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INFORMAZIONI TECNICHE |
L'alimentatore
AT-ATX
Remote over sensing |
Remote Over Sensing
In relazione ai segnali di sensing, si è sviluppata una
corrente di utilizzatori estremi che prevede di modificare le tensioni
principali agendo su questi cavi. Si tratta di una estensione dei concetti
già presenti nell' overclock e principalmente di questo :
- la maggior parte dei componenti logici può lavorare a frequenze anche
molto maggiori di quelle a cui sono normalmente utilizzati. Questo
sotto-utilizzo avviene principalmente perchè si deve rientrare in ambiti
statistici che assicurino la stabilità dei sistemi prodotti, a costi
compatibili con le esigenze del mercato.
- questa estensione delle frequenze di lavoro richiede un discreto aumento
della potenza che il dispositivo va a consumare, ovvero più corrente,
ovvero più tensione (tipicamente il consumo di potenza è circa quadratico rispetto alla
frequenza). Se riesco ad alimentare il sistema con una tensione
maggiore, avrò maggiori probabilità che i componenti riescano ad operare
a frequenze maggiori. Quindi, niente di più semplice che aumentare il
valore della tensione di alimentazione dei chip.
Quale è il principio su cui si basa ?
Come abbiamo detto, il feedback della tensione, che arriva attraverso il
sensing, tiene conto della caduta di tensione su cavi e connettori;
maggiore è la caduta, maggiore sarà la reazione di incremento della
tensione. Posso quindi "ingannare" il feedback facendogli
apparire la resistenza maggiore di quanto essa sia, in modo che si abbia
una tensione maggiore di quella prevista dalla taratura del costruttore.
A cosa serve questo ? Sostanzialmente, nel caso di overclock, la
richiesta di corrente diventa molto elevata e di conseguenza, per le varie
cadute di tensione (cavi, connettori, circuito stampato), la tensione
diminuisce. Anche con il sensing, per evitare una reazione positiva
(più carico, più tensione) che potrebbe andare fuori controllo, si
ottiene una tensione stabile, ma con tendenza alla discesa.
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Se vogliamo essere precisi, poi, il
sensing compensa solo la caduta di tensione cavi-connettori, ma non quella che
introducono le piste del circuito stampato (Ri)
, che, per quanto piccola possa
essere, esiste e, trovandosi a valle del sensing, non viene considerata.
Per cui, in proporzione alla corrente :
Vc < Vmb |
Con una tensione bassa, non si riescono ad ottenere le correnti
richieste dalle frequenze in gioco nel circuito e non se supera un certo
limite.
Se, però, nel momento in cui la richiesta di corrente è
intensa, riesco a mantenere elevata la tensione, ecco che le possibilità
di superere questi limiti di clock diventano più ampie.
La modifica sul sensing introduce una correzione in salita della tensione
e fa si che ai componenti sul circuito stampato arrivi una tensione
elevata anche con correnti elevate. Come si esegue ?
Sostanzialmente creando un partitore con due resistenze in modo che la
tensione del sensing sia più bassa di quella esistente sul connettore,
cosicchè il feedback agisca sovra elevando la tensione prodotta dallo
switching all' origine del cavo.
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La soluzione è schematizzata a fianco :
La tensione prelevata sul connettore verso la scheda madre viene
ridotta con un partitore costituito da R1
e R2. Quindi la tensione del sensing
(Vs) è MINORE di quella reale sulla
scheda madre, per cui il controller dell' alimentatore reagirà
fornendo una tensione maggiore, come se la caduta sulla resistenza
R fosse maggiore. |
Siccome la Vmb dipende sempre dal valore della corrente,
anche la Vs sarà dipendente dalla corrente e si avrà una sovra
correzione del valore della tensione Val che non solo compenserà la
caduta su R (cavi e connettori), ma fornirà un valore tanto maggiore
quanto maggiore sarà il rapporto di riduzione della Vs.
