Essenzialmente ATX nasce per offrire una maggiore varietà
di prestazioni del PC, le più importanti collegate ai sistemi operativi
che possono essere avviati con un comando remoto, passare in condizione di
standby (attesa a basso consumo), spegnersi da soli alla chiusura del
sistema operativo, ecc. Uno sguardo all' interno
Passando alla parte tecnica, possiamo rilevare che lo schema che di un alimentatore ATX deriva direttamente da quello AT,
tanto che, inizialmente, gli alimentatori ATX non erano che modelli AT a
cui erano state aggiunte patches (letteralmente e realmente
"pezze") per adattarli alle nuove esigenze.
e queste sono le reali differenze tra i due standard. Semplificando, la tensione Vstby è prodotta da un circuito a parte che utilizza il raddrizzatore D1 e condensatori Cc. Questo circuito non dipende dallo switch di potenza ed è attivo sempre, indipendentemente dal resto del circuito fino a che è collegato alla rete Enel. Nella foto qui sotto è visibile un alimentatore ATX aperto. Se compariamo questa immagine con quella del modello AT vista in precedenza, non ci troviamo poi tante differenze ! Se confrontiamo questa immagine con quella analoga dell'
alimentatore AT, vediamo che, sostanzialmente, la disposizione delle parti è
la medesima; ad uno sguardo distratto, le piccole differenze che riguardano il circuito stampato
non sarebbero afferrate. Nell' esempio qui sopra c' è stato un piccolo
adattamento per
ospitare la parte relativa alla tensione Vstby e quella a 3.3V, di cui
parleremo più avanti e una maggiore cura per il controllo delle
emissioni elettromagnetiche rispetto all' equivalente AT, di cui ricalca
lo schema base. Vediamo allora qualche particolare in più.
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