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INFORMAZIONI TECNICHE |
L'alimentatore
AT-ATX
Multiple rails |
Multiple rails
Con l' aumentare
della richiesta di potenza sulla tensione +12V si verificano problemi di
dimensionamento e di rendimento della sezione da cui si ricava questa
tensione. In particolare, l' aumento della corrente oltre i 30A si
riflette in un aumento delle perdite sugli avvolgimenti e nei diodi di
raddrizzamento sul secondario del trasformatore dello switch, con una
riduzione del rendimento. Anche la difficoltà di reperire diodi di
piccole dimensioni e che possano lavorare con sicurezza con correnti così
grandi è un problema, mentre le bobine devono essere avvolte con filo di
sezione maggiore, creando una serie di problemi costruttivi.
La soluzione è stata trovata nella creazione di più rami in cui
suddividere questa potenza. Le specifiche ATX 2.xx precisano che la
tensione +12V dovrebbe disporre di due sezioni e alcuni costruttori ne
hanno implementate anche 3 e perfino 4.
Le specifiche ATX
prevedono che il ramo che alimenta la i VRM del core della CPU (il
connettore 4 poli P4-12V o l' 8 poli EPS12V) appartengano ad un ramo
separato da quello che alimenta il connettore a 20/24 pin e le altrevarie
periferiche. Inoltre specificano che ogni ramo non superi la
disponibilità di 20A, in modo da rientrare in più che ragionevoli
parametri di sicurezza per i semiconduttori interessati.
La versione 2.0 delle specifiche ATX12V di Intel raccomanda la
disponibilità di due rami a 12V capaci di 18A ciascuno. Questo
corrisponde alle specifiche di sicurezza UL e EM60950 che non autorizzano
una potenza superiore a 240W sui conduttori e quindi fissano ad un massimo
di 20A la corrente disponibile. Questo limite non è di tipo strettamente
tecnico, ma principalmente riguarda la sicurezza dell' utente dove le
possibilità di contatto con le parti sotto tensioni sono elevate, ad
esempio durante l' assemblaggio dei componenti, creando rischi di fiamma o
simili. (non si applica ad altri prodotti elettronici, ad esempio TV o
monitor, che, essendo venduti "finiti", non prevedono che l'
utente ci metta le mani dentro).
Attenzione che deve essere chiaro che la presenza di diversi (multiple) rami
(rails) per una
stessa tensione non vuol dire che esistono due o più switch o
trasformatori dedicati alla generazione del +12V : esiste sempre e comunque un solo
switch primario che gestisce tutta la potenza richiesta dal secondario
attraverso un unico trasformatore.
Non perchè questo non sia
possibile, ma semplicemente perchè lo schema diventerebbe assai complesso
e più costoso di quello che i costruttori prevedono e che gli utenti
pagherebbero per un alimentatore da personal computer, oltre al fatto che
lo spazio nella scatola dell' alimentatore è limitato. (Va ricordato che
la "colpa" non è da attribuire solo ai costruttori, ma va
suddivisa tra questi e gli utilizzatori, che gradiscono , per la maggior
parte, alimentare il mercato del low-cost/low-quality, sensibili solo al
costo e del tutto esenti da qualsiasi introspezione che riguardi la
qualità di quello che viene acquistato).
La realizzazione del multiple rail consiste semplicemente nel fatto che il secondario
interessato a questa tensione non è unico, ma composto da due o più
sezioni, ognuna con i suoi diodi e/o bobine e condensatori, in modo tale che ogni ramo sia
interessato da una potenza ragionevolmente bassa da poter utilizzare
componenti comuni e garantendo con questi una efficienza ed una sicurezza
maggiori. (Questa è probabilmente la ragione principale per aver scelto
questo tipo di configurazione). In particolare, riducendo la corrente sui
diodi di raddrizzamento si riduce la potenza persa nel diodo, anche se,
usando raddrizzatori normali e non mosfet (raddrizzamento sincrono) il
"parallelo" di più diodi non porta vantaggi complessivi
evidenti, se non quelli dovuti all' uso, come detto, di componenti
standard.
