Il carico di un circuito elettrico è la parte che converte l' energia elettrica in altra forma di energia; la maggior parte delle applicazioni riguarda il calore (ad esempio il forno elettrico), il movimento (motori), la luce (lampade). Dal punto di vista elettrico, un carico può essere costituito da resistenza,
induttanza o capacità, e, più in generale, da un miscuglio delle tre
componenti; esse sono analizzabili separatamente da un punto di vista
teorico, ma nella pratica, sono sempre presenti contemporaneamente in
proporzione più o meno grande. Nella pratica, realizzando ad esempio un motore elettrico,
non sarà possibile ottenere un carico puramente induttivo a causa delle
varie componenti in gioco : anche se si tratta essenzialmente di un
avvolgimento su un nucleo di ferro, l' avvolgimento stesso richiede molti
metri di conduttore di rame, che hanno una certa resistenza, cosicchè
alla componente reattiva se ne aggiunge una resistiva; e così via. Questo perchè, in un circuito a corrente continua, le componenti capacitive e induttive
non hanno alcun effetto, se non durante i transitori di accensione e
spegnimento, mentre in corrente alternata, dove il valore della tensione
varia ciclicamente tra un massimo positivo ed uno negativo, diventa
essenziale considerare la presenza di queste componenti, che assorbono
comunque una certa quota della potenza del carico. Vengono allora distinte tre componenti della potenza nel circuito in corrente alternata :
In sostanza, la Potenza Attiva è la componente della potenza che genera l' operazione richiesta, ad esempio il calore o il movimento. Questa potenza è considerabile come equivalente a quella che ci sarebbe in un circuito in corrente continua che produce il medesimo effetto. Si potrebbe dire che è una potenza essenzialmente resistiva. La Potenza Reattiva è quella che viene messa in gioco dalle componenti non resistive, ovvero dalla presenza di capacità e induttanza, o meglio, della loro reattanza induttiva e capacitiva. Questa potenza è intrinseca al funzionamento della maggior parte degli apparati in corrente alternata, ma non partecipa direttamente : si potrebbe dire che è una potenza che si scambiano i circuiti magnetici. La Potenza Apparente è la somma vettoriale delle due componenti precedenti ed indica la potenza complessiva che il carico assorbe dalla rete. In una prima grossolana approssimazione, possiamo dire che la Potenza Apparente è costituita dalla somma della Potenza Attiva e di quella Reattiva. Ora, se ad un circuito dobbiamo fornire una certa potenza Apparente per ottenerne in lavoro utile la sola componente Attiva, essendone esclusa la componente Reattiva, sarà assai importante, ai fini del rendimento, minimizzare questa componente reattiva, in modo che il rapporto tra la potenza fornita al circuito e quella ottenuta sia il massimo possibile.
|
|||
|
Copyright © elma
srl. Tutti i diritti riservati. Aggiornato il 17/05/06 . |