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INFORMAZIONI TECNICHE |
Le ventole del PC
Le ventole termo controllate
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Controlli termici per le ventole
I componenti "caldi" nel PC non sono sempre
"caldi" alla stessa maniera : dipende da cosa stanno facendo, da
quanta potenza stanno assorbendo per il loro lavoro. Ad esempio, l' alimentatore,
usato in percentuale bassa delle sue possibilità, tenderà a scaldare di meno
che se usato a piena potenza. Così pure la CPU o la GPU e un disco in attesa di
essere letto o scritto scalderà meno di uno soggetto a frenetici cicli di
accesso.
Se la ventola utilizzata per smaltire il calore ha una velocità fissa, questa
dovrà essere calcolata sulla base della massima prestazione necessaria e quindi
si troverà ad essere sovra utilizzata negli altri momenti in cui il consumo di
energia è minore; in sostanza, la ventola a "tutto gas" produrrà
più movimento di aria e più rumore di quello realmente necessario nella
maggior parte del tempo.
L' ideale, dunque, sarebbe una ventola che adeguasse la sua velocità alle
variazioni della temperatura, in modo da girare lentamente (e silenziosamente)
quando serve un basso flusso di aria ed accelerare poi quando l' aumento delle
temperatura richiede una flusso più sostenuto.
Ad esempio, negli alimentatori è contenuta una ventola (o più) che ha il
duplice scopo di raffreddare i componenti elettronici interni e di produrre un
flusso di aria all'interno del PC . L' aria é aspirata all' interno del case e
soffiata verso l'esterno. Se la temperatura ambiente non é elevata e la
potenza dissipata dai vari componenti é limitata , non occorre che questa
ventola, solitamente ben dimensionata, vada a piena velocità, generando un
rumore sensibile : già da tempo, in base a questa considerazione viene inserito
un circuito elettronico ausiliario per regolare , mediante un sensore termico ,
la velocitá di rotazione delle pale della ventola , e quindi il flusso di aria
, adattandolo alla situazione .
La soluzione più comune è quella presentata nell'immagine : si
tratta di un tipico sistema di controllo della velocitá in
funzione della temperatura, estremamente semplice, ma sufficientemente funzionale.
Il piccolo circuito stampato contiene due transistor e alcuni componenti passivi (resistenze e condensatori) ;
la pastiglia verde che sporge a sinistra è il sensore di
temperatura o termistor; tecnicamente si tratta una resistenza NTC .
Questo circuito é posizionato vicino all' area di cui si vuole
controllare la temperatura. Circuiti del genere solitamente si trovano
all' interno di alimentatori; vengono aggiunti alla normale ventola per
ridurne il rumore senza modificare la struttura dell' alimentatore
stesso. .
L'alimentazione a 12V arriva con il cavo rosso/nero mentre la tensione
variabile è disponibile al connettore a due poli in alto a destra, a
cui viene collegata la ventola . |
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Come detto, il termistor è una resistenza NTC (Negative Temperature Coefficent =
resistenza a coefficiente di temperatura negativo), ovvero piú alta é la temperatura, minore é la
resistenza; viene fabbricata con particolari
materiali che variano il loro valore resistivo a seconda della temperatura. Queste
variazioni sono usate per comandare un semplice amplificatore a transistor che,
agendo come resistenza variabile, regola la tensione al motore della ventola.
Il sistema qui sopra visto può essere realizzato in vari modi, anche
integrandolo nel circuito principale dell' alimentatore. E' estremamente semplice, per non dire semplicistico, ma funziona e
permette di utilizzare una qualsiasi comune ventola, sia a due che a tre fili.
Infatti, anche se l' azione della regolazione agisce sulla tensione di alimentazione del
motore, nulla vieta che si possa disporre di connettore a tre pin per fornire il
segnale tachimetrico : l' uscita open collector permette, entro margini
abbastanza ampi, di avere differenti tensioni sul motore e sul pull up esterno
del segnale tachimetrico.
Normalmente in questi circuiti, a PC appena acceso e con
temperatura ambiente sotto i 20 gradi , la ventola si muove a bassa velocitá,
alimentata con circa la meta della tensione; mentre la temperatura sale a causa
delle varie unitá in funzione ( CPU , Hard disk , ecc.) l' aria aspirata sará
piú calda e di conseguenza la velocitá aumenterà per mantenere costante l'
effetto refrigerante . Si ottiene cosi una riduzione della potenza impiegata ed
una notevole riduzione del rumore .
La soluzione è molto economica e funzionale; richiede il circuito esterno, ma
permette di usare una qualunque ventola. Per contro non è un sistema molto
preciso, nè molto raffinato : con l' elettronica si può fare di meglio.