R2 è riferito ovviamente a massa ed è un
trimmer variabile, in modo da poter aggiustare il fattore di
moltiplicazione del feedback e variare di conseguenza il valore della
tensione generata.
ovviamente va posta una grandissima cura nella scelta dei valori del
partitore ed ancor più nella regolazione di R2, perchè se, ad esempio,
si partisse con il cursore che imposta il valore minimo, la tensione Vs
sarebbe vicino allo zero e la conseguente reazione del controller
sarebbe quella di generare la massima tensione possibile all' uscita Val,
con conseguenze imprevedibili, ma probabilmente poco gradite.
Un consiglio è quello di disporre di un tester digitale e verificare con
questo i valori delle tensioni ottenute sui vari punti, in quanto i
monitor di tensione presenti nelle schede madri non sempre sono precisi,
per svariate ragioni ed è capitata esperienza di casi in cui le
indicazioni erano molto sballate, tanto per le tensioni quanto per le
temperature. Si potrà fare fede di quello che l' Healt Monitor riporta
solo dopo averlo controllato con uno strumento preciso. Serve
?
Secondo gli estensori di vari articolo reperibili sul web, si, ed, in
effetti, dal punto di vista tecnico non c'è ragione per contraria :
disponendo di un plus di tensione, si può mantenere alta la corrente e
tirare il collo al PC fino all' ultimo MHz.
Se si vuole essere precisi, va detto che questo aumento della tensione ha
effetto diretto solo sui componenti alimentati direttamente dalla tensione
modificata, mentre ne dovrebbe avere ben di meno su tutte le parti
dipendenti da VRM locali, che convertono ad esempio il 3.3V in tensioni
minori. Questi VRM, se bene progettati e realizzati, hanno una risposta
alle variazioni della tensione di alimentazione molto limitate, per cui la
loro uscita dovrebbe cambiare in modo insensibile per ampi valori della
tensione di ingresso. Quindi alimentare il VRM che produce la Vcore di
1,85V a 3.3V piuttosto che a 3.6V non influirà sull' uscita che di
millivolt, senza alcun effetto pratico. Queste tensioni dipendenti dai
VRM, proprio per gli amanti dell' overclock, sono invece rese, assai
spesso, regolabili dal setup del BIOS. Questo non toglie che VRM un
pochetto mosci risentano sensibilmente delle variazioni della tensione
alimentante, ma, teoricamente, dovrebbe essere caso raro.
E' una procedura sensata ?
In primo luogo, va considerato che ognuno è libero, nei limiti delle
Leggi, di fare quello che vuole delle proprie cose; quindi ci si può
richiamare al vecchio "buon senso" solo marginalmente.
In seconda battuta, si può dire questo :
- Variazioni della tensione di alimentazione rispetto ai valori nominali
sono ampiamente accettate dalla maggior parte dei componenti elettronici.
Certamente non è possibile definire quale sarà la vita del componente,
che, tendenzialmente, si ridurrà quanto più ci si troverà lontani dai
limiti suddetti. Siccome qui stiamo parlando di variazioni percentuali
piuttosto piccole, queste non dovrebbero pregiudicare più che tanto la
durata della vita di un componente di buona qualità. Certamente quelli
meno "ottimi" saranno sollecitati più pericolosamente.
- Stiamo parlando non di quadri del Caravaggio, ma di oggetti appartenenti
a pieno titolo al mercato consumer, la cui vita commerciale è ridotta a
pochi mesi, prima di essere resi obsoleti. Quindi, se la vita stimata di
un semiconduttore è 20 anni, già dopo 20 mesi la CPU è un ricordo
storico e del chipset ne sono uscite quattro edizioni migliorative. Per
cui l' idea di vita limitata è già intrinseca nel prodotto. Con questo
non si vuole istigare alla distruzione massiccia di alimentatori e
mainboard, sostituendoli ai fuochi d' artificio o per arrostire i wurstel.
Tutto quanto ha un costo non solo in termini di denaro, ma di impatto con
il mondo intero e poco c'è di peggio del consumismo. Si vuole
solo dire che, durante una sperimentazione, un fattore di rischio c' è
sempre e se chi la esegue ne sopporta le conseguenze, la questione è sua
personale, al di là di qualsiasi moralismo fuori luogo.
