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INFORMAZIONI TECNICHE |
L'alimentatore
AT-ATX
Il ponte raddrizzatore |
Il raddrizzatore di rete
Il ponte di diodi (D1 negli
schemi) trasforma la
corrente da alternata in continua e carica i condensatori successivi,
solitamente una coppia, perchè il
circuito classico dello switch principale necessita di una tensione
intermedia (HV/2 nello schema). Si usa un
ponte di 4 diodi (ponte di Graetz) e non un singolo diodo per poter
raddrizzare entrambe le semionde della corrente alternata, ottenendo
così una maggiore efficienza, oltre alla possibilità di implementare
un sistema di "cambia tensione" senza altre parti aggiunte.
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Il
tipico circuito di ingresso di questo genere di alimentatori switching da
rete è quello dell' immagine qui accanto.
Questa disposizione circuitale che a prima vista sembra
bizzarra consente di avere un
cambiatensione molto semplice, costituito da un unico
ponticello o interruttore : per la rete a 230V i condensatori
sono caricati in serie e al punto di unione si trova la metà
della tensione raddrizzata. Nel caso di 117V, il ponticello
viene chiuso e i condensatori sono caricati separatamente. Per questo motivo la tensione di lavoro dei condensatori non
è, come ci si potrebbe aspettare, maggiore di 230V.
Questo front end è tipico dei sistemi che stiamo
trattando; è possibile che un cambia tensione esterno non ci
sia semplicemente perchè il costruttore decide che quella
determinata serie di alimentatori andrà venduta solamente in
una determinata area, ad esempio l' Europa, dove la tensione
è unificata a 230V.
In altre soluzioni o nei più recenti sistemi dotato di
controllo del PFC, come vedremo più avanti, può non
essere necessario un cambia tensione semplicemente perchè la
struttura circuitale permette di essere alimentata in un range
molto ampio, ad esempi tra 100 e 240V.
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Il valore di picco della tensione raddrizzata
sinusoidale è : valore di
picco = valore efficace x radice di 2 quindi 325V per la rete a 230V e 165V per la rete a 117V, cioè
condensatori con tensione di lavoro di 200V sono adeguati.
Dal raddrizzatore vengono prelevate due tensioni : HV pari alla tensione
di picco e HV/2 pari alla sua metà. Questa disposizione è la tipica
alimentazione dello stadio successivo, lo switch principale, nella
configurazione detta half-bridge, molto usata negli alimentatori per PC.
Ovviamente sono possibili altri schemi circuitali più o meno complessi a
seconda delle esigenze del progetto.
La stessa tensione raddrizzata alimenta il generatore della tensione di
standby, che è descritto più avanti.
Va osservato che, dal momento in cui si è inserita la spina di rete nella
presa (e chiuso l' eventuale interruttore, se presente) questa parte dell'
alimentatore è sotto tensione e ci resta fino a che viene a mancare la
rete.
Questo vuol dire che anche a PC "spento", ma collegato, la
sezione ad alta tensione dell' alimentatore è attiva : se non viene
avviato lo switch principale non sono prodotte le basse tensioni (a parte
la Vstby), non girano ventole, ecc, ma tutta questa parte di circuito è
connessa stabilmente alla rete. Spegnendo via sistema operativo il PC in
pratica si spegne solo lo switch primario, ma non si isola l' alimentatore
dalla rete. Questo va tenuto ben presente.
In parallelo si trovano due resistenze che servono a
scaricarli in assenza di rete e due varistor (commercialmente noti come
Zenamic o GeMov, nello schema indicati come ZNR1 e 2), già nominati, che sono dei soppressori di sovra tensioni e proteggono i
condensatori e gli stadi successivi da pericolosi impulsi presenti sulla
tensione raddrizzata. Il loro funzionamento si basa sulla proprietà di
particolari ossidi metallici di avere una elevatissima resistenza al di
sotto di una certa tensione e di diventare conduttori quando viene
superata questa soglia; dosando le miscele metalliche e gli spessori si
ottengono "valvole di sicurezza" per una ampia gamma di
tensioni. Il ponte raddrizzatore, a parte la fortissima
corrente di spunto all' accensione, pari a decine di volte la corrente di
lavoro, ma di brevissima durata, non necessità di radiatore perchè la
corrente sul lato rete non è troppo elevata e si aggira su qualche
ampere; è possibile che, però, diventi caldo durante il funzionamento,
anche se questo generalmente non è indice di alcun rischio. Il fatto che
assai spesso il ponte è saldato con lunghi terminali, come nella foto qui
sotto, ha proprio lo scopo di distanziarne il corpo dal circuito stampato
e permettere una buona circolazione dell' aria tutto attorno (non
dimentichiamo che l' alimentatore non è, solitamente, raffreddato per
convezione naturale, ma dall' aria forzata mossa dalla ventola).
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Nell'
immagine a lato si vedono in primo piano i due
condensatori cilindrici di tipo elettrolitico (in questo
caso da 330uF 200V)
e il ponte di diodi D1 (KBL406 - 400V e 6A nominali).
Da notare il simbolo della
certificazione UR.
Nota : il ponte è stato leggermente ruotato per effettuare la
fotografia; originariamente era installato in modo ortogonale.
Sul lato destro, un cavo rosso e uno nero collegano il
circuito stampato alla presa rete.
Più dietro, i condensatori e una bobina avvolta in filo rosso e bianco
che appartengono ad una parte del filtro EMI.
L' immagine deriva da un altro alimentatore diverso dal
precedente, ma la forte somiglianza da l' idea di come
moltissimi modelli derivino da una stessa idea originale.Tra i condensatori si nota una delle resistenze in
parallelo. I varistor non sono visibili in quanto saldati dietro.
Dietro i condensatori si nota il radiatore alettato su cui sono montati i
transistor dello switch principale e il commutatore del generatore della
Vstby. |
La capacità dei condensatori è calcolata in funzione della potenza dell'
alimentatore e del tempo di mantenimento nel caso di mancanza di rete (per
tempi dell'ordine dei millisecondi). In ogni caso, più è grande il loro
valore, minore sarà l' ondulazione residua (ripple) della corrente
continua che alimenta lo switchin uscita e maggiore la riserva di energia durante rapide variazioni del
carico.
Ovviamente un condensatore da 220uF costerà meno di uno da 470 o da 330 e questo
è un punto su cui i costruttori "economici" cercano di
risparmiare, ottenendo alimentatori che "si siedono" sotto
carico o allo spunto più di quello che dovrebbero.
Non è, però, utile usare condensatori più grandi che tanto :
solitamente in un prodotto di ottima qualità hanno valori compresi tra
470 e 680 uF. Va anche tenuto presente che, nel momento in
cui la tensione di rete viene applicata all' alimentatore, i condensatori
sono scarichi e, caricandosi, danno luogo ad un picco di corrente molto
elevato che richiederebbe ponti raddrizzatori di maggiori
dimensioni solo per sopportarla, riducendo il rapporto tra costo e
beneficio. Allo scopo di limitare questo impulso di corrente, si ricorre
ad un componente particolare.
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