 |
INFORMAZIONI TECNICHE |
L'alimentatore del PC -
Forward converter
|
Né il PFC passivo né gli "innesti" di PFC
attivo hanno dato origine a sistemi particolarmente innovativi. In
sostanza, il core dell' alimentatore, la sua struttura basilare, resta del
tutto inalterata. Ogni genere di beneficio riguardante prestazioni,
efficienza, calore, rendimento, sono legate al modo in cui il
costruttore implementa la vecchia circuiteria dell' half-bridge.
Certamente ci sono state piccole modifiche, come la sostituzione dei
transistor di potenza con MOSFET o l'uso del circuito integrato PWM più
recente, ma la base non è cambiata : gli
alimentatori di questo periodo sono del tutto assimilabili a quelli di 10
anni fa e perfettamente comprensibili
in base alle descrizioni fino ad ora date.
Però non è solo il PFC che ha fatto muovere le acque. Abbiamo detto che
anche le prestazioni richieste ai nuovi alimentatori sono maggiori che in
passato e queste si ottengo agendo non sul PFC ma sul nucleo centrale
dello switch.
Comunque il PFC in qualche modo è venuto in aiuto, facendo si che i
costruttori di semiconduttori mettessero a disposizione varie nuove
famiglie di circuiti integrati specializzati per gli alimentatori.
Forward Converter
Ed è solo con la disponibilità di questi nuovi componenti che
cambia il vecchio circuito.
La modifica più significativa è proprio quella che subisce lo switch
principale, passando dal classico half bridge al modo detto Forward
Converter a due transistor, schematizzato qui sotto :
 |
Forward |
I due transistor sono dei MOSFET, che garantiscono una commutazione
più efficiente che non i classici bipolari ; entrambi sono
simultaneamente posti in stato di conduzione (on) o di interdizione (off)
dal PWM prodotto dall' integrato di pilotaggio. L' energia viene
trasferita durante il tempo di ON dei transistor : in questo momento, V1
è uguale alla tensione Vin di ingresso, tensione di rete raddrizzata di
elevato valore. Questa tensione, ridotta dal rapporto spire tra primario e
secondario di T1, viene raddrizzata da D3 e filtrata dal ripple dal gruppo
L/C di uscita, L1 e C2. Durante il tempo di OFF, il secondario di T1 è
senza tensione, ma resta energia immagazzinata in L1 che fluisce
attraverso D4 e IL1 non è mai a zero. I diodi D1 e D2 servono per
demagnetizzare il primario nella fase di OFF. Il rapporto tra il tempo di
ON e quello di OFF del PWM, per questo motivo, non può superare il 50%. Maggiore
è la frequenza di commutazione, minori saranno le dimensioni richieste
dai nuclei magnetici delle bobine e minore saranno peso e dimensioni;
questo si verifica puntualmente nella pratica in quanto si possono
raggiungere senza particolare sforzo frequenze superiori a 100kHz per il
PWM. Per contro, ad un aumento di frequenza corrisponde un aumento delle
perdite di commutazione dei semiconduttori, per cui si rende necessario un
bilanciamento tra le caratteristiche di questi ultimi e lo schema
adottato. In compenso, la riduzione delle dimensioni dei nuclei consente
di poter avvolgere bobine di valore maggiore nello stesso volume,
migliorando la qualità della tensione di uscita.
Si può osservare che, rispetto all' half bridge, questo circuito non
richiede i due classici condensatori di ingresso, in quanto i due
transistor di potenza non vengono attivati in successione, richiedendo
metà della tensione, ma nello stesso momento. Questo, tra l' altro,
almeno in via teorica, dovrebbe ridurre le armoniche sulla corrente
assorbita;
inoltre è ideale per essere alimentato da un pre regolatore PFC che non
è un "corpo estraneo" aggiunto, ma si integra naturalmente
nello schema complessivo. La tabella seguente raccoglie le differenze
tra questa soluzione e l' half bridge ?
|
Componente |
Half Bridge |
Forward |
Note |
| Semiconduttori di potenza |
transistor bipolari o MOSFET |
MOSFET |
Migliore rendimento in commutazione e
maggior frequenza di PWM
Minore potenza necessaria per il pilotaggio. |
| Controller |
Solitamente sul lato a bassa tensione |
Solitamente sul lato ad alta
tensione |
Non servono trasformatori per il pilotaggio dei transistor di
potenza |
| Feedback |
lineare (trasformatore) |
opto isolatore |
Dimensioni minori, responso più rapido |
| Frequenza PWM |
30-60kHz |
> 100kHz |
Minori dimensioni, volumi e costi dei materiali magnetici |
| Temperatura di lavoro |
limitata |
ampia |
I MOS possono lavorare stabilmente a temperature più elevate
dei bipolari |
| Condensatori di ingresso |
due |
uno |
Dimensioni, peso, volume e costo minori |
| PFC |
pre regolatore separato |
integrato |
PFC attivo più facilmente integrabile |
In sostanza, si ottiene un circuito che utilizza meno
potenza per il suo controllo, più compatto, più affidabile e con la
possibilità di incorporare la sezione PFC e le protezioni di sovra
corrente in modo semplice ed efficace.
Ed è proprio in base alla considerazione della necessità
del PFC attivo che si è potuto sviluppare in modo deciso questo sistema :
diversi costruttori di semiconduttori hanno realizzato circuiti integrati
complessi che svolgono contemporaneamente la funzione di regolatore PFC e
quella di controller PWM, proprio per il modo Forward Converter, cogliendo così i due
classici piccioni con una fava.
Uno dei componenti più comuni è l' integrato ML4800 di Fairchild
Semiconductors oppure il suo equivalente C6800 di Champion
Microelectronic, sui cui siti è possibile trovare ampia
documentazione.
L' impiego di un solo circuito integrato al posto di numerosi componenti
discreti ha permesso di realizzare con facilità alimentatori più
efficienti e con qualità di uscita migliore; l' integrazione di PFC e
PWM è risultata gradita ai progettisti degli alimentatori delle ultime
generazione, che la stanno adottando in buon numero.
|