In particolare, se la potenza assorbita su uno dei rami di controllo, ad esempio il +5V è molto maggiore di quella sul +12V o viceversa, il fattore di correzione della bobina diventa insufficiente e si possono avere variazioni delle tensioni anche molto ampie. Così, non è opportuno caricare solamente un ramo dell' alimentatore, anche solo durante le prove, perchè se ne trarrebbero risultati ingannevoli. Va anche considerato che un alimentatore in grado di fornire una elevata potenza sul 12V, come è il caso dei modelli più recenti, in quanto è su questo ramo che si concentra la richiesta di potenza, potrebbe non essere l'ideale se usato su un vecchio sistema dove la richiesta si concentra invece sul +5V e sul +3.3V. E viceversa. Nel progetto dell' alimentatore PC, sono importanti due
elementi : il costo e le dimensioni. Se per il costo si potrà anche
cercare ad ottenere il minimo possibile, le dimensioni sono invece pre
fissate dallo standard e non possono essere variate che di pochissimo,
pena la non compatibilità meccanica. Una delle ultime specifiche di standard, la ATX2.01, recuperabili qui,
si inizia a prendere molto seriamente in considerazione questi punti e
sviluppa una serie di "consigli" e limiti a cui attenersi nella
definizione delle prestazioni e dei consumi dei sistemi ATX. In sostanza, la linea blu del grafico indica il campo di variazione
reciproca che l' alimentatore conforme alle specifiche ATX2.01 deve essere
in grado di mantenere entro le tolleranze imposte (±5%). Una ulteriore tabella consigliata della distribuzione della potenza sui vari rami , indicando la corrente minima, la corrente massima e la corrente di picco :
Questi sono i valori minimi richiesti dallo standard ed ogni costruttore è libero di realizzare soluzioni differenti, che di solito si concretizzano in disponibilità di correnti maggiori o per la presenza di più linee (rails) per il +12V. In particolare, si può notare la prevalenza del 3.3V rispetto al +5V e
l' importanza data al +12V, con la presenza di almeno due linee separate. Per quanto riguarda la stabilità delle tensioni, la tabella consigliata è la seguente :
Da notare che la tensione -5V non è più presa in considerazione. Riprenderemo più avanti una trattazione di questa specifica.
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Copyright © elma
srl. Tutti i diritti riservati. Aggiornato il 08/01/08 . |