 |
INFORMAZIONI TECNICHE |
L'alimentatore
AT-ATX
Il carico minimo |
Il carico minimo
Da quanto detto prima, risulta evidente che per avviare un
alimentatore ATX basta collegare a massa il pin di PowerOn.
Questa operazione è normalmente da evitare per un serio motivo :
Gli alimentatori a commutazione, a differenza di quelli lineari,
richiedono, per la loro stabilità, di avere collegato un carico minimo. I
valori del carico minimo per la stabilità di ogni ramo sono solitamente
indicati nelle schede tecniche dei prodotti, ma non è sempre così, in
quanto è sottinteso che l' alimentatore sia posto in funzione solo
collegato ad un sistema proporzionato alle sue prestazioni.
Il progettista, dal canto suo, generalmente cerca di ottenere un
funzionamento stabile anche senza carico esterno. Questa condizione,
però, è comunque anormale e si può riflettere anche nella auto distruzione
dell' alimentatore stesso : senza carico possono venire a mancare i
parametri minimi perchè il PWM possa ricevere attraverso il feedback
delle informazioni corrette e quindi si possono generare situazioni di
sovratensione distruttive.
In effetti non esiste alcuna ragione di avviare un alimentatore stand
alone : il fatto di cavallottare PowerOn e GND tanto per vedere se
funziona è una operazione quanto mai priva di senso perchè, a parte i
rischi suddetti, le condizioni che quel determinato alimentatore
funzioni con un determinato sistema non sono per niente verificate
accendendolo a vuoto. Inoltre un alimentatore può benissimo avere a vuoto
tensioni regolari e, per un componente difettoso, non poter avviare un
piccolo sistema. Come pure una prova a vuoto non verifica per nulla la
capacità di alimentare un sistema con particolari richieste di potenza o
in cui si presenta una incompatibilità tra alimentatore e scheda madre
delle temporizzazioni o del livello del segnale di PowerGood, della cui
funzione (e anche esistenza ...) nessun ha cognizione e che quindi non è
compreso nei valori da testare.
Pertanto è vivamente sconsigliato avviare un alimentatore switching
senza un carico minimo; questo si può ottenere facilmente anche se non si
dispone di un carico fittizio, collegando ad esempio hard disk o scheda
madre.
Si può obiettare che una prova a vuoto serve a verificare le tensioni
prodotte; anche questo è poco sensato.
L' esperienza insegna che un alimentatore con la tipologia circuitale
tipica del PC o funziona o non funziona : solamente in seguito ad un
guasto interno si possono verificare condizioni di tensione anormali, ma
queste, solitamente, hanno come effetto il mancato funzionamento di tutto
l' alimentatore e non solo di una tensione.
Inoltre, come detto, una prova a vuoto può fare più male che bene.
Quindi, se si hanno dei dubbi sulla regolarità di funzionamento dell'
alimentatore sarà comunque il caso di collegare qualcosa almeno alle
linee principali +5 e +12 sulle quali si effettua il feedback di
stabilizzazione. Se non si vogliono "rischiare" hdd e mainboard,
si può preparare un carico passivo con un paio di resistenze in grado di
far circolare qualche ampere.
 |
Nella foto a alto, un semplicissimo carico fisso passivo,
costituito da
due resistenze corazzate, collegabile all' alimentatore con un
connettore tipo 5.25".
Le due resistenze caricano il +5V e il +12V.
L' ampio radiatore serve a dissipare il forte calore prodotto se
il test si prolunga nel tempo.
Un simile carico è facilmente costruibile in pochissimo tempo e
con un costo molto limitato. |
Il valore delle resistenze sarà calcolato semplicemente
utilizzando la Legge di Ohm nella formulazione : R
= V / I
dove V è la tensione
a cui si vuole applicare il carico e I
la corrente che si desidera far passare.
Le correnti di carico minimo sono spesso presenti nei fogli tecnici dell'
alimentatore. Se non sono reperibile, si possono usare i valori indicati
dalle specifiche ATX a cui appartiene l' alimentatore.
Ovviamente, trattandosi di correnti sensibili, andrà considerata la
necessità di raffreddare le resistenze di carico con qualche sistema, ad
esempio montandole su un radiatore in alluminio, di quelli facilmente
reperibili nei negozi di componenti elettronici.
Infatti, la potenza dissipata dalle resistenze finirà tutta in calore e sarà data dalla
formula :
P = V * I
Sarà opportuno scegliere la potenza delle resistenze con
un certo margine rispetto a quella calcolata (almeno il 25% in più) e
utilizzare il tipo corazzato in quanto si fissano facilmente al
dissipatore di calore con poche viti.
Per test più professionali esistono in commercio, o si possono
realizzare, a seconda delle capacità, carichi
elettronici che consento una variazione della corrente e la sua
misurazione.
Avviare un alimentatore switching a vuoto tanto per vedere
se funziona, fa parte, assieme a molti altri, di quei comportamenti
di ignoranza delle minime nozioni tecnologiche necessarie per maneggiare
questi componenti.
Sicuramente, nella maggioranza dei casi non succede
niente di grave, in quanto abbiamo già detto che i progettisti fanno il
loro meglio. Però è la stessa cosa di dire che, passando con il rosso,
nella maggior parte dei casi non succede nulla; quando succede...
|