Per contro, questa implementazione consente il vantaggio di avere
una certa separazione tra i rami alimentati, il che riduce le possibilità
di inneschi e di interferenze tra i carichi, riducendo anche le emissioni
elettromagnetiche indesiderate (EMI) : usando diversi rami per la CPU, le
schede video e le periferiche dotate di motori, ogni carico risulta molto
meno sensibile a disturbi, picchi, rumore indotti dal funzionamento delle
varie parti. A seconda di come è realizzato il tutto, anche la stabilità
su ogni ramo dovrebbe essere migliorata e comunque le variazioni del
carico applicato non influiscono che minimamente sugli altri rami.
Solitamente si parte dal presupposto che la 12V1 alimenti i dispositivi
in generale e la 12V2 sia specifica per il core della CPU; se esiste una
12V3, questa è indirizzata all' alimentazione delle schede video, ecc.
Questa divisione è fatta in base al principio che la CPU è una sezione
particolarmente sensibile alla qualità dell' alimentazione, mentre le
VGA, richiedendo forti correnti, necessitano di una certo grado di
separazione; per contro, i motori delle periferiche sono fonte di rumore
elettrico e di picchi di consumo.
Detto questo, parrebbe che la soluzione multi rails sia cosa ottima. In
effetti, se correttamente implementata, potrebbe esserlo. Nella pratica le
cose sono un po' diverse.
In primis, il problema della
sicurezza sembra ben relativo : la stessa Intel certifica alimentatori che
hanno un single rail da più di 240W (>30A), il che è tutto dire. In
effetti non risultano report di danni drammatici prodottisi su
alimentatori che superano questo limite; i produttori di alimentatori per
uso industriale realizzano moduli da kilowatt e oltre, a singola tensione, e si tratta di
prodotti per uso professionale, quindi al top della qualità. In effetti,
la sicurezza dipende da molti
fattori, in primo luogo dal progetto e dai componenti utilizzati e non
dalle dimensioni delle grandezze in gioco. Nel
campo industriale esistono ampiamente situazioni che superano di
gran lunga il "limite Intel" senza alcun rail addizionale e non ci sono problemi di
sorta, così come UL, TUV ed tutti gli altri enti di qualità/sicurezza,
certificano alimentatori con ben oltre 240W per ramo : sono tutti matti
oppure il concetto dei rails non è poi così fondamentale ?
Inoltre, cosa importante, il realizzare avvolgimenti multipli e trovare lo spazio
per posizionare diodi e bobine addizionali è un problema nel volume
limitato dell' alimentatore standard senza ricorrere a tecnologie recenti o ad
altre soluzioni che hanno come conseguenza un aumento sensibile del costo.
Il risultato è che molti "multiple rails" sono in realtà dei
normali alimentatori dove i rami separati derivati dal trasformatore
comune sono poi ricondotti ad un unico punto, da cui si dipartono i cavi
gialli del +12V verso tutte le possibili periferiche, dalla CPU ai dischi.
In questo modo si può implementare una unica protezione contro le
sovracorrenti (OCP), con relativo risparmio. Questo è stato rilevato su
svariati modelli, anche di nome.
Questo non è una truffa, ma la dimostrazione che con il multiple rails i
costruttori non intendono n secondari a 12V assolutamente isolati tra di
loro (cosa del tutto inutile e neppure possibile, per il fatto che
tutti gli elementi del PC hanno una massa in comune), mentre impiegano
questa tecnica per ottenere maggiori potenze come somma di singoli rami in
cui sono cablati componenti "normali".
Si trovano costruttori che mescolano le uscite 12V1 e 12V2 tra di
loro, inviando le tensioni tanto alla mainboard quanto al processore o
alle periferiche. I vari rails possono essere messi in parallelo ad
alimentare un solo carico senza problemi, oltre al fatto che la limitazione della corrente a meno di 20A (tipicamente 18A o meno)
per rail rende problematico il destinare un solo rail ad una certa
alimentazione. Il mescolarli supera questo limite.
Quale sarebbe , teoricamente, beneficio della separazione dei rails ?
Ovvero di un rail per il core della CPU, uno per le periferiche da
5.25", uno per ogni VGA SLI, ecc ? Teoricamente, si avrebbe che, pure
se a massa comune, ogni area avrebbe virtualmente una propria sorgente di
tensione, abbastanza separata dalle altre e quindi non interessata da
rumore, picchi di assorbimento, fluttuazione non di sua competenza.
