Un alimentatore PC si compone, almeno, di due parti distinte : un circuito in
corrente alternata, che riceve l' energia dalla rete di distribuzione (sintetizziamo
chiamandola Enel, anche se il panorama delle società di distribuzione e
produzione attuale è molto più variegato e, purtroppo, contorto) ed
uno in corrente continua che fornisce le tensioni stabilizzate alle uscite. La
conversione avviene attraverso circuiti abbastanza complessi e critici, che
prendono il nome di switching, ovvero "a commutazione". Tutto questo è indispensabile perchè, per varie ragioni, si è trovato pratico produrre e trasportare l' energia elettrica sotto forma di alternata, a tensioni piuttosto elevate, mentre i circuiti elettronici richiedono tensioni continue a valori molto bassi (e molto stabili).
Fino a prima della normativa europea, nessuno si era particolarmente
interessato al problema, in quanto le potenze utilizzate, in
confronto a quelle di altri elettrodomestici, sono basse (ad es. lavatrice 1000-2000W, PC 250W). La soluzione del problema segue due diverse direzioni : PFC attivo e PFC passivo L' alimentatore PC, per le sue caratteristiche
costruttive, è essenzialmente un carico con un fattore di potenza basso, di
tipo capacitivo, per cui un primo approccio, il più semplice, è quello di
aggiungere la componente mancante, ovvero quella induttiva, realizzata con bobine avvolte su nuclei metallici. Questo è il sistema di
correzione passiva.. Da qui l' idea di inserire una correzione attiva : in questo caso un circuito elettronico modifica istante per istante il valore del fattore di potenza, cercando di mantenerlo quanto possibili al massimo. Il sistema è più costoso, ma il valore medio è il più alto possibile. Il più alto possibile si intende in relazione al
fatto che un fattore 1 sarà in qualsiasi caso difficile da raggiungere
perchè non viene modificata la struttura del circuito dell' alimentatore vero e
proprio, ma solo aggiunta una componente di correzione. Ad esempio, il sistema più semplice di PFC attivo prevede di sostituire il ponte raddrizzatore iniziale con sottoinsieme composto da uno switch di potenza, una bobina e un controller integrato che ha lo scopo di raddrizzare la corrente mantenendo quanto più possibile in fase corrente e tensione. In questo caso NULLA del circuito che segue viene modificato ! A questo punto, va osservato che la forma delle
correnti/tensioni assorbite da un circuito in alternata ben raramente
corrisponde alle perfette forme sinusoidali dei diagrammi teorici, in quanto si
introducono deformazioni anche consistenti dovute alla presenza contemporanea di
induttanze e capacità e di campi magnetici ed elettrici alternati non uniformi,
di fattori di risonanza, di filtraggio, ecc., con la conseguente generazione di
armoniche a frequenze elevate. Oltre a questo, concorrono a produrre disturbi a
varie frequenze anche le strutture stesse di vari dispositivi, come i motori a
collettore (provare ad accendere una radio in prossimità di un phon o di un
rasoio elettrico), starter di lampade fluorescenti . Così pure nel caso di alimentatori
elettronici, in cui la conversione delle tensioni è fatta con complesse
parzializzazioni dell' energia primaria e che generano un elevato numero di
armoniche.
|
|||
|
Copyright © elma
srl. Tutti i diritti riservati. Aggiornato il 19/06/06 . |