Le ventole termo controllate
Si è trovato il modo di integrare questa funzione nella ventola
stessa, in modo da non richiedere elementi esterni; dalla ventola sporgerà solo il sensore di temperatura. Questo è
facilmente realizzabile da
quando alcuni costruttori di semiconduttori hanno progettato e prodotto dei
controller per questo scopo
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A fianco, una ventola di questo genere disassemblata.
Si può notare che la struttura del motore è del tutto identica a
quella fino ad ora vista, con il rotore a cui è fissato il magnete
permanente e lo statore a 4 espansioni polari.
.
Piuttosto, uno sguardo più attento rileva che il circuito stampato ha una
insolita densità di piste e componenti surface mount, indice di una
maggiore complessità rispetto a quanto fino ad ora visto. |
Questo è dovuto alla relativa complessità del controller che
integra numerose funzioni.
A differenza del sistema realizzato con il circuito precedente, qui abbiamo a
che fare con un controllo in PWM che agisce direttamente sui drive di comando
delle bobine dello statore.
Nell' immagine, come esempio, è riportato lo schema a
blocchi di uno di questi controller, in particolare della famiglia ZXBM2000
della Zetex.
Un sensore di temperatura, la classica NTC già vista prima (Rtherm
nello schema) controlla
la regolazione della velocità attraverso un raffinato sistema PWM (Pulse Width
Modulation) che agisce sul controllo di fase e i driver dei transistor di
potenza (esterni) che a loro volta comandano le bobine. Il solito sensore di Hall fornisce
gli impulsi di sincronismo.
Il piccolissimo chip contiene anche una serie di funzioni
sofisticate :
-
la possibilità di predisporre la velocità minima della
ventola con una resistenza esterna
-
il rilevamento e la protezione della condizione di rotore
bloccato
-
il riavvio automatico dopo un blocco della rotazione
-
la programmazione della corrente dei drive delle
bobine
-
l' uscita sia per il segnale tachimetrico che per un
eventuale segnale di blocco
Questo controllo PWM interno non agisce sull'
alimentazione, ma sul controllo di fase e sui driver integrati; questo è molto
importante in quanto, sincronizzandosi con gli impulsi provenienti dal sensore
di Hall, evita tutta quella serie di problemi di rumore e disturbo elettrico che si avrebbero nel caso di una variazione PWM della tensione di
alimentazione.
Normalmente queste ventole hanno disponibile esternamente
l' uscita open collector per il segnale tachimetrico (FG nello schema), utilizzando il
classico connettore Molex a tre poli, mentre, a meno di particolari
implementazioni OEM, non è riportato esternamente il segnale di allarme per
blocco della rotazione (RD nello schema), dato che richiederebbe un connettore a 4 poli non
standardizzato; inoltre, questa funzione è normalmente eseguibile dalle risorse dell'
health monitor della scheda madre, per cui sarebbe superflua.
La frequenza del PWM può essere impostata con un condensatore
esterno per ridurre al minimo il rumore dovuto alla commutazione e viene situata
a valori abbastanza alti (20kHz o più).
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La variazione dell' ampiezza degli impulsi di commutazione (PWM)
corrisponde alla variazione della velocità di rotazione; l'
andamento in funzione della temperatura è riportato nel grafico a lato.
Il sistema mantiene la ventola a velocità minima per temperature fino a
circa 20 gradi. Poi l' andamento della curva cresce in modo pressochè lineare tra 25 e 50
gradi, limite oltre al quale si raggiunge il 100% della velocità.
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La curva di regolazione è ideale : la velocità della ventola
è minima da 0 a circa 25 gradi, temperature tipiche ambientali; nel momento in
cui la temperatura sale, anche la velocità aumenta. Più la temperatura sale
oltre i 25 gradi, più aumenta la velocità fino ad arrivare al massimo appena
oltre i 50 gradi, temperatura considerabile come limite per l' aria interna
delle apparecchiature elettroniche.
Questo presentato è solo un esempio di possibile applicazione : altri produttori hanno in catalogo chip analoghi.
Nell' implementazione pratica, una ventola termo controllata, ad un esame
superficiale, si presenta del tutto simile ad una ventola comune.
Osservando il numero dei fili che escono dal circuito stampato, si potrà
notare che sono in numero maggiore; infatti ne sono necessari due in più
per collegare il sensore termico.
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Il sensore termico normalmente è esterno alla carcassa, collegato con un breve
cavo, allo scopo di valutare la temperatura in una area specifica nei dintorni
della ventola, che diventa un insieme completo ed auto sufficiente,
richiedendo solo la tensione di alimentazione.
Qui a lato vediamo una Papst 92NGM;
il termistor è la piccola capocchia gialla che è stata piegata al
centro della ventola.
E' collegato al circuito stampato con due bervi spezzoni di cavetto
rosso; le saldature sono protette da una
guaina termo stringente.
