Precisazione Va ben precisato una volta di più che il funzionamento di
un dispositivo non è legato al suo fattore di potenza nel senso che un
motore elettrico lavora perfettamente con il suo cos phi naturale che potrà
anche essere 0,12. Così pure un alimentatore elettronico potrà generare
la tensione richiesta anche con cos phi = 0,5 ! Questo esempio , attenzione, non ha un valore
"morale", in quanto, se nell' impianto di riscaldamento cercherò
di evitare vortici e gorgoglii che niente hanno a che vedere con il
corretto funzionamento dei termosifoni, la presenza di potenze reattive in
un circuito elettrico non è affatto indice di un cattivo funzionamento,
perchè può far parte indissolubile del funzionamento proprio di molte
macchine. Come detto, i motori elettrici hanno fattori di potenza molto
bassi e nessuno si sognerebbe di accusarli di scarsa funzionalità ! Il fattore di potenza è, in sostanza, un confronto con un
circuito ideale in corrente continua, per cui se la corrente è 10 ampere
e la tensione 230V, la potenza attiva è 10 * 230 = 2300 watt. Nel caso di
corrente alternata, se il fattore di potenza è 1, la potenza attiva è
ancora 2300W, ma nel caso di un fattore di potenza di 0,5, la potenza
attiva sarà 10 * 230 * 0,5 = 1150W, pur essendo uguali la corrente e la
tensione ! La differenza di potenza va a finire nella componente reattiva
(che si misura in VAr - VoltAmpere reattivi). Questo vuol dire che i generatori elettrici
alle centrali non si possano fermare nel caso di uno sfasamento, ma che l' energia che
producono non genera una "attività" nel senso di un effetto Joule
come nel caso del filamento della lampadina, pur richiedendo una corrente
sensibile. |
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