Il filtro EMI non ha un particolare effetto sul
funzionamento del circuito che lo segue : come abbiamo detto, il filtro
serve ad evitare di immettere sulla linea di alimentazione il rumore
elettrico prodotto dalle veloci commutazioni del sistema switch mode. Al
limite, se il filtro mancasse completamente, oltre ad una minore
robustezza davanti ai disturbi provenienti dalla rete (fatto per altro
rilevabile solo in casi molto particolari), l' alimentatore non
presenterebbe alcuna differenza per l' utente ! Come detto, esistono molti modi per implementare il filtro EMI.
Ma, in base a quanto abbiamo detto all' inizio di questa pagina, può capitare anche qualcosa di inaspettato.
La sezione del filtro è una parte che ben si presta a questo genere di
"omissioni", dato che la sua funzione non influenza direttamente
il resto del circuito : lo scopo del filtro EMI è quello di rientrare nei
limiti delle emissioni elettromagnetiche. Se non c'è, il resto funziona e
pazienza per la salute e l' ambiente; l' importante (per il furbo
produttore è risparmiare). Per il pollo-cliente, pare altrettanto. Ma se solamente si trattasse di emissioni elettromagnetiche : invece l' uso di elementi non a norme mette a rischio di folgorazione l' utente , oltre ai circuiti alimentati. Questa situazione è piuttosto comune nei prodotti cinesi low cost, che, tuttavia, presentano sulle etichette falsi marchi CE e a volte anche TUV, il che non facilita di certo l' utente nella scelta. Come fare, allora, ad evitare l' inghippo ?
Semplicemente : Vale la pena di preferire alimentatori dotati di più brand delle
certificazioni : se CE e TUV sono di comune falsificazione, la presenza di
molti logo di enti certificatori garantisce che realmente il costruttore
ha superato tutti questi test, sopratutto se egli ha una sede commerciale
in Europa, dove, per la vendita del suo prodotto, queste certificazioni
sono obbligatorie. Un alimentatore dotato di molte certificazioni (DEMKO,
NIMKO, UL, CSA, FCC, ecc) sicuramente è un prodotto che non riserva sorprese in questa
sezione. Ovviamente se il prodotto è un no-name o il costruttore ha solo sede in Cina e un sito web piuttosto scombinato, le possibilità che le certificazioni presenti sull' etichetta siano reali diventa poco probabile e la richiesta di chiarimenti direttamente alla fabbrica cadrà nel vuoto.
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