Questo è bello , ma solo in via teorica, perchè si scontra
immediatamente con "il problema" del PC, ovvero quello di essere
non un oggetto uniforme, ma un assieme di parti che danno origine alle
configurazioni più varie. Chi può sensatamente garantire che il ramo
dedicato al core e in grado di fornire 20A sarà adeguato per quel certo
processore o multi processore ? Oppure chje iol ramo dedicato alla VGA non
si trovi a dover alimentare un nuovo supermostro che consuma più dei 240
watt-Intel ? Inoltre, sarà ben comune che un ramo sia trovi ben caricato,
mentre altri siano al limite del carico minimo (ricordiamo che stiamo
parlando non di lineari, ma di alimentatori a commutazione, in cui la
corrente di uscita fa parte del feedback che mantiene l' uscita stabile),
con problemi di stabilità ? Ad esempio un sistema con due mega VGA
SLI, ma con un solo disco rigido, oppure uno con un array SCSI di 16
dischi e la VGA integrata on board, ecc.
Si finirebbe per dover avere alimentatori "dedicati" alle
diverse situazioni.
Praticamente la maggior parte dei costruttori divide
arbitrariamente la potenza disponibile in modo quasi uguale sui vari rami, cosicchè se la sezione 12V è in
grado di produrre 30A, si potrà trovare l' indicazione 12V1: 15A, 12V2:
15A quanto 12V1: 14A, 12V2: 16A, in cui non si capisce quale sia il
motivo per cui la capacità dei due rami si differenzi di solo due ampere
! Così si trovano alimentatori della stessa serie, cioè basati
sullo stesso circuito stampato in cui sono cambiati alcuni componenti
critici (e costosi) in funzione della potenza che si vuole ottenere, che
dichiarano ben piccole differenze tra le correnti disponibili su ogni rail.
( a parte i prodotti della way of commerce cinese con etichette che indicano potenze combinate dei rails 12V maggiori
o minori del prodotto V*I ).
L' unica soluzione reale à quella di avere un certo grado di
"mescolamento", se non un parallelo completo, di alcuni ( o
tutti) i rails. E questo non pregiudica per nulla la qualità dell'
alimentazione : i rails sono secondari multipli che trattano il 12V
alla ricerca di un miglior rendimento, derivato dal suddividere la corrente su
più rami, e questo è già significativo.
In sostanza, la stragrande maggioranza di alimentatori multiple rails
utilizzano questa tecnologia solo ed esclusivamente per ottenere migliore
rendimento e qualità nella produzione di grandi correnti senza usare
componenti speciali (oltre ad adeguarsi alle alzate di di ingengo di
Intel e, sopratutto, alla moda del momento)
Certamente ci sono produttori che interpretano
diversamente le specifiche e realizzano realmente due o più rami
totalmente separati, sia a livello di circuito stampato che di cavi verso
i connettori.
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Se i rails sono due, è interessante notare che, in genere, si è
introdotta la pratica di utilizzare per la 12V1 i classici cavi gialli e
per la 12V2 dei cavi gialli con una riga nera.
L' alimentatore nell' immagine dispone di due rails realmente
separati, i cui cavi parto da due ben distinte aree del circuito
stampato :
- +12V1, con cavi gialli (freccia blu)
- +12V2, con cavi giallo/nero (freccia rossa)
Nell' esempio a lato, il +12V2 alimenta esclusivamente il connettore 4/8 poli della
CPU. Un terzo rail (12V3) è in parallelo sui cavi gialli. |
Abbastanza comune è avere separazione dei rails che alimentano il core
della CPU e le VGA SLI, che in sostanza sono i punti che possono
presentare più criticità.
E. in conseguenza di quanto detto finora, più potenza sarà richiesta sul
12V, maggiore sarà il numero dei rails : un alimentatore da 1000W può
dare almeno 900W sul +12V attraverso almeno 4 rails.
Va detto che praticamente mai
sono dichiarate nelle specifiche del prodotto a quali connettori sia
collegato uno specifico rail; questa poca chiarezza, a parte la predetta
chinese way of commerce, può anche essere
dovuta proprio alla volontà di fare poca chiarezza su come in realtà
stiano le cose.
In sostanza, servono o no questi multiple rails ?
I pareri sono discordi, come al solito, ma ad una analisi pacata,
risultano per la maggior parte discussioni da Bar Sport, come al solito, sempre
motivate dalla tifoseria (anche a pagamento...) piuttosto che da una reale
conoscenza tecnica del problema.
