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PFC
Chi è costui ? |
PFC : chi è costui ?
PFC è acronimo dell' inglese Power
Factor Correction, ovvero Correzione
del Fattore di Potenza.
In italiano si potrebbe usare anche la parola "rifasamento",
anche se, come vedremo, non è perfettamente adeguata.
Con "Correzione
del Fattore di Potenza" si intende l' operazione di modificare il
fattore di potenza di un carico in modo da portarne il valore quanto più vicino all' unità.
Infatti, quanto più il valore del fattore di potenza si discosta da 1 tanto più sarà alta la percentuale di potenza non attiva,
ovvero di potenza reattiva, impegnata dal circuito.
L' espressione "correzione del fattore di potenza" o "rifasamento"
si riferisce,
dunque, alla riduzione della componente reattiva della potenza che un carico
presenta carico alla linea di alimentazione a corrente alternata. PFC
rappresenta, matematicamente, il rapporto fra la Potenza Attiva e quella Apparente, assorbite in
ingresso dal carico.
La Potenza Apparente è il prodotto della tensione per la corrente in entrata
nel dispositivo e comprende sia la componente Attiva sia quella Reattiva; la
Potenza Attiva è la parte che svolge il lavoro
richiesto. La Potenza Reattiva è la componente che si scambiano i campi
magnetici e de elettrici ed è relativa alla presenza ed alle caratteristiche di induttanza
e/o capacità nel carico.
In questo senso si può intendere, anche se non è proprio corretto, che il
Fattore di Potenza sia un indicatore del rendimento elettrico del carico
rispetto alla linea di alimentazione.
Detto così, può soddisfare un tecnico, ma dice poco a tutti gli
altri. Tentiamo allora una spiegazione di quanto sopra, ricordando che, in
ogni caso, occorre un minimo di conoscenze di elettrologia e matematica, al livello
delle scuole superiori, per potersi almeno orientare. Certamente è
possibile un pour parler senza alcun riferimento a formule, diagrammi e
simili, ma sarebbe solamente una esposizione di dati di fatto da prendere
come atti di fede, mentre è probabile che con un poco di sforzo sia
possibile arrivare ad una migliore comprensione.
Prima di iniziare, è opportuno chiarire con decisione che
PFC riguarda
e può riguardare solo ed esclusivamente la linea di alimentazione elettrica in corrente
alternata
ovvero quella fornita dall' Enel e
non ha niente a che vedere
con il rendimento, il principio di funzionamento o le caratteristiche di uscita intrinseche dell' apparecchiatura su cui si applica.
Inoltre deve essere chiaro che la correzione del fattore di potenza non riguarda solo gli alimentatori
per PC, ma qualunque genere di apparecchiatura che la possa richiedere,
dai motori delle macchine utensili all' illuminazione stradale, dal forno
ad induzione alla lavapiatti e al televisore . In generale la funzione di
correzione del fattore di potenza consiste nell' inserimento, tra la rete
di alimentazione ed il carico, di un qualche dispositivo idonea ad
effettuare questa correzione. In tal caso l' apparecchiatura non viene
modificata per nulla nella sua essenza.
Diverso potrò essere il caso in cui la
gestione del PFC sia in qualche modo parte integrante dell' apparecchiatura,
ovvero, in fase di progettazione, il costruttore abbia realizzato uno
schema che, per la natura intrinseca dei componenti, svolga le sue
funzioni con un fattore di potenza elevato.
Vedremo che questo, al momento, non è sempre è il caso degli
alimentatori per personal computer, dove, invece, per motivi di costo e di
mercato, la gestione PFC è parte "aggiunta".
Va ben puntualizzato che, modificando il fattore di potenza di un carico costituito da una lampada, non se ne cambia la quantità di luminosità
emessa; correggendo il fattore di potenza di un motore con l' aggiunta di
condensatori di rifasamento non se ne cambia la quantità di potenza
prodotta.
Se vogliamo fare un esempio, possiamo paragonare il rifasamento alla
marmitta catalitica dell' auto : abbatte l' inquinamento, ma non modifica il
funzionamento del motore (se non molto marginalmente).
Così pure per un alimentatore elettronico, la pura correzione del fattore
di potenza non influisce se non molto marginalmente sul funzionamento dello
switching che converte la corrente alternata in continua. Se il funzionamento dell' alimentatore vero e proprio
sta al di fuori del sistema di controllo PFC, questo risulta una aggiunta,
come lo sono i condensatori di rifasamento per il motore o la marmitta
catalitica.
