza di
ogni singola lampada da il valore totale della potenza che l' alimentatore
deve fornire. Se ho 10 lampade da 100W, so per certo che il loro
consumo, una volta tutte accese, sarà di 1000W.
Se si pensa di poter fare lo stesso con un sistema
complesso di parti come un personal computer, si può sbagliare anche di
molto, perchè non si tratta più di una somma di carichi costanti, ma di
elementi grandemente variabili.
Inoltre, nella natura dei vari carichi, possono essere insite componenti
che ad una trattazione superficiale sicuramente sfuggono : già nel valutare l' alimentatore delle lampade, la sola somma delle
potenze singole non permette sicuramente un funzionamento di tutto il
gruppo, in
quanto al momento dell' accensione, i filamenti sono freddi
e, fino a che non si sono scaldati, assorbono dall' alimentazione una extra
corrente che può essere varie volte quella nominale. Se fosse stato
inserito un fusibile dimensionato sulla corrente di lavoro per 1000W e non su quella
di spunto, che può essere 5 o 10 volte tanto, esso brucerebbe immediatamente alla prima accensione; così, se l' alimentatore non fosse in grado di fornire l' extra corrente di
accensione ed avviamento di scheda madre, dischi, ecc o disponesse di una protezione elettronica per le
sovracorrenti tarata per valori bassi, potrebbe andare in blocco o, al limite, danneggiarsi.
Dunque, se il problema si pone per semplici lampade, ancor più
diventerà sensibile per carichi assolutamente non lineari e variabili
come le componenti del PC; ad esempio, un hard disk assorbe la sua massima
corrente allo spunto : è noto che i dischi e i controller SCSI prevedono
delle ponticellature o dei setup per avviare i motori con un certo ritardo,
diluendo nel tempo i forti picchi di corrente che sono assorbiti al
momento dell' avviamento. Ugualmente per la CPU, il costruttore dichiara una potenza impegnata, che
però non è un dato costante, ma un massimo raggiungibile solo quando il
processore impegna tutte le sue risorse. Proseguendo l' esempio delle
lampadine, se la corrente di spunto è 5 volte quella nominale, non avrò
certo bisogno sempre di una disponibilità di potenza di 5000W; basterà che l'
alimentazione possa sopportare questo spunto per i pochi millisecondi
dell' avviamento.
Per quanto riguarda le periferiche del PC, le cose sono molto più variabili
delle lampadine :
una scheda di rete può consumare qualche watt, ma anche molti watt
a seconda della sua tipologia; un dispositivo USB può richiedere poche
decine di milliampere quanto varie centinaia. Un componente complesso come
la scheda madre, poi, pone molti problemi per una valutazione sensata del
suo consumo specifico. Si può notare con facilità come il north bridge
di chipset ad alte prestazioni come mForce-4 sia così caldo da richiedere
una ventilazione forzata, mentre un Intel 925 non ha bisogno oppure un
Intel 945GV con VGA integrata consumerà più di un 945E senza VGA. E tra
un costruttore e l' altro, la diversa implementazione dell' hardware
disponibile on board non permette valutazioni generalizzate se non in modo
molto approssimativo, mentre quasi mai sono disponibili i dati di consumo
nelle specifiche del prodotto; se sono presenti dei numeri, si tratterà
quasi certamente di valori limite. E così via.
Come si può, senza conoscere esattamente i dati tecnici di ogni
particolare, calcolare un valore sensato ?
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