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INFORMAZIONI TECNICHE |
PFC
PFC attivo |
PFC attivo
Diversamente da un motore elettrico, l'
alimentatore non ha parti in movimento, ma solo componenti elettronici e risulta
più semplice l' adeguarlo ad un fattore vicino ad 1 con un approccio puramente
elettronico.
Come detto, la correzione passiva è il sistema meno costoso e fornisce un adeguato
valore medio del fattore di potenza corretto, che, però, sarà vario a seconda del carico imposto a valle dell' alimentatore.
Da qui l' idea di inserire una correzione attiva
: in questo caso un circuito elettronico modifica istante per istante il valore
del fattore di potenza, cercando di mantenerlo quanto possibili al massimo. Il
sistema è più costoso, ma il valore medio è il più alto possibile.
Il più alto possibile si intende in relazione al
fatto che un fattore 1 sarà in qualsiasi caso difficile da raggiungere
perchè non viene modificata la struttura del circuito dell' alimentatore vero e
proprio, ma solo aggiunta una componente di correzione, per quanto raffinata.
Va precisato che
esistono diversi approcci al pfc attivo, per cui parlare di "pfc
attivo" come di una unica realtà è un primo grave errore.
Ad esempio, il sistema più semplice di PFC attivo prevede di sostituire il ponte
raddrizzatore iniziale con sottoinsieme composto da uno switch di potenza, una
bobina,, un controller integrato e pochi altri componenti che ha lo scopo di raddrizzare la corrente
mantenendo quanto più possibile in fase corrente e tensione. Anche in questo caso,
NULLA del circuito che segue viene modificato !
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La
soluzione circuitale schematizata a alto prende il nome di boost.
Si basa su una induttanza che conserva energia fino a che viene
scaricata prima di iniziare un nuovo ciclo.
L' interruttore indicato nello schema non è un componente fisico,
ma è realizzato con un MOSFET.
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Il comando dell' MOSFET-interruttore è demandato ad un
drive, realizzato attorno ad un circuito integrato appositamente
progettato. Questo specifico genere di applicazione carica i
condensatori cercando di mantenere la forma della corrente priva di picchi
e in fase con la
tensione. La correzione del carico capacitivo viene effettuata, quindi, per via
elettronica, agendo sulla commutazione dell' energia primaria con una
metodologia del genere switching.
Si deve notare che la o le bobine dello schema qui sopra non hanno la stessa
funzione attribuita
a quelle del sistema passivo, ovvero non compensano direttamente con la
loro reattanza induttiva quella capacitiva del carico, ma sono un elemento indispensabile al
circuito di commutazione.
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A
lato, una delle tante realizzazioni, basata sul componente di
L6561 di ST Microelectronics (al cui sito
si rimanda per una descrizione tecnica più approfondita del
prodotto), che comanda un commutatore di potenza costituito da un
mosfet visibile in primo piano, fissato con una vite sull' aletta
di raffreddamento.
Si nota della pasta termo conduttiva bianca applicata sulla
superficie interna del radiatore in alluminio e che serviva ad
accoppiarlo termicamente ad uno dei radiatori del circuito
principale per aumentare la superficie radiante.
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Questo genere di applicazioni è definito come "pre regolatore pfc"
in quanto non modifica la circuiteria dell' alimentatore vero e proprio,
ma si limita a fornire alla linea di alimentazione un carico con un
elevato fattore di alimentazione, sostituendo in modo attivo il ponte raddrizzatore
tradizionale. Solitamente questi sub assembli trovavano varia collocazione
nei box degli alimentatori, ad esempio supportati dalle alette di
raffreddamento oppure avviatati sul coperchio. In questo modo si ottiene
la correzione PFC attiva indipendentemente dalla costruzione del
regolatore principale.
Attorno a questo sistema di pre regolazione, sono nate una notevole
quantità di soluzioni diverse, in quanto un buon numero di costruttori di
circuiti integrati ha messo a catalogo uno o più componenti specifici per
risolvere il problema. Quindi è possibile trovare implementate varie
famiglie di questi componenti, con le relative particolarità circuitali.
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Una
soluzione di pre regolatore simile alla precedente, ma realizzato attorno ad un diverso
componente (UCC3817), che, data la maggior potenza trattata,
richiede una maggior complessità circuitale, usando come switch
una coppia di transistor mosfet, mentre i diodi che nel circuito
precedente erano in aria libera, qui sono fissati su radiatore più
piccolo.
Questo tipo di pre regolatori non sono specificamente progettati
per alimentatori PC, ma sono adattabili ad ogni genere di
applicazione in cui si deve raddrizzare la tensione di rete, come
ad esempio nei ballast delle lampade elettroniche, dove, peraltro,
si usano soluzioni ancor meno raffinate. |
Una ampia parte delle soluzione denominate PFC Attivo
corrisponde a pre regolatori di questo genere, che hanno essenzialmente lo
scopo di riportare a valori accattabili il rapporto tra corrente e tensione durante la carica dei
grossi condensatori di filtro dopo il ponte raddrizzatore di rete.
Certamente questa soluzione eleva il cos phi a valori molto superiori all'
approccio passivo; mediamente valori da 0,86 in su sono facilmente
raggiunti e, lavorando come un "raddrizzatore attivo" ,
riesce a compensare entro certo limiti la deformazione della forma d' onda
della corrente, riducendo i picchi che contraddistinguono gli alimentatori
switch mode privi di pre regolazione.
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