Infatti, fino a poco tempo fa, per la maggior parte dei costruttori, il controllo PFC si è risolto,
come vedremo, nell' aggiunta di qualche componente alle strutture ben collaudate già
esistenti, senza minimante modificarle.
Questo punto è una delle principali incomprensioni sull' argomento PFC
: si fa una confusione tremenda tra correzione del fattore di potenza e
prestazioni dell' alimentatore, che dipendono invece dai progetti, rivisti
anche alla luce di nuove esigente e alla disponibilità
di nuove tecnologie e componenti.
Se torniamo all' esempio dell' auto, per ottenerne una che non inquini,
consumi meno, abbia maggior rendimento, ecc, la soluzione non è
aggiungere la marmitta catalitica : questa modifica provvederà ad
abbattere più o meno l' inquinamento atmosferico, adattando il veicolo
alle esigenza di una nuova normativa e non altro.
Per ottenere di più occorrerà rivedere l' intero progetto del
motore, adottando principi diversi. Non si fa un' auto Euro4 prendendone
una Euro2 e aggiungendoci una pezza !
Così pure per l' alimentatore : l' aggiunta del PFC, anche
"attivo", ad un progetto vecchio di anni, porta magari il cos phi a 1,
ma non migliora per niente le prestazioni dell' alimentatore sul lato
delle tensioni in corrente continua.
E' solo da non molto tempo che lo schema
base dell' alimentatore PC, dopo anni di stasi, è stato oggetto di novità, anche consistenti, alla
luce delle mutate necessità di potenza dei sistemi attuali; in questi nuovi
progetti il controllo PFC è divenuto parte integrante e non solo come
sistemazione sul circuito stampato principale dei componenti che prima stavano
su un sub assembly, ma come elemento di controllo del funzionamento dello switch
primario. Allora, in questi casi, è probabile che il complesso del sistema si
comporti in modo migliore dei suoi predecessori; ma questo non grazie al
solo PFC .
Scopo del PFC, dunque, è esclusivamente quello di migliorare il rapporto tra la potenza
complessiva impegnata dalla rete (Potenza Apparente) e quella che effettua
il lavoro richiesto (Potenza Attiva), riducendo quindi la componente non
attiva che
interessa le caratteristiche specifiche di quel particolare circuito
(Potenza Reattiva) : questo migliora
il rendimento della produzione e della distribuzione dell' energia elettrica.
Quanto sopra è valido non solo per il PC, ma per qualsiasi altro dispositivo
elettrico, dal motore del tornio all' illuminazione stradale, perchè il problema
della produzione di energia elettrica è strettamente legato a quello della
disponibilità di sorgenti non rinnovabili (carbone, petrolio) o non sempre
disponibili (energia idraulica, geotermica) o pericolose (energia atomica) o non
sfruttate che minimamente (eolica, solare, ecc).
Infatti è da lungo tempo che esistono normative che impongono limitazioni alla
componente reattiva dell' energia consumata dalle utenze. Il problema del
rifasamento è affrontato e risolto quotidianamente nell' industria.
Quindi non si tratta minimamente di una novità.
Solamente, le più recenti norme europee relative al risparmio
energetico sono diventate più restrittive e rendono obbligatoria una correzione del fattore di potenza
di tutte le
apparecchiature collegate alla rete elettrica e quindi anche dei personal
computer.
Si tratta piuttosto di una novità quando necessita applicarlo a carichi costituiti
da componenti elettronici che lavorano in modalità a commutazione (switch
mode), ovvero a carichi non lineari. Qui, al problema dello sfasamento tra
corrente e tensione indotto dalle componenti capacitive, se ne aggiungono altri
relativi al
fattore di forma ed alla generazione di armoniche e correnti
impulsive che rendono più complesso il problema. Infatti, a causa delle
forme d' onda non sinusoidali presenti nel circuito, è possibile che l'
angolo di sfasamento tra corrente e tensione sia nullo, ma ugualmente ci
sia un basso valore del fattore di alimentazione.
In questi casi, con l' introduzione di particolari circuiti integrati che
hanno il primario scopo di correggere il fattore di potenza, si ottiene
pure una correzione della forma d' onda e quindi la riduzione delle
componenti armoniche.
Qui, il PFC assume un aspetto diverso dal pro rifasamento inteso come
compensazione dell' angolo di fase.
Su questi argomenti cercheremo per
quanto possibile di fare luce.
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