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Nuove tendenze |
Quali sono , allora, le tendenze per il futuro ?
Nuove tendenze
La progettazione dei nuovi alimentatori per PC deve fare i conti con le
nuove esigenze dei sistemi e della gestione energetica :
- le CPU recenti hanno consumi maggiori che in
passato. Così pure le schede video di fascia alta, di cui sono
possibili configurazioni a due e perfino a 4 unità. Occorre più
potenza.
- La potenza viene distribuita in modo diverso
che in passato. Se negli anni scorsi la prevalenza andava al +5V e poi
al +3.3V, ora la prevalenza, per i motivi già spiegati nelle pagine
relative ai VRM, va a concentrarsi sul +12V. Occorrono alimentatori
strutturati in modo diverso (multiple rails, ecc).
- Aumentando le prestazioni, è obbligatorio
ridurre la potenza persa in calore, dato che occorre rimanere
nelle dimensioni dello standard e non è possibile installare
superfici radianti o ventole maggiori delle attuali. E' necessario
implementare circuiti e componenti con perdite minori.
- Anche il rumore delle ventole di
raffreddamento comincia a diventare un limite. Occorre
migliorare lo scambio termico e minimizzare la quantità di calore da
asportare.
- La situazione energetica mondiale
inizia a preoccupare i governi, che emettono leggi più restrittive
sulla qualità dei carichi. Occorre aderire a queste norme con una
nuova progettazione.
- Pure per quanto riguarda le emissioni
elettromagnetiche si pongono problemi dovuti alla presenza
ormai ovunque di apparecchiature elettroniche ed alla necessità di
regolamentarne il funzionamento.
Per quanto riguarda il punto 1, la richiesta di maggiore potenza non è
un problema eccessivamente difficile da superare : la potenza specifica
(watt per centimetro cubo) degli alimentatori per PC è molto bassa
rispetto ai limiti attualmente raggiunti dalla tecnologia. Si tratta
principalmente della necessità di bilanciare le prestazioni ed i costi,
in quanto fare stare un alimentatore da 1kW nello standard ATX-PS/2 non è
impossibile, ma il prezzo è poco proponibile in un mercato a basso costo
- basso margine.
Anche per il punto due, le soluzioni non sono complesse e già adesso la
potenza si è spostata sul 12V, con sistemi a due, tre e perfino quattro
rails.
Più impegnativi e collegati tra loro sono i punti 3 e 4. Non risulta
più possibile salire in potenza con i rendimenti dati dagli schemi fino
ad ora adottati; occorre una drastica riduzione dell' energia persa in
calore.
Questo si ricollega in qualche modo agli ultimi punti. Inizialmente, come
accennato nelle pagine relative al PFC, le soluzioni di adeguamento alle
normative energetiche e di inquinamento elettromagnetico sono state
risolte prima con sistemi passivi, poi con sistemi attivi
"trapiantati" come parti addizionali sugli schemi già
esistenti.
Fortunatamente, l' industria dei semiconduttori si è data da fare prima
per progettare e produrre IC per i pre regolatori PFC attivi, poi ha
sfornato varie soluzioni in cui la gestione dello switch primari si
integra con il controllo PFC in un unico componente complesso. Questo ha
permesso importanti innovazioni :
- i sistemi di PFC attivo integrati con
lo switch primario.
Essi consentono facilmente di realizzare circuiti con una gamma
di tensioni di ingresso molto ampia, ad esempio da 86 a 240Vca,
abolendo i problemi legati al cambiatensione e permettendo una maggior
robustezza alle variazioni della rete.
- Lo switch principale diventa un Forward
Converter, abbandonando l' half bridge. Questa soluzione
richiede un solo
elettrolitico invece dei due fino ad ora presenti, con
riduzione di costo e peso
- .I transistor bipolari nelle sezioni di potenza sono completamente
sostituiti con MOSFET, dalle migliori
caratteristiche di commutazione e quindi minori perdite.
- Gran parte delle funzioni sparpagliate nello schema sono ora svolta
da uno o più circuiti integrati invece
che da componenti discreti, con un miglioramento della qualità ed un
aumento delle prestazioni possibili
- Il tutto permette l' aumento della frequenza
di lavoro, dai 33-66kHz dei vecchi progetti ai
100kHz e più dei nuovi. Questo produce un immediata e
drastica riduzione delle dimensioni dei materiali magnetici su cui
sono avvolte le bobine (meno peso, meno costo, meno superficie
impegnata e quindi possibilità di implementare più funzioni).
Ovviamente tutto ciò ha costretto a cambiare radicalmente lo schema
base, almeno nei prodotti di punta : il vecchio half bridge resiste ancora
in molte fasce e resisterà ancora a lungo.
Però, queste soluzioni più recenti offrono indubbi vantaggi, come vedremo, ma
non solo all' utente, bensì anche al costruttore, che quindi si sentirà
sempre più portato ad abbandonare le vecchie.
Sono nate alcune famiglie di realizzazioni articolate attorno a
uno o più circuiti integrati speciali, ognuno dei quali richiede una
diversa circuiteria e una diversa componentistica, anche se l'
impostazione generale, come vedremo, resta assolutamente analoga alla
disposizione classica.
Così in un breve arco di tempo, ci sono diversi nuovi
passi, che si sono
succeduti velocemente in un ambiente, quello degli alimentatori PC,
praticamente immobile e restio ad ogni innovazione, per i già citati
motivi economici.
Vediamo in breve di cosa di tratta.
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