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INFORMAZIONI TECNICHE |
L'alimentatore
AT-ATX
I diodi |
I diodi
Dopo il trasformatore, la corrente ad alta frequenza viene rettificata
da alcuni diodi.
Lo schema tipico prevede che il trasformatore disponga di secondari a
presa centrale, la quale è collegata alla massa comune; in questo modo è
possibile un raddrizzamento a due semionde utilizzando una sola coppia di
diodi invece dei quattro del ponte di Graetz, oltre al fatto che ogni
semionda ha in serie la caduta di tensione di un solo diodo e non di due,
migliorando il rendimento. Il costo e la complessità realizzativa di un
trasformatore a doppio avvolgimenti è compensato dalle migliori
prestazioni.
A destra, un ponte di diodi con presa centrale : in ogni semionda , la
corrente (linee verde e blu) scorre in una metà del secondario ed in un
solo diodo; entrambe le semionde sono raddrizzate avendo in serie la metà
dell' avvolgimento e un diodo.
A sinistra, il classico ponte di Graetz a quattro diodi : in un solo
secondario, per ogni semionda, la corrente (linee verde e blu) scorre in
senso opposto. Entrambe le semionde sono raddrizzate avendo in serie la
stessa resistenza dell' avvolgimento, ma devono attraversare due diodi,
ognuno dei quali introduce una caduta di tensione, per quanto piccola, e,
di conseguenza, si perde una potenza doppia rispetto al circuito
precedente.
Siccome la potenza è funzione diretta della corrente, essa sarà tanto
maggiore quanto più alta sarà la corrente; in questi diodi possono
scorrere correnti di 30 ampere ed oltre, su tensioni di basso valore, per
cui anche una caduta di pochi decimi di volt è da evitare per quanto
possibile.
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Questo è lo schema tipico più utilizzato.
I diodi del ramo +5V e +12V sono costituiti da un unico componente
che integra i due diodi, mentre quelli del ramo delle tensioni
negative sono componenti singoli, di piccole dimensioni.
Questo è dovuto alla necessità di raffreddare energicamente i
diodi sottoposti alle fortissime correnti che li attraversano e
sollecitati dalla elevata frequenza di commutazione.
Dei gruppi R-C hanno funzione di spegnimento di eventuali
transitori di sovratensione dipendenti dalle forti correnti di
commutazione.
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Si impiegano diodi Schottky o Fast Recovery particolarmente studiati
per questo genere di applicazioni, in modo da avere la minima resistenza
diretta di conduzione (anche inferiore a 0,5V) e i tempi di commutazione
il più possibile ridotti, dell' ordine dei nanosecondi, in quanto viene
persa energia in calore sia per effetto della resistenza interna del
diodo, sia durante le transizioni dalla conduzione al blocco.
Nonostante questo, i diodi richiedono una superficie radiante solitamente
più ampia di quella dei transistor dello switch principale.
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Particolare
ingrandito dell' aletta di raffreddamento dei diodi.
Il componente più grosso è la coppia di diodi del +5V; si
intravedono i pin di un componente simile, montato sul lato
opposto del radiatore, e utilizzato per il +3.3V.
Il componente più piccolo è il doppio diodo del +12V.
Anche in questo caso il dissipatore ha una coppia di pin a saldare
per il fissaggio sul circuito stampato.
In rosso sono riportate le dimensioni in millimetri.
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Anche qui si notano bene gli isolamenti in plastica termo conduttrice
per separare elettricamente la superficie metallica di scambio calore dei
diodi dall' alluminio dell' aletta.
Dove sono utilizzati diodi, si ricorre praticamente sempre a questo tipo
di componenti costituito da una coppia di diodi integrati in un unico
contenitore e collegati a catodo comune, in modo da avere solamente tre
pin. Il contenitore, simile a quello di un transistor, ne consente il
facile fissaggio sulla superficie radiante con una sola vite.
Sul radiatore non sono presenti i diodi delle tensioni negative,
perchè questi componenti raddrizzano correnti molto piccole e, non
necessitando di raffreddamento, sono direttamente cablati sul circuito
stampato.
Osserviamo che anche il radiatore di questo esempio ha una forma
irregolare causa la necessità di lasciare spazio ai componenti saldati sul
circuito stampato. La parte superiore è sagomata ad alette per aumentare
la superficie (lo spessore delle alette, in questo esempio, è circa
20mm). Le dimensioni fisse della scatola dell' alimentatore creano non
pochi problemi al progettista quando si tratta di dimensionare le
superfici di raffreddamento dei semiconduttori ed è tutto un fiorire di
forme diverse, tese ad presentare la massima superficie possibile al
flusso dell' aria, pur rimanendo nei limiti meccanici imposti.
Da questa e da altre foto si nota che il radiatore dei diodi è di
superficie più ampia di quello dei transistor in quanto la potenza persa
in calore è solitamente maggiore nel raddrizzamento che non nella commutazione dello
switch.
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