Se quanto visto fino ad ora è stato per lungo tempo l' applicazione classica per produrre
il 3.3V, successivamente, con la conversione della tensione di molte funzioni
logiche da 5 a 3.3V, questa linea ha cominciato ad avere una importanza
sempre maggiore. I progettisti hanno modificato il rapporto tra le varie
potenze attribuendone sempre di più al 3.3V a scapito del +5V e quindi si
sono realizzati altri tipi di circuiti : diventata una delle tensioni principali, in varie release di alimentatori
di alta qualità si trova un riferimento di feedback
specificamente relativo ad essa.
Questa misurazione influenza il regolatore che modifica il valore della tensione prodotta in modo da compensare sempre esattamente le perdite sul cavo e mantenere perfettamente stabile la tensione alla scheda madre. Oltre a questo, il sistema di feedback mantiene sotto stretta sorveglianza il 3.3V che, essenzialmente, va ad alimentare la CPU e le la sua logica circostante, ovvero le zone più sensibili e delicate del sistema e dove una cattiva alimentazione non solo non sarebbe tollerata, ma potrebbe danneggiare gravemente i chip La necessità deriva dalla considerazione seguente : se ricordiamo la Legge di Ohm, nella scrittura V = R * I,
notiamo subito che il valore di V dipende dal valore di I in modo
direttamente proporzionale : a parità di resistenza R, maggiore sarà I,
maggiore sarà V.
Ora, il cavo che va dall' alimentatore alla scheda madre, per quanto
dotato di molti conduttori per ogni linea, per aumentare la sezione
complessiva e ridurre la
resistenza, ha, comunque, una certa resistenza non sopprimibile, a cui si
sommano le resistenze dei contatti dei connettori.
Se passa una corrente, si verifica una caduta di tensione, per cui la
tensione alla fine del cavo sarà minore di quella all' inizio. Tanto
maggiore sarà la corrente, tanto maggiore sarà la caduta di tensione. Questa
caduta di tensione è poco importante se la corrente è bassa, in quanto
la resistenza dei cavi e dei connettori è minima, ma può diventare
sensibile se la corrente è aumenta e se i circuiti alimentati sono
delicati.
V= R * I per cui, a parità di resistenza del cavo, maggior
corrente, maggior tensione persa. E qui si parla di correnti dell' ordine di varie decine
di ampere e di tensione di 3.3V, sulla quale una variazione del 5%
corrisponde a soli 0.16V ! Per sciogliere ogni dubbio, nel cavo di sensing non scorre potenza, ma solo una piccolissima corrente necessaria ai circuito di misura e feedback, dell' ordine dei microampere, e quindi la lunghezza di questo cavo e la sua sezione, e la relativa caduta di tensione, entro limiti ragionevoli, non ha alcuna influenza sulla misura stessa.
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