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INFORMAZIONI TECNICHE |
L'alimentatore AT-ATX
La ventola |
La ventola
Abbiamo detto che il raffreddamento dei componenti dell' alimentatore
avviene solitamente per mezzo di una circolazione di aria forzata da una o
più ventole.
Questa necessità è dovuta al fatto che, per quanto alto sia il
rendimento, mai si arriva all' unità e quindi, in proporzione alla
potenza trattata, ce ne sarà una parte più o meno grande che finisce
persa in calore. E questo calore va eliminato, in quanto i componenti
elettronici, sia attivi che passivi, hanno dei precisi limiti di
funzionamento, oltre i quali si danneggiano irrimediabilmente.
Per quanto riguarda i semiconduttori, solitamente le temperature operative
possono anche essere alte : anche 70 gradi misurati sull' esterno del
componente possono rientrare nell' ambito operativo.
Il rischio che si corre è quello del run-down termico, ovvero aumentando
la temperatura, si riduce la resistenza del semiconduttore, il che aumenta
la corrente e quindi al temperatura in un loop che in qualche frazione di
secondo vaporizza il chip. Quanto più è complesso il semiconduttore,
tanto più si rischia che , se non tutto, anche solo una sua parte si
danneggi : il componente è "cotto"; funziona in qualche modo,
ma non come prima del fattaccio.
Per evitare queste situazioni i costruttori di CPU hanno finito
comunemente per dotarle di sistemi di auto spegnimento, allarme o
contenimento della potenza nel caso di sovra temperatura. Per i componenti
semplici come i transistor o i diodi della parte di potenza dell'
alimentatore, questo non è economicamente fattibile, quindi si deve
ricorre ad altre soluzioni.
Però, più che i componenti attivi, sono quelli passivi, ed in
particolare i condensatori elettrolitici, ad avere problemi con la
temperatura. Infatti la loro struttura è basata sulla presenza di un
liquido (l' elettrolita) che ne stabilisce i parametri di funzionamento;
con il calore eccessivo questo viene danneggiato e il componente perde
poco a poco le sue caratteristiche, creando problemi di funzionamento a
tutto il circuito.
Se vogliamo il solito esempio, è come se considerassimo le gomme dell'
auto : quando anche una sola è consumata oltre misura la guida diventa
più difficile e si rischia l' incidente.
Come abbiamo accennato, esistono soluzioni prive della necessità del
raffreddamento forzato : questo si ottiene con una completa
riprogettazione del circuito, sia per migliorare lo scambio termico per
convezione e radiazione, sia per ridurre le perdite di potenza in calore.
Si tratta, quindi, di soluzioni ben più costose di quelle ordinarie,
proprio per la necessità di essere prodotto nuovo e diverso da quello
ormai stabilizzato e prodotto in milioni di esemplari.
Inoltre raramente si trovano alimentatori Zero-noise in formato standard
ATX con potenze superiori ai 400W pechè comunque, il rendimento 1 non è
possibile da raggiungere, per quanto raffinate siano le soluzioni
progettuali, e una certa perdita di potenza in calore, per quanto
minimizzata, ci sarà sempre. Certamente 400W sono più che abbondanti per
il 99% dei PC esistenti (un PC consuma mediamente non oltre 250W), ma a
fermare la scelta è solitamente il costo elevato rispetto al prodotto
standard, mentre diventa scelta indispensabile là dove si voglia
minimizzare il rumore .
Infatti resta il fatto che il flusso rapido dell' aria mossa dalle
ventole crea numerose turbolenze e di conseguenza rumore che può anche
essere intenso. Questo diventa sensibile man mano che aumenta la potenza
trattata, quindi quella persa e, di conseguenza, la necessità di più
aria per raffreddare.
A seguito di questo, la maggior parte degli alimentatori di
buona qualità dispone del controllo termico della velocità della o delle
ventole interne.
Il sistema è basato sulle seguenti considerazioni :
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in primo luogo, va considerato che
maggiore è la velocità della ventola, maggiore sarà la quantità di
aria spostata, ma anche il rumore prodotto
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normalmente una ventola ruota ad una
velocità proporzionale alla tensione di alimentazione. Se la tensione
è costante, anche la velocità è costante. Se la tensione è
ridotta, anche la velocità si riduce
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quando l' alimentatore non è caricato
in modo sensibile, i semiconduttori non dissipano elevate quantità di
calore. Quindi non è necessaria una forte ventilazione. Nel momento
in cui la potenza erogata aumenta, aumenta anche il calore prodotto e
la necessità di raffreddamento/li>
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la necessità di aria dipenderà anche dalla
temperatura dell' aria stessa, per cui con 20 gradi ambiente sarà
necessario un flusso minore che con 35 gradi.
Ne deriva che, collegando in modo
direttamente proporzionale la velocità e la temperatura si ottiene il
miglior rapporto tra capacità di raffreddamento e rumore prodotto.
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La velocità della ventola termocontrollata dipende
dalla temperatura misurata da un sensore interno. Maggiore è la
temperatura, maggiore sarà la velocità dell' aria. Questo consente
di avere un buon rendimento termico con il minimo rumore.
Il grafico a lato riporta la curva di regolazione tipica di questi
dispositivi.
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Nell' immagine qui sotto è presentata una implementazione tipica.
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Il sensore di temperatura, una resistenza a coefficiente negativi
(NTC) è la pastiglia verde montata su due lunghi terminali.
I cavetti rosso e nero prelevano il +12V dall' alimentatore. La
ventola è collegata al connettore a due poli visibile nell'
angolo superiore destro del circuito stampato.
Il circuito di controllo termico, solitamente, è semplicissimo,
costituito da due transistor e da un sensore termico.
La temperatura varia il valore resistivo del sensore e questo agisce sui
transistor, posti in serie alla ventola, facendone variare la resistenza;
in sostanza si tratta di un piccolo regolatore lineare comandato dalla
temperatura. |
Questo piccolo circuito stampato si trovava fissato con una vite nella
posizione più opportuna all' interno della scatola dell' alimentatore,
solitamente al dissipatore dei diodi, il più caldo tra i due. Di nuovo,
la soluzione low cost che permette la nuova prestazione senza modificare
lo schema base.
Nelle realizzazioni più recenti un circuito simile è integrato nella scheda di base dell' alimentatore.
Esistono anche realizzazioni più complesse in cui viene considerato anche
il segnale di rotazione della ventola, che può venire anche riportato
all' esterno per essere collegato alla scheda madre in funzione di un
aumento della sicurezza.
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