- Inoltre non si tratta di strumenti elettromedicali indispensabili per la
sopravvivenza di un paziente, ma esperimenti personali per cui il filo di
fumo si ha solo conseguenze sul portafoglio e sul nervosismo dell' utente
e fa bene all' economia (di venditori e costruttori).
Il PC può essere tanto mezzo di lavoro quanto di svago e nel concetto
di svago ci rientra benissimo farci sopra della sperimentazione, come si
fanno rally con le auto che pure servono per andare un
ufficio.
Per quanto riguarda la durata in condizione di sovra alimentazione, più
che i valori di tensione, si tratta di tenere sotto stretto controllo
quelli della temperatura, perchè il problema non è quello di una forte
corrente, ma dell' effetto Joule di questa, e della conseguente necessità
di eliminare il calore, onde non innescare un run-down distruttivo nei
semiconduttori, che a questo sono molto più sensibili che non ad altri
maltrattamenti. Come sempre, c'è la possibilità che qualcuno dei
circuiti integrati sia particolarmente al limite con le tolleranze e che
un amento di tensione gli sia pochissimo gradito già in periodi di tempo
molto brevi, ma questo fa parte del gioco.
Quindi, rimanendo entro limiti sensati, over voltage non è dannoso più
che tanto. Statisticamente si avrà certamente una minore durata dei
componenti ed un maggiore tasso di guasto, però, a conoscenza del
problema e volendo sperimentare qualcosa di diverso, non ci sono contro
indicazioni (in fondo gli €€€ per ricomperare mainboard o
alimentatore sono vostri...) e la soddisfazione di aver raggiunto
prestazioni non comuni ha pure un valore.
Dal punto di vista tecnico per quanto concerne l' alimentatore, non ci
sono particolari problemi, sempre a patto di non eccedere e di considerare
che la situazione non è quella per cui il costruttore supporta la
garanzia.
In particolare va considerato che gli ingressi di sensing sono
forzatamente a bassissima impedenza, onde evitare di raccogliere disturbi;
inserendo resistenze, cavi e cavetti vari, si varia questo valore e
certamente, oltre certi limiti, si incorrerà in situazioni di
instabilità, in cui l' alimentatore risponderà in maniera imprevedibile. Se
però si tiene sotto controllo i calore e non si arrischia qualche manovra
kamikaze, alimentare il 3.3V a 3.3 o a 3.5 non è uno scandalo e, come
detto, è l' unica via per spremere fino all' ultima goccia delle
prestazioni di un PC.
E se non c'è il sensing ?
Dato che questo metodo agisce sui sensing, non è possibile su
alimentatori che ne sono privi ed in cui, per variare le tensioni, occorre
agire sul circuito interno all' alimentatore . Diverso, quindi, è il
parere che si può dare su una modifica del genere. A parte l' eseguire
paro paro le modifiche ad un modello preciso trovate un qualche articolo sul web, in cui qualcuno ha identificato i
punti "di attacco" sul circuito stampato, negli altri casi (e
anche in questi, peraltro...), il mettere le mani all' interno dell'
alimentatore non è per niente consigliabile a chi non abbia una ben
collaudata esperienza perchè, date le potenze e le correnti in gioco e la
natura complessa del funzionamento degli SMPS, basta ben poco per avere un
bel botto. Se in passato il feedback a volte era controllato da un solo trimmer,
visibile e maneggiabile con relativa facilità, nei circuiti più recenti
le cose possono essere più complicate e modificare più o meno a caso lo
stampato senza disporre dello schema e delle cognizioni, non è per niente
consigliabile. E, visto che all' interno componenti alla tensione di
picco della rete sono facilmente accessibili, il rischio di una brutta
esperienza è in agguato.
In conclusione :
chi vuole far questo lo faccia pure; è equivalente al variare la tensione di core o il voltaggio delle
RAM. Si tratta solo di scegliere di essere "PC enthusiast"
consapevolmente.
Per chi è interessato a questo aspetto, consigli per l' esecuzione
pratica sono disponibili i italiano a :
(si ringrazia Ferdinando Suffredini della segnalazione dei link)
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