I sostenitori del rail come panacea di tutti i mali , non considerano
minimamente che sia la tensione
che va sia alla CPU che alle VGA non viene usata "così come
arriva", ma alimenta dei VRM locali che la convertono in altri valori
più bassi; e , solitamente, i VRM sono relativamente poco sensibili alle
variazioni della tensione di ingresso, mentre, magari, sono fonte di
rumore elettrico o, essendo componenti attivi, possono generare inneschi
reciproci, che non è detto che il rail, per il solo fatto di esistere,
possa risolvere.
Dal punto di vista della corrente continua, che ci siano o no rails è del
tutto indifferente : quello che importa è che la qualità della tensione
disponibile sia adeguata alle esigenze del circuito alimentato.
Se, invece, andiamo a considerare quanto concerne i problemi dinamici
dovuti ad assorbimenti di corrente impulsivi, possibilità di inneschi,
rumore elettrico, ecc., allora la possibilità di disporre di tensioni in
un qualche modo separate per alimentare dispositivi sensibili (come le
CPU) o rumorosi (come motori) o fonte di innesco (come schede video ad
altissimo consumo), può essere teoricamente interessante, ma la reale
funzionalità dipende non dal singolo componente, bensì dall' insieme.
Invece, dal punto di vista dello schema dell' alimentatore, rapporto
volume/impegno tecnologico/prezzo, i rails sono al momento la soluzione
migliore per produrre centinaia di watt concentrati su una unica tensione
all' interno di un alimentatore multi tensione..
Sta di fatto che, anche se
minimamente applicati, almeno 2 (se non 4) rails sono diventati un fatto
comune (ricordiamo che 2 rails fanno parte delle specifiche ATX più
recenti); questo nasce dalla necessità di produrre la maggior parte della
potenza dell' alimentatore su UNA sola tensione (il +12V), mantenendo
comunque le altre tensioni classiche e, sopratutto, la struttura base
dell' alimentatore PC. In questo senso ( e non per risultare "graditi" ad
Intel), ci sono ragioni costruttive più che valide, tanto che sono
adottate da tutti i prodotti più recenti.
Da un punto di vista strettamente teorico l' idea è buona e funzionale;
anche il migliore rendimento, sicurezza, qualità della tensione
dovrebbero esserci.
Quello che dovrebbe essere finalmente la soluzione del problema, ovvero
un PC alimentato da UNA SOLA tensione (tecnicamente possibile non oggi,
bensì l' altro ieri, basta pensare ai notebook) pare ancora ben lontana
dall' essere in vista, per quella coriacea staticità che viene,
politically correct, chiamata "compatibilità" e che fa si che
ogni modifica del PC sia estremamente lenta (fino a che fa comodo ai
produttori), che la gabellano come un favore fatto agli utenti nel
mantenere "compatibile" l' innovazione con l' "hardware
installato" (cosa che tutti sanno essere una grottesca favola, di
fronte alla realtà dei cambi e delle obsolescenze forzate che i
costruttori hardware e software ogni tanto impongono quando decidono di
cambiare socket, bus o quant' altro per "ravvivare" il mercato).
Il consiglio è che se è disponibile un alimentatore multiple rails di
buona qualità, senz' altro può essere la scelta ottimale, anche se
probabilmente costa qualche euro in più, sopratutto nel caso in cui si
abbiano
configurazioni complesse; altrimenti non è obbligatorio.
Lo diventa nelle applicazioni con richieste pesanti di corrente sul +12V,
ovvero praticamente tutti i più recenti sistemi ad alte prestazioni, in
quanto l' aderenza allo standard ATX più recente e la necessità di
produrre elevate correnti fanno si che almeno 2 rails siano la dotazione
minima di tutti gli alimentatori che si dichiarano conformi allo standard.
Quello che importa realmente è la potenza complessiva disponibile sul +12V,
ma in
funzione delle necessità del sistema su cui andrà usato, e, soprattutto, la
realizzazione ottimale dell' alimentatore, dei cavi, dei connettori, ecc.,
tutti particolari che in un prodotto di marca non mancano mentre sono
spesso carenti in quelli low cost.
Per contro, un PC anzianotto potrà essere ottimamente alimentato da un
moderno ATX multiple rails, a patto però che questo possa fornire le
potenze necessarie sulle linee +5V e +3.3V, dove un sistema non recente
probabilmente concentrava la maggior parte del consumo.
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