Da tutto questo consegue che cos phi e fattore di potenza, inteso come fattore di alimentazione, non sono obbligatoriamente la stessa cosa. E questa realtà è la principale causa di incomprensione del problema. Lo studio delle grandezze non sinusoidali è materia
universitaria , complessa e richiede conoscenze matematiche rilevanti e
mezzi di indagine (strumentazione, software, modelli, ecc) consistenti. In effetti non si tratta di casi rari, ma della maggior parte
dei casi in cui sono in gioco situazioni complesse che deformano la
corrente. Abbiamo già citato circuiti classici in cui induttori avvolti
su ferro, per effetto della saturazione del nucleo, assorbono correnti
fortemente deformate. Questa operazione (valutazione delle di
armoniche e loro quantificazione) richiede circuiterie più complesse dei semplici
multimetri da banco. Si può ora riportare l' attenzione su quanto si era inizialmente detto riguardo alle funzioni che deve avere il circuito PFC. Se nel carico la presenza armonica che distorce la forma d' onda è limitata, la creazione di Potenza Reattiva dipende essenzialmente dall' angolo di fase e quindi ogni sforzo dovrà tendere alla sua riduzione, operando un rifasamento "classico", sia con metodi passivi, ovvero con l' aggiunta di componenti reattive di segno opposto, sia con metodi attivi che riducano in modo dinamico la differenza di fase. In tal caso, la definizione di "correzione del fattore di potenza - PFC" sarà quella di un metodo che, controllando il flusso di corrente verso il carico, tenda a farle seguire la fase della tensione applicata. Questo è il caso più generale del rifasamento industriale. Se, però, il carico è anche afflitto da assorbimenti di
corrente non sinusoidali, come un alimentatore switch mode, una riduzione
del fattore di alimentazione potrà richiedere non solo di intervenire
tanto sull' angolo di fase, ma anche sulla correzione della forma d' onda.
In tal caso, una definizione più esatta di correzione del fattore di potenza
sarà quella di un metodo che, controllando il flusso di corrente verso il
carico, tenda a farle seguire la forma d’onda della tensione applicata,
sia come fase che come forma. Il PFC
richiederebbe al controller di forzare l' alimentatore ad assorbire una corrente
in fase e con la stessa forma della tensione alternata. Quando il PFC è progettato per svolgere questa duplice funzione, solo allora si può affermare che i risultati della sua azione non sono solo l' aumento del rendimento elettrico di alimentazione, ma anche la riduzione delle armoniche, darà quei benefici di miglioramento del rendimento complessivo. In questa direzione ha senso pure l' affermazione che il "PFC" prolunghi la vita dei componenti e migliori la stabilità del sistema. Quindi, ripetiamo, non è l' etichetta "PFC" a dare particolare rilievo ad un prodotto, ma come è stata inteso ed implementato PFC. Va puntualizzato che PFC perfettamente valido e
tecnicamente corretto è tanto quello passivo che si ottiene applicando in
serie ad un vecchio progetto una semplice ed economica bobina, quanto un
moderno circuito , elaborato e costoso, che faccia uso dei più recenti
componenti dedicati al controllo di fase e forma. |
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