Il sensore termico solitamente è di
piccole dimensioni, per rispondere con maggior prontezza alle
variazioni di temperatura e può assumere forme molto diverse a
seconda dell' applicazione prevista. Ad esempio può assumere la
forma di un piccolo bullone per essere avvitato su un dissipatore
oppure quella di una sottile striscia per essere infilato in spazi
molto angusti. Alcuni modelli sono venduti senza sensore e l'
utilizzatore potrà collegare quello che ritiene più adatto alla
sua applicazione.
E' opportuno osservare che una ventola termo
controllata può essere o no dotata di segnale tachimetrico. Dovrebbe
essere ormai chiaro, per quanto detto fino ad ora, che la funzione di controllo
della velocità in relazione della temperatura è cosa del tutto diversa dall'
uscita del segnale tachimetrico proporzionale alla velocità.
Il modello nella foto, ad esempio, è del tipo
tachimetrico. Altri prodotti non dispongono di questo segnale. |
Una ventola, quindi, può avere il segnale tachimetrico (ventola tachimetrica), ma non
essere per nulla dotata di regolazione della velocità in funzione della
temperatura, mentre una ventola termo controllata del tipo qui visto può
benissimo avere o non avere l' uscita tachimetrica.
Dove è utile una di queste ventole ?
In generale, ovunque sia richiesto un controllo locale della velocità in
funzione della temperatura , dove questa temperatura varia entro un ampio
raggio per cui una ventola a velocità fissa sarebbe una fonte di inutile
rumore. Ad esempio, soluzioni del genere sono normalmente implementate su
dissipatori per CPU e chip, in sistemi di raffreddamento per dischi,
alimentatori, chassis, ecc.
Quando un controller esterno che esegua questa funzione non è disponibile o non
facilmente implementabile, le ventole dotate di controllo autonomo della
velocità sono un' ottima soluzione per bilanciare efficacia di raffreddamento e
rumore.
Come si è appena visto , la circuiteria interna è più
complessa di quella di una ventola normale; inoltre è richiesta la resistenza
di rilevamento della temperatura esterna, per cui il costo delle ventole termo
controllate è certamente maggiore di quello delle ventole normali .
Confronto tra ventole tachimetriche e ventole
controllate
Se, dopo tutto quanto detto, esiste ancora per una certa confusione sui due tipi di ventole,
la tabella riassume le differenze principali :
| Tipo |
Velocitá |
Cavi di
collegamento |
Segnali
in uscita |
Funzioni |
| Normale |
costante |
2 fili
Positivo
Negativo |
nessuno |
-
Gira a velocità costante
dipendente dalle sue caratteristiche e dalla tensione di
alimentazione
-
Può essere collegata alla scheda
madre o al controller che ne regola la velocità
-
Non è in
grado di fornire il segnale proporzionale alla rotazione. Se il
dispositivo di controllo dispone di un segnale di allarme per
ventola ferma, questo, in assenza del segnale tachimetrico,
indicherà la ventola come difettosa ed quindi andrà escluso.
|
| Tachimetrica |
3 fili
Positivo
Negativo
Segnale tach. |
tachimetrico
(segnale proporzionale alla velocitá) |
-
Gira a velocità costante
dipendente dalle sue caratteristiche e dalla tensione di
alimentazione
-
Può essere collegata alla scheda
madre o al controller che ne regola la velocità
-
E' dotata di segnale
tachimetrico e fornisce il segnale proporzionale alla
rotazione in modo da poterne leggere la velocità ed impostare
un allarme per ventola difettosa.
|
| Termo Controllata |
variabile con la temperatura |
2 fili
Positivo
Negativo |
nessuno |
-
Gira a velocità variabile
dipendente dalla temperatura rilevata dal suo sensore. La
velocità dipende anche dalle sue caratteristiche e dalla
tensione di alimentazione.
-
Anche se si può variarne la
velocità collegandola alla scheda
madre o ad un regolatore apposito, queste ventole
sono essenzialmente progettate per funzionare da sole alla
tensione nominale, senza alcuna regolazione esterna.
-
Non è dotata di segnale
tachimetrico.
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Termo Controllata
tachimetrica |
3 fili
Positivo
Negativo
Segnale tach. |
tachimetrico
(segnale proporzionale alla velocitá) |
-
Gira a velocità variabile
dipendente dalla temperatura rilevata dal suo sensore. La
velocità dipende anche dalle sue caratteristiche e dalla
tensione di alimentazione.
-
Anche se si può variarne la
velocità collegandola alla scheda
madre o ad un regolatore apposito, queste ventole
sono essenzialmente progettate per funzionare da sole alla
tensione nominale, senza alcuna regolazione esterna.
-
E' dotata di segnale
tachimetrico e fornisce il segnale proporzionale alla
rotazione in modo da poterne leggere la velocità ed impostare
un allarme per ventola difettosa.
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Aggiornato il 08/03/07.
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