Il problema, dunque, non sta nella necessità di un alimentatore
più potente, ma nella pessima qualità del primo alimentatore, su cui la
dicitura 450W è solo una etichetta stampata, senza alcuna corrispondenza
con le reali possibilità. Se al posto del primo alimentatore-ciofeca si
fossero spesi pochi euro in più per un alimentatore serio, ecco che si
sarebbero risparmiati i soldi dell' acquisto del secondo, la perdita di
tempo e i blocchi del sistema, ecc. Dovrebbe essere abbastanza chiaro che se il costo di un
alimentatore di marca nota si aggira mediamente va dai 50 agli 80 €, a
parte il "valore aggiunto" dalle reti commerciali, per 20€ o
meno, come si può trovare sul WEB con una ricerca semplicissima, cosa
pensate che vi possano vendere ? Dunque, si deve insistere sul fatto che tra spendere del denaro e buttarlo via può esserci una differenza di poche decine di euro e che l' acquistare qualcosa al prezzo minimo non è quasi mai sintomo di furbizia, ma piuttosto dell' opposto. Certamente si può obiettare che per un esperto del settore, la valutazione corretta della qualità di un prodotto è cosa ben più semplice che per una persona qualunque. Questo è certamente vero, però anche la persona qualunque ha modo di orientarsi, appunto quando riesce a limitare da una parte le infatuazioni pubblicitarie degne delle più deprimenti discussioni da newsgroup e dall' altra la speranza del "colpo di fortuna" che gli permetta di acquistare il castello di Windsor al costo di un monolocale in periferia. Ad esempio, scegliere prodotti di marche che abbiano non tanto una
grossa campagna pubblicitaria alle spalle, ma una base continua nel tempo
: se un a marca esiste da un certo tempo, è evidente che i suoi prodotti
potranno non essere il top, ma non sono una truffa. Dove, allora, ha senso il mega alimentatore ? E' evidente da quanto detto che non è automatico
che un qualsiasi alimentatore ATX vada
bene per un qualsiasi sistema ATX, ma questo dipende da come il sistema è
composto. Un quad processor richiederà già 400W o più solo per i
processori; un sistema con 18 dischi altrettanto; uno SLI di VGA da 180
watt caduna, idem. Per avere una idea, la tabella seguente riporta alcuni dati rilevati nel WEB.
Nel caso del Crossfire di Radeon XT2900, sarà necessario che l' alimentatore possa disporre di almeno 500W solo sulla linea +12V ! Ovviamente un alimentatore "generico", il classi basso costo da pochi euro, che, come abbiamo dimostrato, se è in grado di alimentare la stragrande maggioranza delle configurazioni ordinarie, non ha alcuna possibilità di fornire queste potenze mostruose, anche se la sua etichetta (farlocca) dichiara watt su watt. Nel caso degli SLI di grosse VGA, come abbiamo detto, il consumo arriva a superare con facilità i 150 watt per scheda, la potenza tipica di una completa configurazione PC di base, che difficilmente supera i 200W; è chiaro che il pover supply che dichiara 580W in etichetta potrà essere utile ad alimentare il PC medio, ma, dato i suoi watt reali sono in realtà poco più della metà di quelli di etichetta, caricato con lo SLI, cederà rovinosamente. Per contro, è probabile che un buon alimentatore da 650W sopporti bene la situazione, anche se andando su con il consumo delle schede video (si passano facilmente i 400W !), l' uso di un alimentatore specifico è assolutamente indispensabile. Ricordate, però, che se esistono alimentatori in formato 1200 W e oltre, la portata del vostro contatore ENEL è mediamente 3000 W, per cui è ben difficile dedicarne 1000 o più ad un PC e pretendere di avere nel contempo in funzione ferro da stiro, lavapiatti, TV ed illuminazione ! E che una macchina con un consumo effettivo del genere non è un oggetto così facile da realizzare come sembra e altrettanto non facile il tenerla in casa. Tra l' altro va rilevato che con gli attuali schemi base e componenti in uso nei PC, il limite di 700W è difficile da superare e richiede una ri progettazione sensibile (al minimo, un alimentatore oltre i 700W è un poco più profondo di un normale ATX). Sicuramente con le più avanzate tecnologie si può ottenere un rapporto volume/potenza molto più elevato di quello medio di un alimentatore PC, ma adottando appunto soluzioni che non sono quelle comuni. Il che, oltre a richiedere progettisti capaci, ha un costo ben diverso da quello degli alimentatori correnti. Altrimenti il risultato è quello che si vede qua e la, dove i big power sono accrocchi sperimentali ben poco affidabili o i dati di potenza sono puro esercizio teorico. Conclusione Servono, dunque, questi alimentatori XXL ? A parte i sistemi
professionali, che però
probabilmente impiegheranno componenti adeguati e ridondanti, ci sono applicazioni estreme dove questa super potenza è necessaria,
anche se si tratta di piccole quantità. Al momento, alimentatori della
fascia oltre i 700W sono richiesti essenzialmente da sistemi dedicati al gioco,
mentre in fatto di consumo anche i processori delle selezioni estreme e
ricchi array di dischi sono alimentabili senza problemi nella fascia di
potenza al di sotto. Alcune note necessarie. Il buon senso desidererebbe che la potenza consumata dai computer scendesse, sia pure con il salire delle prestazioni e che gli sforzi della tecnologia fossero diretti non alla corsa al PC che consuma di più, ma a quello che consuma, scalda e fa meno rumore. Così, per ora, non è e gli sforzi dedicati al contenimento di potenza, calore e rumore sono veramente poco sensibili. Va ricordato anche che, piuttosto che la potenza in condizioni di lavoro, nelle condizioni normali, il problema più gravoso per l' alimentatore (e di cui, invece, non si parla mai) resta il momento dell' accensione, dove i condensatori sono scarichi e i motori fermi e la corrente di spunto può arrivare a valori tali da provocare l' intervento della protezione interna dell' alimentatore, tanto che, ad esempio, i dischi e i controller RAID SCSI dispongono di una opzione per ritardare l' avvio dei motori in modo da diluire lo spunto su un tempo più lungo. Sono capitati casi di grossi server bi processore che hanno richiesto alimentatori da 600W solamente per superare il momento dell' avvio dei molti dischi installati, mentre la potenza utilizzata nel lavoro anche più intenso non superava mai i 400W. Dilazionando l' avvio dei dischi è stato possibile utilizzare alimentatori più piccoli. Inoltre, al momento dell' accensione, c'è lo spunto di corrente di carica dei condensatori dello switching, con una extra potenza che si va a sommare a quello dovuto al carico; è il momento di massimo stresso, quello in cui si verifica la maggior parte dei guasti dell' alimentatore. Questa è una delle ragioni per cui si consiglia di non spegnere macchine tipo server, se non per la manutenzione straordinaria. Alla fine di tutto questo, una nota provocatoria.
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