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PFC
Inoltre... |
Inoltre :
- attivo è migliore di passivo ?
Non si può dire a priori.
La risposta dovrebbe essere evidente da quanto fino ad ora
detto, anche perchè, come visto, non esiste "un" PFC attivo,
ma una molteplicità di soluzioni diversissime tra di loro per
implementare soluzioni chiamabili "attive".
Se si intende che il PFC sia un miglioramento del rapporto
tra Potenza Attiva e Potenza Apparente, per quanto fino ad ora verificato,
un sistema di PFC attivo dà mediamente risultato migliori di uno passivo,
per le ragioni prima spiegate. Questo non riguarda l' utenza a bassa
tensione, ma come l' alimentatore si presenta alla linea di distribuzione
dell' energia elettrica.
Se si intende che il PFC attivo abbia l'effetto di rende
"migliore" la qualità delle tensioni di uscita dell'
alimentatore, questo non è minimamente vero; stabilità, ronzio, potenza
delle tensioni di uscita NON dipendono dalla correzione del fattore di
potenza, ma da come è realizzato lo switching. Se poi, in fase di
progettazione, sono state introdotte soluzioni circuitali tali da
provvedere sia un miglioramento del PF sia della qualità delle uscite,
questa è un' altra questione.
Un punto fermo è che, sicuramente, la tecnologia impiegata nell' implementazione di circuiti di
rifasamento elettronici è notevole, ma per quanto riguarda l' utente, il
fatto che la correzione del fattore di potenza sia attiva o passiva non ha
alcun peso, né tanto meno ne ha per i circuiti alimentati.
PC e server hanno funzionato benissimo fino ad ora e possono funzionare
perfettamente senza alcun controllo
PFC e la qualità di un alimentatore non è mai dipesa da questo elemento !
Quello che importa è la qualità complessiva del progetto, che deriva da moltissimi fattori, di cui il controllo del
PF è solo uno.
Più in generale, si può rilevare che lo schema base di moltissimi degli alimentatori
PC correnti è il medesimo da anni e anni e solo minime modifiche sono
implementate di quando in quando. L' introduzione dei circuiti PFC, attivi
o passivi, si è risolta inizialmente, anche per la loro natura, che
abbiamo cercato di chiarire, esclusivamente come un innesto che non ha modificato
minimamente il resto della struttura, che rimane invariata nella sua
essenza; se il progetto di base era buono, l' alimentatore sarà buono e
viceversa.
Si potrà aggiungere che, forse, essendo la soluzione attiva più costosa,
saranno i prodotti di fascia alta ad esserne per primi dotati e, in tal
senso, parrebbe che PFC attivo = prodotto di qualità. Ma appunto perchè
parliamo di prodotti di fascia alta (e alto costo) è evidente che questa
situazione di "prodotto di qualità" era già anche prima dell'
aggiunta del pre regolatore PFC attivo.
E abbiamo visto che il pre regolatore PFC, pur permettendo l' aggiunta
della magica scritta "Active PFC" sull' etichetta non è certo
la soluzione ottima in assoluto.
Come, per contro, esistono alimentatori di qualità eccellente, che, per
la fascia di prezzo in cui sono posizionati, è stata aggiornata solo con
con l' aggiunta della bobina del PFC passivo, senza per questo che si
tratti di prodotti da scartare, anzi.
E, ovviamente, tutte le varie immondizie cinesi da 450W per € 18,95
saranno a PFC passivo, ma non per questo diventano prodotti da evitare :
lo erano anche prima.
Solo da quando i progettisti hanno implementato nuove soluzioni, sia alla
luce delle normative sul risparmio energetico, sia delle necessità di
nuovi processori e sistemi, solo allora si cominciano a notare serie
differenze qualitative con il progetto "classico", differenze
che possono essere sensibilmente migliorative.
E queste nuove realizzazioni integrano correzioni PFC attive per la semplice
disponibilità di nuovi componenti che integrano le complesse funzioni
necessarie; attorno a questi componenti si sono sviluppate soluzioni che
non applicano solo il PFC, ma rivedono dalla base il progetto dell'
alimentatore PC.
Questa e solo questa è la reale e sensibile innovazione.
- attivo ha un rendimento migliore di passivo ?
Come sopra, non si può dire a priori.
Se ci si ferma ad una prima
analisi, si nota che la potenza persa dai sistemi attivi tipo pre
regolatore è decisamente maggiore di quella persa nella bobina del
sistema passivo; si può arrivare anche oltre il 5% della potenza trattata
e questo abbassa il rendimento complessivo, oltre al fatto che questa
potenza persa finisce praticamente tutta in calore.
Per contro, un sistema attivo gestirà meglio le correnti di spunto e la
forma d'onda, compensando la potenza impiegata per il suo proprio
funzionamento con questi aspetti positivi.
Comunque questo aspetto non riguarda il rapporto tra la Potenza Attiva
fornita all' SMPS e quella resa sul lato in corrente continua : di nuovo,
se il rendimento dello switching è pessimo, anche un eccellente PFC
attivo non potrà migliorare la situazione.
E comunque, non è certamente il caso di pensare che un qualsiasi sistema
PFC faccia risparmiare sulla bolletta della luce un normale utente
domestico; come si è visto è anzi probabile che un sistema PFC di
qualunque genere produca una bolletta più alta di uno senza PFC, anche se
queste differenze, per quanto concerne le piccole potenze in gioco, siano
praticamente trascurabili.
Sarà l' utente industriale, che, soggetto ad una tariffazione dei VAr,
troverà vantaggio economico immediato abbassando la percentuale di
Potenza Reattiva, comunque consumata.
Per riassumere, dal punto di vista della rete di distribuzione, con tutte
le conseguenze economiche, sociali ed ambientali, si può
affermare che il valore di cos phi ottenibile con la soluzione attiva è
mediamente migliore (e a volte molto migliore) di quello ottenibile con l'
approccio passivo e, per quanto riguarda il fattore di forma della
corrente di ingresso, il sistema attivo è migliore di quello passivo, ma che la soluzione passiva è perfettamente adeguata
alla normativa. Si tratta, se si vuole, piuttosto di intendere le
normative come continuamente migliorabili e i limiti ora raggiunti come
superabili.
Però, per quello che riguarda il funzionamento dell' alimentatore vero e
proprio, solamente le revisioni di progetto di cui il rifasamento attivo
diventa una componente, hanno effetti migliorativi per il
complesso dello switching, come forma d' onda migliore, migliori
prestazioni, maggiore stabilità, maggiore rendimento, ecc.
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