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INFORMAZIONI TECNICHE |
PFC
Pre regolatori |
Nell' immagine sotto, una implementazione tipica del sistema dei moduli
separati.
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Di
nuovo, si tratta di una patch applicata su un progetto già
esistente.
Il modulo PFC si trova, capovolto, collegato meccanicamente al
radiatore di calore dei transistor dello switch principale.
Da osservare le dimensioni ampie dei dissipatori, anche quello dei
diodi, data la relativa potenza dell' alimentatore.
Il circuito contornato in rosso è il regolatore termico della
ventola : la freccia identifica il sensore di temperatura
fissato sul radiatore dei diodi : la sua funzione è variare la
velocità della ventola in funzione del calore dei componenti, in
modo da mantenere un buon rapporto tra rumore ed efficienza del
raffreddamento.
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Nota per chiarire un dubbio : si è avanzata l' idea che l' applicazione pfc attivo
abbia un rendimento maggiore di quello passivo in quanto non viene aggiunta una
resistenza in serie dovuta all' induttanza, la quale dissipa potenza per effetto
Joule.
In effetti così è, ma va precisato che :
- in primo luogo, la quantità di questa potenza persa nell'
induttanza serie del metodo passivo è molto bassa,
dato che la resistenza della bobina è tenuta più bassa possibile (1 o 2 ohm).
- Per
contro, il pre regolatore attivo dissipa pure lui una certa potenza nei cicli di
commutazione del mosfet di switch e dei diodi; e questo è evidente dalla necessità di una
aletta di raffreddamento .
SI nota facilmente che i moduli nelle foto hanno discreti
dissipatori (il primo era a sua
volta collegato meccanicamente ad uno dei dissipatori interni all' alimentatore,
per la necessità di aumentare la superficie radiante a disposizione del
transistor), il che la dice lunga sull' energia persa. Che comunque anche qui è
del valore di pochi watt e quindi ragionevolmente trascurabile nel
complesso del prodotto. Però energia persa c'è comunque e moltiplicata per i
milioni di apparati esistenti...
L' approccio "non specializzato" dei moduli addizionali risolve una parte del problema e, anche se fornisce un valore medio di cos phi maggiore che non l'
approccio passivo, non è ancora l' optimum, dato che non influisce se non
marginalmente sul complesso circuito a commutazione (switching mode) che
costituisce il cuore dell' alimentatore. Uno switching converte la corrente continua ricevuta in corrente
alternata ad alta frequenza, la trasferiscono al secondario a bassa tensione, dove viene di nuovo raddrizzata per ottenere le numerose tensioni
necessarie al funzionamento del PC. Per maggiori approfondimenti sulla struttura
degli alimentatori PC, click
qui.
Se il raddrizzamento della tensione di rete costituisce la prima parte del
problema, lo switch costituisce la seconda.
Il circuito a commutazione ha grossi vantaggi dal punto di vista del
rendimento e delle dimensioni, ma presenta svariati problemi per quello
che riguarda le forme d' onda interessate.
Qui sotto sono riprodotte le forme della corrente di ingresso di due
alimentatori per PC.
La prima immagine è relativa ad alimentatore senza alcun controllo PFC :
si notano i picchi molto ampi che si sovrappongono alla sinusoide.
Nella seconda immagine è presentata la corrente di ingresso di un sistema
dotato di pre regolatore PFC : l' ampiezza dei picchi di corrente è molto
ridotta, ma anche in questo caso un siamo ancora lontani dalla sinusoide
ideale !
Questo avviene a causa dei principi su cui si basano i circuiti delle
varie soluzioni a commutazione, che assorbono correnti impulsive o
comunque non sinusoidali.
Ora, una forma d' onda non sinusoidale può essere immaginata come la
somma della sinusoide alla frequenza fondamentale a cui si sommano
armoniche di frequenza superiore. Questo fatto ha come prima conseguenza
più evidente la generazione di disturbi elettromagnetici che possono
arrivare anche nell campo delle trasmissioni radio.
Inoltre va considerato che, in presenza di forti deformazioni della
sinusoide, il "Fattore di Potenza" che si misura sulla rete può
benissimo NON corrispondere completamente ad un
reale sfasamento tra tensione e corrente, ma, anche in larga parte,
essere dovuto alla FORMA dell' onda, il cui
contenuto armonico costituisce la parte "non attiva" della
potenza.
In effetti un successivo sviluppo della tecnologia consiste in circuiti più
complessi che agiscono contemporaneamente sul pre regolatore e sul regolatore
principale. In questo caso l' azione di controllo avviene sia sul sistema di conversione
della corrente da alternata a continua, sia sullo switch principale, per un
ulteriore miglioramento del fattore di alimentazione. Questo approccio, che
necessita di una più profonda revisione del progetto dell' alimentatore, ha
richiesto un tempo maggiore per essere implementata, data la necessità non solo
di uno sforzo progettuale, ma anche del costo e della disponibilità dei nuovi
componenti integrati progettati specificamente per questa applicazione.
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